La Gazzetta in prima pagina verso Napoli-Milan: "Attacco finale"
In questa settimana il campionato farà spazio alla Nazionale, impegnata nei playoff Mondiali, ma è chiaro che il Milan sta guardando e preparando quella che sarà la gara spartiacque di questo campionato, quella contro il Napoli di Antonio Conte.
Ne parla l'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, che titola a riguardo: "Attacco finale". E continua: "Milan, c'è il Napoli. Nkunku fatica, che rimpianto Hojlund". Una sfida per capire chi darà filo da torcere all'Inter, i rossoneri vogliono provare la clamorosa rimonta.
Allegri, il normalizzatore. Torniamo a una testa! Quella notte di febbraio. Che tristezza quel sofà!
di Carlo Pellegatti
Attenzione, attenzione! Azzardo con cautela. Non è che Massimiliano Allegri sia riuscito anche a armonizzare le strategie in vista del prossimo mercato? Con l’obiettivo preciso che sia una e una sola la testa che prenda le decisioni. UNA TESTA CHIAMATA MILAN! È duro, ma stimolante, il compito del tecnico livornese, cominciato la scorsa estate, quando ha raccolto le macerie di una stagione massacrante, che ha “coventrizzato” il nostro caro, vecchio Milan. Lui e il suo staff si sono preoccupati di incidere sulla parte sportiva, quella che conosce meglio, sia sotto l’aspetto del gioco sia dal punto di vista mentale.
Immagino già l’osservazione di tanti critici e di tanti denigratori, il loro sorriso sarcastico sulla qualità proprio della manovra mostrata nel corso del campionato. Sono quelli che avrebbero preferito vedere Allegri cominciare la costruzione della nuova “Casa Milan” partendo dall’attico spettacolare, dalle fioriere e dai soprammobili di palissandro. Invece Allegri, secondo logica e grazie alla sua esperienza, ha iniziato dalle fondamenta, dalle cantine, lavorando con il “calcestruzzo” dei punti in classifica, fondamentale per rendere più solida la costruzione, per dare morale ai suoi “muratori”. Il traguardo è quello di avere una squadra che resista nel tempo e possa sfidare i venti freddi e violenti, gli sbalzi di temperatura della Champions League.
Ora sta lavorando anche sul piano societario. Porta a qualche flebile, ancora per adesso, speranza il vertice a quattro di sei giorni fa a “Casa Milan” tra Giorgio Furlani, Igli Tare, Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimović. Non è importante infatti di che cosa abbiano discusso, ma che finalmente, almeno a parole, si siano abbozzate strategie comuni per rendere il Milan più forte, più competitivo, più europeo! Max è stato chiaro. La priorità non sono i prospetti, ma soprattutto le certezze. Sono i giocatori da Champions League che hanno frequentato con continuità il salotto buono d’Europa.
Ho ancora ben in mente il mio stato d’animo nella notte del 18 febbraio 2025, quando, fuori San Siro, in quella fredda notte d’inverno, dopo l’eliminazione dal Feyenoord, salutavo, in un video, la Champions League, dandole appuntamento, vista l’angosciante posizione in classifica, non prima del settembre 2026. Mi appariva una data lontana, troppo lontana, ma grazie al lavoro, sul campo, di Max Allegri e i suoi ragazzi, mancano ora pochi mesi alle future, bellissime notti, accompagnate dalle celeberrime e amatissime note di Tony Britten, che si è ispirato a “Zadok the Priest” del compositore tedesco Georg Friedrich Händel.
Senza il 3-5-2 del tecnico livornese, senza il suo pragmatismo, senza la sua coscienza dei limiti della squadra, saremmo oggi a soffrire per quei martedì e per quei mercoledì della prossima stagione, che ci attenderebbero ancora sdraiati sul sofà, il divano delle calamità!

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