Verona fatale con figuraccia colossale

Il Milan si fa rimontare dal Verona praticamente già retrocesso e perde in modo umiliante, mettendo anche a rischio il già di per sè non esaltante ma fondamentale sesto posto.
26.04.2016 01:19 di Davide Bin  articolo letto 15086 volte
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Verona fatale con figuraccia colossale

Al peggio non c'è mai fine e in questa stagione il Milan lo sta dimostrando: qualcuno pensava che la versione più brutta della squadra rossonera dal punto di vista del gioco fosse quella proposta da Mihajlovic e sperava che Brocchi avesse la bacchetta magica per abbellirla come d'incanto, ma a quanto pare si è sbagliato clamorosamente ed è riuscito nell'impresa (al contrario) di peggiorare ulteriormente le cose. Nella città di Giulietta e Romeo il Milan ha pensato bene di celebrare i 400 anni dalla scomparsa di Shakespeare mettendo in scena un'autentica tragedia sportiva, visto che è riuscito a farsi rimontare e battere dall'ultima in classifica praticamente già retrocessa, subendo ben 28 tiri dei quali una dozzina nello specchio della porta, come se il Verona fosse il Barcellona di Messi-Neymar-Suarez. Il 22 aprile del 1990 il Milan perse al Bentegodi contro un Verona già praticamente retrocesso con lo stesso risultato, con la stessa sequenza di reti (vantaggio rossonero nel primo tempo, rimonta gialloblu nella ripresa con gol del sorpasso nel finale) e con lo stesso episodio sfavorevole a dare la svolta alla partita (allora un clamoroso rigore negato che avrebbe permesso di andare sul 2-0, ora un rigore dubbio accordato agli scaligeri), ma per favore chiudiamo qui i paragoni, visto che quel Milan dominava la scena in campo nazionale e internazionale e collezionava trofei, mentre questo in Europa non arriva da due stagioni, rischia di non arrivarci nemmeno questa volta e, soprattutto, colleziona solo figuracce. Sta di fatto, però, che ancora una volta, giusto 26 anni dopo, Verona si conferma fatale con le stesse modalità, anche se paradossalmente questa volta la sconfitta è meno decisiva, perchè allora costò uno scudetto perso fra le polemiche per l'arbitraggio di Lo Bello, mentre questa volta il Milan sesto era e sesto rimane, anche se ora il Sassuolo è pericolosamente più vicino e l'ultima posizione valida per rientrare in Europa torna a rischio. Prestazione davvero pessima di un Milan che ha giochicchiato, lasciando l'iniziativa al Verona invece di puntare sul possesso palla e sul dominio territoriale come Brocchi aveva promesso e non riuscendo nemmeno a proteggere un vantaggio arrivato grazie a un episodio quando già il Verona stava giocando meglio; assolutamente da dimenticare la seconda metà della ripresa, quando dopo il rigore realizzato dall'ex Pazzini il Milan è letteralmente sparito dal campo, si è lasciato travolgere dal Verona che sembrava il Barcellona, è stato ripetutamente salvato da Donnarumma ma poi è andato al tappeto all'ultimo respiro, a tempo già scaduto, tramortito dalla splendida punizione di Siligardi. Un'altra umiliazione per i tifosi rossoneri, che ormai sono esasperati e stufi e ora qualcuno dovrà spiegare la cervellotica scelta di cacciare Mihajlovic a sei partite dalla fine e magari chiedere scusa, senza con questo voler addossare colpe a chi non le ha, ovvero Brocchi, che, come già detto, non ha certo la bacchetta magica per trasformare gli asini in cavalli.

Brocchi rivoluziona per necessità ma anche per scelta il brutto Milan visto contro il Carpi: Zapata sostituisce lo squalificato Alex, De Sciglio fa rifiatare Antonelli sulla corsia mancina, Josè Mauri viene schierato titolare a centrocampo accanto a capitan Montolivo e al rientrante Kucka, Honda è il terzo trequartista diverso in tre partite al posto dell'infortunato Bonaventura e dell'inguardabile Boateng, mentre in attacco Menez sostituisce lo squalificato Balotelli accanto a Bacca. Sono pochi gli eroici tifosi rossoneri presenti nel settore ospiti per incitare e sostenere una squadra che sta "regalando" solo delusioni, mentre il resto dello stadio è discretamente pieno soprattutto se pensiamo che ormai il Verona sta salutando la Serie A, ma viene comunque incitato a gran voce dalla sua curva. In effetti il Verona può solo offrire ai suoi tifosi una vittoria prestigiosa in una partita sentita perchè c'è grande rivalità fra le due tifoserie, mentre il Milan cerca una vittoria importante per respingere l'assalto del Sassuolo e blindare il sesto posto, piazzamento non onorevole per una squadra come il Milan ma che garantisce il ritorno in Europa dopo due anni di assenza.

Nonostante la differenza di motivazioni (e di tasso tecnico vista la classifica), c'è più Verona che Milan fin dall'avvio e Donnarumma deve subito ergersi a protagonista salvando un paio di volte sui tentativi di Pazzini. I rossoneri sono molli, svagati e poco concentrati e lo dimostra un pasticcio in disimpegno di Zapata che agevola una delle occasioni capitate all'ex di turno. Questa volta il Milan non ha nemmeno la scusante di trovarsi di fronte un avversario arroccato in difesa come il Carpi giovedì scorso, perchè il Verona è fin troppo propositivo, gioca a viso aperto e lascia invitanti spazi alle manovre rossonere, ma a sorpresa la squadra di Brocchi lascia l'iniziativa all'avversario diminuendo sensibilmente il possesso palla. Un Milan cinico "alla Mihajlovic" che trova il vantaggio a metà tempo, quando Gollini respinge senza bloccarlo un tiro non irresistibile di Honda, mandando il pallone sui piedi di Menez, scattato in posizione dubbia e reattivo nel segnare il gol del vantaggio, il primo personale in campionato dopo più di un anno di digiuno (per gran parte forzato per via del lungo infortunio). E' sempre Menez il più pericoloso in altre due occasioni, prima imbeccato da Honda, poi dal traversone di Antonelli, ma il Verona riesce a rimanere in partita anche se per il Milan dovrebbe essere compito agevole gestire una sfida tutta in discesa dopo il gol del vantaggio contro una squadra ultima in classifica. Intanto Brocchi è costretto alla prima sostituzione forzata: il riposo di Antonelli è già finito, perchè De Sciglio sanguina per una ferita al viso ed è costretto a uscire (verrà suturato con sette punti). Il Milan chiude il primo tempo in vantaggio, senza strafare o impressionare; un gol per il momento basta e avanza, ma la partita non può certo dirsi chiusa.

Non cambia il copione nelle prima parte delle ripresa: il Milan prova a controllare la situazione, cerca il raddoppio senza troppa convinzione e sfruttando alcuni errori degli avvaersari a metà campo. L'occasione buona capita a Bacca, ma ancora una volta il colombiano tenta la problematica rabona e consente la parata a Gollini; sarebbe meglio evitare certi colpi e limitarsi a provarli a risultato ampiamente acquisito e non quando il gol di vantaggio è uno solo e bisogna provare a chiudere la partita prima di subire clamorose beffe. Nella parte centrale della ripresa il Milan ha qualche buona occasione con Menez, Honda, Bacca e anche Josè Mauri, ma come accaduto nel primo tempo a parti invertite, nel momento migliore di una squadra segna l'altra. Capita così che su un cross in area Romagnoli colpisca il pallone di mano (anzi con entrambe le mani), ma è abbastanza evidente anche dalla dinamica dell'eventuale fallo di mano che il difensore rossonero sia stato sbilanciato da una spinta ricevuta da un avversario, quindi eventualmente andrebbe decretato un calcio di punizione per il Milan, invece arriva il contestato rigore che l'ex Pazzini realizza con un tiro angolato che Donnarumma intuisce ma non intercetta. A questo punto inizia un'altra partita, con il Verona scatenato alla ricerca del secondo gol e il Milan sempre più frastornato e incapace di reagire: Pazzini ha altre due occasioni prima di essere costretto a uscire per un infortunio, mentre Brocchi tenta di rianimare la squadra inserendo Luiz Adriano al posto di Josè Mauri; un Milan molto offensivo solo sulla carta, visto che di occasioni se ne vedono poche mentre è evidente la mancanza di idee e la grande confusione. Finalmente si vede Bacca con un tiro dal limite che esce di poco, ma siamo all'83° e ciò fa capire che anche questa volta il colombiano non ha certo disputato una delle sue migliori partite. Nel finale è "Donnarumma show", con il portiere rossonero poco protetto da una difesa tutt'altro che impenetrabile che lascia invitanti spazi nei quali gli avversari si infilano tentando pericolose conclusioni che Gigio disinnesca con splendide parate (almeno cinque decisive), anche se a tempo di recupero già scaduto (ma il calcio di punizione era stato decretato prima dello scadere dei cinque minuti di recupero) nulla può sullo splendido tiro di Siligardi che si insacca all'angolino. Milan beffato all'ultimo respiro, ma non si può certo dire che la vittoria tutta orgoglio e cuore del Verona sia immeritata, mentre i rossoneri sono mancati proprio sul piano della determinazione e dell'impegno e questa è la cosa più preoccupante.

Vittoria esaltante ma sostanzialmente inutile per il Verona, sconfitta umiliante per il Milan, soprattutto per quanto riguarda l'atteggiamento visto in campo da parte di giocatori che hanno interpretato la gara in modo pessimo. Sarebbe bastata una prestazione decente e il minimo impegno per battere l'ultima in classifica, impresa non certo sensazionale, invece è arrivata un'impresa al contrario, un autentico disastro collettivo con l'aggravante di essere andati addirittura in vantaggio e, quindi, di avere avuto una partita tutta in discesa da gestire, fallendo completamente nel compito, perchè questo Milan è capace di trasformare anche una discesa in una ripida salita e lo dimostra un finale che rappresenta il punto più basso dell'intera stagione per non dire degli ultimi anni, con una squadra imbambolata e dominata dal Verona che non sembrava il fanalino di coda della classifica, ma una sorta di "dream team" inarrestabile. Il limite della decenza è stato superato, si è toccato il fondo ed è davvero vergognoso vedere la gloriosa maglia rossonera disonorata in questo modo. Qualcuno ponga fine a questo scempio che va avanti ormai da anni; inutile intestardirsi nel provare a dimostrare che la squadra è forte e la colpa è sempre dell'allenatore di turno, meglio un sincero "mea culpa" da parte dei vertici dirigenziali, ma dubito che ciò avvenga e ora anche Brocchi rischia di venire accusato di colpe non sue. Curiosamente e beffardamente il Milan sprofonda nella vergogna proprio nel giorno in cui un certo Allegri conquista il secondo scudetto consecutivo; è stato lui il primo sacrificato di una lunga lista ma chissà perchè ha dimostrato di saper essere un ottimo allenatore guidando una vera squadra e non una rosa depauperata di campioni e senatori e composta solo da giocatori mediocri o poco più. La foglia di fico è caduta in modo impietoso, non si può più negare l'evidenza, ormai è chiaro di chi sono le vere colpe dei fallimenti delle ultime stagioni; nella fatal Verona è andata in scena una colossale figuraccia che, forse, è il vero punto di non ritorno; il Milan sta sprofondando nel baratro, qualcuno lo salvi prima che sia troppo tardi!