Zlatan-centrico no, ma il Milan ha ancora bisogno di lui: Pioli ignora i mugugni e punta tutto su Ibra

23.01.2022 12:03 di Salvatore Trovato   vedi letture
Zlatan-centrico no, ma il Milan ha ancora bisogno di lui: Pioli ignora i mugugni e punta tutto su Ibra
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© foto di DANIELE MASCOLO

Si può criticare un mostro sacro come Ibrahimovic? Beh, certo, è fattibile oltreché lecito. Ma è un po’ blasfemo come atteggiamento, oltraggioso sotto diversi punti di vista. Perché se il Milan, oggi, può giocarsela quasi alla pari con tutti in Italia, gran parte del merito - non ce ne voglia il buon Pioli - va proprio al divin svedese, alla sua leadership, alle sue qualità sovrumane, ai suoi gol.

Riferimento costante e necessario
"Eh ma non segna a San Siro da settembre". "Eh ma con lo Spezia ha sbagliato tanto". "Eh...", tantissimi "eh", infiniti e poco attendibili "eh". Perché i numeri dicono tutto e niente, anche nel calcio. È vero, Ibrahimovic è a digiuno in casa ormai da tempo, ed è altrettanto vero che abbia commesso qualche errore di troppo nell’ultima sfida di campionato, ma Ibra, che piaccia o no, è sempre lì, a lottare in area avversaria e non solo. Un riferimento costante per i compagni, una perenne spina nel fianco per gli avversari. È anche una sorta di regista avanzato. Non un trequartista, che è una cosa ben diversa.

Pioli ha scelto: Giroud in panchina
Insomma, il Milan non sarà più Zlatan-centrico come un tempo, ok, ma dipende ancora molto dalla "luna" del suo totem. In altre parole: quando Ibrahimovic va, il Diavolo gli va dietro a ruota. Ed è per questo, anche per questo che Stefano Pioli, stasera, lo getterà nella mischia contro la Juventus, in una sfida per uomini duri, dove la qualità e la corsa servono, certo, ma pure i muscoli, le idee, i colpi di genio. Ibra proverà a trascinare i suoi, guidando la truppa col solito piglio. "Eh ma non segna a San Siro da settembre". Va bene, è un neo: ci sta! Ma le critiche no, quelle no.