Vittoria senza gloria

Il Milan espugna il Dall'Ara grazie a un rigore trasformato da Bacca, ma questa è l'unica notizia positiva in una partita in cui ancora una volta i rossoneri hanno deluso e giocato male.
 di Davide Bin  articolo letto 9237 volte
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
Vittoria senza gloria

Vincere è l'unica cosa che conta, soprattutto quando sei ormai a fine stagione e devi ancora raggiungere il traguardo minimo; il Milan ha vinto a Bologna e ha effettuato il controsorpasso, purtroppo solo momentaneo, ai danni del Sassuolo, riportandosi per una notte al sesto posto, quindi ci sarebbe di che essere soddisfatti, ma ancora una volta chi si aspettava un Milan capace di mostrare "bel giuoco", sarà rimasto deluso da una prestazione scialba e insipida, con l'aggravante di aver giocato quasi tutta la partita in superiorità numerica. Solo Bologna nei dodici minuti iniziali giocati undici contro undici, tanto Bologna anche in seguito nonostante l'inferiorità numerica, poco Milan per novanta e più minuti, con il solito gioco lento e prevedibile, poche idee, scarsa determinazione e tanta improvvisazione. Brocchi ottiene la sua seconda vittoria sulla panchina rossonera, sempre in trasferta, sempre con il punteggio di 1-0 e sempre grazie a un gol di Bacca, ma nemmeno lui sarà molto soddisfatto della prestazione e dovrà accontentarsi di questa vittoria senza gloria, importante per restare in corsa per l'Europa ma che ancora una volta dimostra che probabilmente aveva ragione Mihajlovic a dire che con questa squadra non si può fare di più. La presunzione di voler cambiare tutto a poche giornate dalla fine con una sorta di bacchetta magica non sta dando i frutti sperati, perchè è facile immaginare che chi ha scelto Brocchi si aspettasse molto di più e questa non è certo una critica al tecnico rossonero, che ci sta mettendo impegno e volontà ma non può certo fare miracoli.

Brocchi rivoluziona, per necessità più che per scelta, la difesa: Mexes al posto di Alex, Calabria rilanciato sulla fascia destra per sostituire Abate (colpito da bronchite), De Sciglio sulla sinistra; nessuna novità a centrocampo, visto che Bonaventura è ancora indisponibile e il giovane Josè Mauri viene confermato accanto a Kucka e Montolivo; Honda è il trequartista alle spalle della coppia d'attacco Bacca-Luiz Adriano, con Balotelli dirottato in panchina. Il Bologna è all'ultimo appuntamento stagionale davanti al suo pubblico, numeroso ed entusiasta per la salvezza praticamente raggiunta dopo un inizio di campionato da brividi e che realizza anche una bella coreografia per salutare la squadra guidata da un ex rossonero mai dimenticato dai tifosi del Diavolo, quel Roberto Donadoni che da giocatore ha vinto tanto in maglia rossonera e che molti (non in società, però) vedrebbero bene anche sulla panchina del Milan, soprattutto se si vuole un tecnico con senso di appartenenza e con un passato glorioso.

Solito approccio indisponente del Milan: dopo le brutte figure delle ultime partite la squadra dovrebbe aver voglia di riscattarsi; dopo essere stati superati dal Sassuolo servirebbe solo vincere per provare a rincorrere ancora il sesto posto; in pratica se c'è una squadra che dovrebbe cercare in tutti i modi di portare a casa i tre punti, questa è il Milan e, invece, i rossoneri giocano al piccolo trotto, lasciano l'iniziativa al Bologna e mostrano i soliti limiti di tecnici e mentali. I rossoblu creano un paio di situazioni pericolose in area, reclamano (e hanno ragione) un rigore per trattenuta di Romagnoli ai danni di Floccari in area e sembrano poter dominare facilmente un Milan arrendevole e svogliato, ma poi in soccorso dei rossoneri arriva...l'arbitro (ovviamente involontariamente) che ammonisce per la seconda volta Diawara per un netto fallo su Montolivo (la prima ammonizione era arrivata qualche minuto prima per uno scambio di "cortesie" con Josè Mauri, anche lui ammonito) e lo espelle dopo soli dodici minuti. Potrebbe e dovrebbe essere la svolta della partita, l'episodio che risveglia l'assopito Milan e gli dà la carica per provare a vincere la partita, invece per qualche minuto è ancora il Bologna che domina territorialmente, quasi per forza d'inerzia e i rossoneri faticano a invertire la tendenza, nonostante la superiorità numerica che fatica a vedersi in campo. I portiere continuano a vivere una serata tutto sommato tranquilla: il Milan si vede dalle parti di Da Costa solo con un tiro alto di Josè Mauri e un'altra conclusione debole di Honda fra le braccia del portiere e anche il Bologna comprensibilmente fatica a entrare in area avversaria, ma qualche brivido a Donnarumma riesce a procurarlo con un paio di tiri che, però, non centrano la porta. Ancora una volta a ravvivare la partita ci pensa l'arbitro che concede (giustamente) il netto rigore per fallo di Da Costa che travolge Luiz Adriano; Bacca trasforma il penalty e il Milan si ritrova (immeritatamente) in vantaggio fra gli applausi ironici dei tifosi di casa che ancora non hanno digerito il rigore negato e la severa espulsione.     

Primo tempo con poche emozioni e non cambia il copione nella ripresa, in cui succede pochissimo: il Milan (colpevolmente) si accontenta del vantaggio minimo, non sfrutta il vantaggio delle superiorità numerica e non prova a chiudere la partita; il Bologna ci prova con generosità e impegno, ma negli ultimi tempi ha segnato poco e con un uomo in meno tutto diventa ancor più difficile. Comunque il colpo di testa di Gastaldello che sfiora il palo fa scorrere lunghi brividi sulla schiena dei tifosi rossoneri, mentre l'attaccante più pericoloso del Milan è...Mexes (e ciò la dice lunga sulla qualità della prestazione e sull'incisività degli attaccanti) che, come al solito, ci prova con un paio di spettacolari conclusioni al volo in acrobazia, numeri che in passato gli hanno consentito di segnare gol incredibili ma che questa volta non hanno la stessa fortuna. L'unica altra occasione degna di questo nome è un traversone basso di Honda che attraversa tutta l'area piccola senza che Luiz Adriano riesca nella deviazione vincente in scivolata. Il Milan è tutto qui e nemmeno le sostituzioni di Brocchi (Bertolacci per Josè Mauri, Poli al posto di Kucka e Boateng al posto di Honda) riescono a rivitalizzare la squadra, perchè in fin dei conti chi entra ha lo stesso atteggiamento poco convincente di chi esce o di chi resta in campo. Ovviamente quando non chiudi partite apparentemente tutte in discesa, rischi la clamorosa beffa che sembra materializzarsi a un minuto dalla fine, quando Masina devia in rete da pochi passi ma in chiara posizione di fuorigioco; ancora una volta tutto l'ambiente rossoblu si sente ingiustamente penalizzato, ma la decisione di Doveri e del suo assistente è giusta e sacrosanta e si può tirare un sospiro di sollievo. Il Milan torna alla vittoria, con poco merito e deludendo parecchio, sul piano della prestazione e dell'atteggiamento, ma accontentiamoci di questi tre punti che tengono accesa la fiammella della speranza per un sesto posto che garantirebbe il ritorno in Europa indipendentemente dall'esito della finale di Coppa Italia, anche perchè è difficile immaginare al termine dell'ennesima scialba prestazione che questo Milan possa davvero riuscire a battere la corazzata bianconera, ma nel giorno in cui il Leicester di Claudio Ranieri festeggia il suo clamoroso e impensabile successo nel campionato inglese, sognare imprese incredibili realizzate da squadre improponibili è un po' più facile, a patto di ritrovare in fretta grinta, voglia e determinazione, tutte qualità assolutamente assenti nei giocatori del Milan scesi in campo al Dall'Ara in un'altra serata da dimenticare in fretta, risultato a parte!