Sportweek - Bennacer: "Troppi gialli, sento l’importanza della maglia. Nuovo mister? Non ci penso"

30.05.2020 10:44 di Salvatore Trovato   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Sportweek - Bennacer: "Troppi gialli, sento l’importanza della maglia. Nuovo mister? Non ci penso"

"Ho scelto il Milan per la sua storia, ma più ancora perché il suo progetto era il migliore per me". Ha le idee chiare, Ismael Bennacer, uno dei pilastri della squadra rossonera. Dopo un inizio piuttosto complicato, il playmaker algerino è riuscito a imporsi, diventando un punto di riferimento importante per Stefano Pioli.

TROPPI GIALLI - Qualità ma anche dinamismo e forza fisica. Forse un po’ troppa irruenza. "Ma non sono uno che va a litigare", ha precisato il centrocampista milanista a Sportweek, settimanale allegato alla Gazzetta dello Sport. "Anche in allenamento - ha affermato Bennacer - se prendo un colpo non dico niente. Lo restituisco. Ma non perché mi innervosisco, darle e prenderle fa parte del gioco". Con 12 cartellini gialli a referto, l’ex Empoli è il giocatore più ammonito nei principali campionati europei: "Mamma mia... Questo è un aspetto da migliorare del mio gioco. Sono, come si dice, irruento. Troppo aggressivo. Certe ammonizioni le ho prese davvero per niente. È che sento l’importanza di questa maglia, a San Siro i tifosi spingono e tu vuoi aiutare di più la squadra, sempre di più. Voglio dare tutto, e quando vuoi dare tutto finisci che non pensi. Invece un calciatore deve sempre pensare, prima di fare".

RUOLO - Nonostante qualche fallo di troppo, Bennacer è elemento imprescindibile nello scacchiere di Pioli: "A me piace giocare davanti alla difesa, mi assegna delle responsabilità che mi piace prendere. Devo essere più lucido quando ho la palla nella metà campo avversaria. Devo capire in ogni occasione qual è la scelta migliore da fare ed essere più lucido nell’ultimo passaggio. E sapere già quale porzione di campo occupare quando perdiamo la palla. È in questo che consiste l’intelligenza di un giocatore. Il calcio si gioca con la testa. Da solo, il talento non basta. È tutta una questione di testa. Con il tempo e con l’esperienza imparerò a essere più decisivo".

AVANTI COMPATTI - Nel corso dell’intervista, l’algerino ha parlato anche della situazione del Milan: "Cosa ci è mancato quest’anno? La vittoria contro una grande. Siamo una squadra giovane, stiamo lavorando per crescere. In campo dobbiamo essere uniti, ancora più compatti, dobbiamo morire uno per l’altro. Un nuovo allenatore? Non ci penso. Penso a finire bene questa stagione, mancano ancora 12 partite alla fine del campionato. Io mi sento pronto, il calcio mi manca tanto".