Un'idea che ritorna di moda e che può allungargli la carriera
Le caratteristiche tecniche ci sono, le doti da leader anche. C’è da capire se c’è o meno la disponibilità. Nelle ultime ore è tornata in auge l’idea secondo cui Massimo Ambrosini potrebbe scalare a fare il difensore centrale. Una voce, quest’ultima, che risale ai tempi di Ancelotti ma che ha trovato attuazione in rossonero solamente con Leonardo nella tragica trasferta dell’Old Trafford di quasi tre anni fa quando Ambro, per necessità di rimonta, nella ripresa venne schierato al centro della difesa. Ma da quella serata tremenda al teatro dei sogni, Ambro non ha più ricoperto quel ruolo ma nell’era in cui gli ex mediani si riciclano anche come difensori centrali (vedi Cambiasso o Mascherano), potrebbe toccare a lui entrare in quest’ottica.
L’età non gli consente più di correre dietro agli avversari per 90’ ogni tre giorni e arretrare il suo raggio d’azione di 20 metri potrebbe allungargli la carriera oltre che dare al reparto arretrato, nella zona centrale, un giocatore praticamente unico nel suo genere tra quelli che compongono la rosa attualmente a disposizione di Allegri. Un esperimento che andrebbe fatto ma che, in questo momento storico, potrebbe portare solo ulteriore confusione nell’unica zona della difesa nella quale il Milan ha un minimo d’equilibrio. Avere però un centrale che sa giocare la palla con entrambi i piedi, che stacca di testa in maniera perentoria oltre che un leader carismatico, probabilmente non intaccherebbe quanto detto sopra. Il tutto sta nella disponibilità di Ambro e nella sua voglia di cambiare posizione.

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