Derby allucinante
Il dizionario della lingua italiana dice che l'aggettivo "allucinante" si riferisce ad uno spettacolo che sconvolge e, in effetti, questo derby per i cuori rossoneri magari non sarà stato un gran spettacolo, ma di cose sconvolgenti ne ha mostrate parecchie: allucinante subire l'ennesimo gol su palla inattiva per un errore colossale di Abbiati e dell'intera difesa; allucinante la follia dello stesso Abbiati che regala palla a Milito e viene salvato da Mexes e graziato dall'argentino; allucinante il fatto che parecchie conclusioni dei rossoneri abbiano sempre sfiorato i pali invece di centrare la porta; allucinante non essere riusciti a sfruttare un tempo quasi intero di superiorità numerica per ribaltare il risultato o, almeno, portare a casa un punticino; allucinanti e sconvolgenti un paio di decisioni dell'arbitro, che ha fermato il gioco per un presunto fallo di Emanuelson su Handanovic che lo aveva travolto in uscita e, nel finale di partita, ha ignorato un fallo di Samuel su Robinho che a tutti è sembrato un rigore nettissimo, pur ammettendo che Robinho si è lasciato cadere troppo platealmente (ma il fallo c'era e forse anche un'altra espulsione per i nerazurri dopo quella di Nagatomo). Ecco perchè la terza sconfitta consecutiva in un derby, dopo quelle della scorsa stagione, è dolorosa e sconvolgente, anche perchè il Milan precipita a dodici punti dalla vetta dopo sole sette giornate e la sua classifica è deprimente; le belle prestazioni non portano punti se non si segna e questo Milan soffre di sterilità offensiva, oltre che di amnesie pazzesche quando deve difendersi da corner o punizioni spioventi in area. Inutile cercare di mascherare la delusione di chi aveva accolto l'appello dei giocatori rossoneri e aveva riempito San Siro sperando di vivere finalmente una grande serata; nessuna svolta, se non in negativo e rialzarsi adesso sarà ancor più dura, anche se la sosta potrà servire a metabolizzare la delusione e a cercare di sistemare le tante cose che non funzionano, provando contemporaneamente a dare più continuità a ciò che funziona.
Allegri cambia ancora formazione e, soprattutto, assetto difensivo: Bonera a destra al posto di Abate, che ha vissuto brutte esperienze nel derby al cospetto di Milito e potrebbe essere condizionato in negativo; coppia centrale Yepes e Mexes, teoricamente esperta e abile sulle palle alte, con De Sciglio a sinistra; i due mediani sono De Jong e Montolivo, mentre in avanti Emanuelson, Boateng e El Shaarawy supportano l'unica punta Bojan; attacco leggero e bocciatura per l'ex Pazzini, mentre l'altro ex della partita, protagonista dello scambio estivo con il Pazzo, cioè Cassano gioca titolare e si sente, perchè il popolo rossonero ruggisce tutta la sua rabbia nei confronti del giocatore per il tradimento che non è stato dimenticato. Lo stadio è quasi completamente pieno e le due curve sono belle cariche e si sfidano a colpi di sfottò, cori e coreografie: quella della Sud è maestosa, simpatica e ben riuscita, quindi complimenti a chi si è prodigato per fare spettacolo anche sugli spalti, cosa che rende sempre affascinante e magica l'atmosfera del derby.
L'inizio di partita è choccante per il Milan: bastano tre minuti all'Inter per portarsi in vantaggio e tutto nasce dall'ennesimo errore della difesa rossonera, che si addormenta su una palla inattiva; Abbiati esce male, il pallone attraversa tutta l'area senza venire respinto e Samuel, solo e appostato sul secondo palo infila di testa; la prima riflessione che sorge spontanea è che il fatto di schierare attaccanti "piccoli" e veloci, non toglie solo peso in avanti, ma non consente nemmeno di avere un aiuto in più in difesa in queste occasioni da parte di un giocatore alto e potente, cosa che faceva sempre Ibra nelle scorse stagioni, ma anche Pazzini quando ha giocato; magari con lui in campo Samuel non sarebbe stato così solo e indisturbato, ma questa è solo un'ipotesi. Nemmeno il tempo di riprendersi dal gol subito che arriva la seconda colossale occasione per l'Inter: Abbiati regala letteralmente la palla a Milito con tanto di bigliettino "Segnami ancora", ma l'argentino rimane stupito da tanta generosità e ricambia con un paio di errori altrettanto incredibili: prima si fa rimontare da un miracoloso salvataggio di Mexes, poi appoggia mollemente di testa il pallone fra le braccia di Abbiati, in una sorta di scambio reciproco di doni anche se non siamo ancora a Natale. Inizio raccapricciante e Milan molle e paralizzato, ma il merito della squadra è quello di reagire e di cominciare a giocare con un buon ritmo e con una fitta rete di passaggi alla ricerca del varco giusto per penetrare nel fortino nerazzurro. Montolivo sfiora il palo, così come Boateng in un paio di occasioni, servito prima da una percussione di Bonera sulla destra e poi da Emanuelson che ha recuperato un bel pallone in pressing. Arriva poi la prima cervellotica decisione di Valeri, che vede un fallo del povero Emanuelson che si ferma davanti all'uscita in volo di Handanovic, viene travolto e subisce anche la beffa della punizione a sfavore, proprio mentre Montolivo insacca con una bella staffilata da lontano. La decisione fa imbestialire giocatori e tifosi rossoneri, ma nonostante il nervosismo il Milan continua ad attaccare e chiude il tempo insidiando ancora Handanovic con un tiro di Bojan da posizione defilata. Un primo tempo sostanzialmente dominato dai rossoneri ma condizionato dall'avvio disastroso, che ha reso la partita una montagna difficile da scalare per la truppa di Allegri.
La ripresa si apre con l'episodio che aumenta le speranze di rimonta dei rossoneri: Nagatomo, già ammonito, commette un ingenuo fallo di mano, riceve l'inevitabile secondo cartellino giallo che vuol dire espulsione. Stramaccioni risistema la squadra richiamando Cassano e mandando in campo Pereira e il popolo rossonero "saluta" il traditore con una montagna di fischi assordanti. Allegri manda in campo Abate al posto dell'acciaccato Bonera che chiede il cambio e poi sbilancia la squadra per cercare di sfruttare la superiorità numerica e inserisce Robinho al posto di De Sciglio, spostando Emaneulson a fare il terzino molto avanzato. Il Milan perde progressivamente vivacità e l'Inter non fatica a resistere nonostante l'inferiorità numerica, ma i rossoneri ci mettono impegno e determinazione e ciò viene apprezzato dal pubblico che incita a gran voce e prova a trascinare la squadra. Buona la penetrazione di Bojan che semina il panico nella difesa interista, ma poi Boateng sbaglia il tiro di controbalzo; poi va in scena il duello Montolivo-Handanovic: il centrocampista rossonero scaglia un paio di rasoterra destinati all'angolino, il portiere nerazzurro li disinnesca entrambi e sfortuna vuole che sulla seconda respinta Bojan scivoli al momento di ribattere a rete da posizione favorevole. Il gol del pareggio sembra sempre sul punto di arrivare ma in realtà non arriva mai e il tempo passa inesorabilmente creando ansia e frustrazione, che aumentano quando Pazzini, entrato al posto di El Shaarawy (scelta bizzarra di Allegri, visto che il Faraone, anche se poco brillante questa sera, è pur sempre il capocannoniere rossonero), arriva in leggero ritardo in scivolata sul traversona di Emanuelson. E arriviamo così al secondo disastro di Valeri, che non considera fallosa una manata di Samuel a Robinho che cerca di chiudere un triangolo con Pazzini che lo avrebbe smarcato solo davanti ad Handanovic; per tutti è rigore, per qualcuno addirittura espulsione di Samuel, con la possibilità di giocare undici contro nove gli ultimi dieci minuti di partita, ma incredibilmente il rigore non viene assegnato e ciò scatena la reazione furiosa dei giocatori e dei tifosi sugli spalti, perchè a questo punto il risultato è pesantemente condizionato dagli errori dell'arbitro, senza con questo voler nascondere o negare gli errori dei giocatori e le difficoltà della squadra, che ha sbagliato tanto, non ha saputo essere furba come aveva chiesto Allegri, ma avrebbe comunque meritato di più in un derby che, invece, si chiude in modo amaro, perchè è stato un derby sconvolgente nel senso negativo del termine, un derby allucinante da dimenticare in fretta, perchè se domini e non concretizzi, la sconfitta a causa dell'unico tiro in porta degli avversari brucia ancora di più!
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