La scossa è già esaurita, è di nuovo blackout Milan

Solo uno scialbo 0-0 per il Milan di Brocchi, all'esordio a San Siro come allenatore; poche emozioni e tanti fischi per una squadra che non mostra segnali di miglioramento rispetto al passato.
 di Davide Bin  articolo letto 10929 volte
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
La scossa è già esaurita, è di nuovo blackout Milan

Complice il calendario del campionato, che prevedeva il turno infrasettimanale, questa volta l'illusione per i tifosi rossoneri è durata davvero poco, solo quattro giorni: domenica la vittoria a Genova contro la Sampdoria con buona prestazione aveva fatto sperare che Brocchi fosse riuscito in poco tempo a toccare le corde giuste e a dare la scossa alla squadra, ma già alla seconda partita della sua gestione il Milan è nuovamente andato in blackout, compiendo un netto passo indietro sul piano del gioco. E pensare che chi aveva scelto di esonerare Mihajlovic per sostituirlo con Brocchi aveva giustificato la decisione con il fatto che non aveva mai visto il Milan giocare così male; beh, ora dovrà sicuramente aggiornare la sua personale classifica delle prestazioni più brutte di questi trent'anni di Milan e inserire questo Milan-Carpi in una delle prime posizioni, perchè abbiamo assistito a uno "spettacolo" di rara bruttezza, per colpa di una squadra confusa e inoffensiva e complice un Carpi che ha pensato esclusivamente a difendersi, ma in fondo non si poteva certo pretendere che una provinciale ancora in lotta per una clamorosa e insperata salvezza venisse a San Siro a giocarsela a viso aperto contro una squadra teoricamente superiore che avrebbe dovuto sfondare il muro eretto dagli uomini di Castori dando ritmo, velocità e imprevedibilità al gioco, ma che non ne è stata capace. Brocchi ha fatto scelte coraggiose, inserendo Boateng dal primo minuto come trequartista, ma non è stato ripagato, anche se il Boa non è il solo giocatore deludente della serata; in verità sono in pochi a salvarsi, soprattutto a centrocampo e in attacco, perchè il Milan ha tirato poco in porta e ha faticato e rendersi pericoloso e alla fine la parata più difficile della serata l'ha dovuta compiere Donnarumma, che ha salvato la squadra dalla beffa all'inizio del recupero della ripresa. E' finita con assordanti fischi e con i cori della Sud che invitavano i giocatori a tirare fuori gli attributi, cioè questo Milan "gattopardesco" ha cambiato tutto (o molto) affinchè nulla cambiasse davvero, visto che risultati e prestazioni sembrano tristemente simili a quelli di un recente passato che si voleva cancellare con un colpo di spugna evidentemente troppo affrettato.

Brocchi dà continuità alla formazione, limitandosi a sostituire lo squalificato Kucka e l'infortunato Bertolacci che, però, forse sarebbe rimasto comunque fuori per scelta tecnica. Il nuovo trequartista è Boateng, con Bonaventura che arretra nel trio di centrocampo, dove c'è anche l'altra novità Poli; per il resto tutto confermato, a dimostrazione che non c'è stata una rivoluzione, ma solo qualche piccolo cambiamento, scelta saggia per non aggiungere confusione a confusione. Impressionante (in negativo) il colpo d'occhio dello stadio per quanto riguarda gli spalti: un semideserto al punto che viene il dubbio di essere tornati indietro di tre mesi, alla sfida di Coppa Italia fra le stesse due squadre, anche perchè curiosamente il Milan ha affrontato in successione prima la Sampdoria poi il Carpi, proprio come in Coppa Italia. Ovviamente influisce molto sull'afflusso di pubblico il fatto di giocare al giovedì sera contro una squadra di scarso richiamo, ma sta di fatto che per quanto riguarda il campionato siamo davvero ai minimi storici di presenti, anche se poi come al solito la società cercherà di gonfiare pateticamente il numero effettivo di chi è venuto allo stadio aggiungendo ai biglietti venduti la totalità degli abbonati, mentre è fin troppo evidente che molti di questi ultimi sono rimasti a casa per vari motivi. In effetti i turni infrasettimanali sarebbero assolutamente da abolire (basterebbe semplicemente diminuire le squadre di Serie A da venti a diciotto) ma contribuisce anche la deludente stagione dei rossoneri ed evidentemente l'effetto Brocchi non è bastato a ridare entusiasmo al depresso, deluso e disilluso popolo rossonero.

Il Milan di Brocchi prova a mantenere il possesso palla e a fare "giuoco" come da dettami presidenziali, ma è fin da subito evidente che mancano velocità, ritmo e imprevedibilità, ovvero tutto ciò che serve per sfidare difese schierate e abbattere un autentico muro come quello eretto da Castori con i suoi giocatori, che chiudono tutti gli spazi e rinunciano ad attaccare, limitandosi spesso a lunghi rinvii per allontanare minacce in verità non troppo spaventose. La tattica rinunciataria del Carpi sommata all'inconsistenza offensiva del Milan danno come risultato un primo tempo brutto e noioso, ravvivato (si fa per dire) solo da un tiro di Boateng che costringe Belec a una delle rare parate della partita, da una conclusione alta di Bacca, da un colpo di testa potente ma impreciso di Alex e da un traversone basso in area piccola di Boateng sul quale si avventa Balotelli che travolge Belec e si becca un'ammonizione severa che lo costringerà a saltare la trasferta di Verona (così come Alex). Insomma un primo tempo povero di emozioni e con tanti sbadigli per i (pochi) eroici tifosi presenti sugli spalti.

A inizio ripresa si vede anche il Carpi con un tiro fuori di Crimi; evidentemente gli emiliani hanno capito che il Milan è ben poca cosa in attacco, che non serve difendersi a oltranza e che si può anche tentare il colpaccio che aumenterebbe esponenzialmente le speranze di salvezza. In effetti Castori sceglie un Carpi leggermente più offensivo inserendo Lasagna che si presenta subito al tiro, parato facilmente da Donnarumma. Il Carpi è sempre più spavaldo e ciò aumenta l'irritazione dei tifosi rossoneri, che cominciano a spazientirsi. Brocchi prova a cambiare qualcosa, togliendo Boateng, sommerso di fischi e inserendo a sorpresa Josè Mauri, con Bonaventura che torna trequartista. Un paio di considerazioni sorgono spontanee: Boateng è sembrato chiaramente fuori condizione, ma stiamo parlando di un giocatore che, è vero, ha giocato pochissimo, ma si sta allenando da ottobre con il Milan e, quindi, avrebbe ormai dovuto raggiungere già da tempo una condizione decente, visto che stiamo pur sempre parlando di un atleta professionista e a costo di passare per provocatorio dico che chiunque di noi si allenasse per sei mesi con una squadra di Serie A con il giusto impegno, almeno dal punto di vista fisico sarebbe più in forma di Boateng. La seconda considerazione riguarda le scelte di Brocchi: avendo deciso di giocare con il trequartista, perchè togliere dalla formazione in entrambe le partite l'unico giocatore della rosa che vorrebbe giocare in quel ruolo, ovvero Honda? E perchè, una volta appurato che Boateng stava deludendo, non azzardare una soluzione più offensiva, magari inserendo Menez al posto del Boa spostando Balotelli nella posizione di trequartista, visto che Brocchi ha spiegato che nella sua concezione il trequartista deve svariare su tutto il fronte d'attacco per rifornire adeguatamante le punte e se c'è un giocatore anarchico al quale piace tremendamente svariare per il campo piuttosto che rimanere in area come punta, questo è proprio Balotelli? Il quesito sorge spontaneo anche perchè qualche minuto dopo arriva davvero il momento di inserire Menez al posto, però, di Bacca che esce infuriato andando direttamente negli spogliatoi senza salutare nessuno, a conferma che Brocchi comincia già ad avere qualche grana da risolvere. Intanto in campo finalmente (ma è già passata mezz'ora) si vede anche il Milan in fase offensiva con un colpo di testa di Mauri che finisce fuori di poco. I rossoneri hanno anche modo di recriminare con l'arbitro per un tocco di mano di Suagher sul traversone basso di Poli in area, poi è proprio il centrocampista rossonero a lasciare il campo sostituito da Locatelli, che fa il suo esordio in Serie A ed è l'unico rossonero a ricevere applausi mentre per i compagni arrivano solo fischi e cori ostili della Sud. Nel finale arriva l'occasione forse più pericolosa del Milan: Antonelli impegna Belec con un colpo di testa, sulla respinta si avventa Alex che tira forte sul primo palo ma trova ancora un Belec reattivo a negargli la rete; non è un caso che l'azione più pericolosa porti la firma di due difensori, visto quanto sono stati inoffensivi i giocatori offensivi della squadra. All'inizio del recupero Montolivo perde pericolosamente palla sulla trequarti, favorendo la ripartenza di Crimi che mira all'angolino alto e trova uno splendido Donnarumma a negargli il gol della beffa per i rossoneri che, quindi, hanno poco da recriminare e devono accontentarsi di uno scialbo pareggio che il popolo rossonero accoglie con assordanti fischi che accompagnano i delusi giocatori negli spogliatoi.

Possesso palla sterile, giro palla lento, gioco palla a terra troppo macchinoso e prevedibile, squadra confusa e poco lucida; questo per ora è il Milan di Brocchi, incapace come quello di Mihajlovic di trovare il modo per scardinare le difese arcigne di chi viene a San Siro solo per difendersi. Per ora è cambiato poco ma lungi da me la tentazione di accusare Brocchi, che eventualmente non è responsabile di tutto ciò, per il poco tempo che ha avuto fino a ora a disposizione e perchè eventualmente i responsabili sono altri, cioè non gli allenatori ma gli allenati e chi li ha inseriti nella rosa del Milan. Sta di fatto, però, che l'ennesima illusione stagionale si è già tramutata in delusione e non consola troppo che questo punticino serva comunque a blindare un sesto posto che deve essere considerato prezioso anche se tutt'altro che lusinghiero e non da Milan, ma ormai ci stiamo abituando alla mediocrità, in attesa di tempi migliori che tardano ad arrivare.