Un'agonia senza fine

Rocambolesco pareggio 3-3 a San Siro contro il Frosinone per un Milan generoso ma confusionario e i tifosi ormai esasperati fischiano e contestano tutti.
 di Davide Bin  articolo letto 18871 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Un'agonia senza fine

Esattamente 28 anni fa, il 1° maggio 1988, il Milan giocava la "madre di tutte le partite", la sfida scudetto di Napoli vinta 3-2 che consentì il sorpasso ai danni dei partenopei a due giornate dalla fine e lanciò i rossoneri verso il primo dei ventotto trofei dell'era berlusconiana, un'esaltante scudetto vinto in rimonta; ventotto anni dopo siamo qui a raccontare una parziale rimonta in una singola partita che non esalta per niente, anzi rappresenta l'ennesima tappa dolorosa di un'agonia che sembra non avere fine e, ovviamente, viene molta nostalgia ripensando al passato. Un 1° maggio grigio e triste, non solo per la giornata fredda e piovosa, ma anche per una prestazione sconcertante e per un altro risultato negativo che deprime ulteriormente il popolo rossonero, anche perchè il Milan ora è stato scavalcato dal Sassuolo e rischia fortemente di restare fuori dall'Europa per la terza stagione consecutiva, a meno di clamorose sorprese nella finale di Coppa Italia (perchè il Milan visto nelle ultime partite sembra davvero una vittima sacrificale al cospetto dell'invincibile armata juventina). Partita rocambolesca, ricca di emozioni e teoricamente divertente (per uno spettatore neutrale) quella disputata dal Milan contro il Frosinone, ma i (pochi) tifosi presenti a San Siro hanno gradito poco, hanno fischiato e contestato molto e non ne possono più di una situazione tragica che si trascina ormai da almeno tre stagioni senza che nessuno riesca a porre rimedio, cercando di far tornare il Milan laddove merita di stare per storia e blasone. Squadra e società stanno sprofondando nel baratro, il favoloso ciclo berlusconiano è giunto al termine e si sta chiudendo in modo inglorioso; urge un drastico rinnovamento a tutti i livelli e la partita contro il Frosinone rappresenta uno dei punti più bassi di questi trent'anni, almeno venticinque dei quali sono stati molto positivi, ma che rischiano di essere ingiustamente dimenticati di fronte allo sfascio attuale.

Diciamo subito che, forse, in altri tempi questa stessa partita contro il Frosinone sarebbe stata giudicata molto più positivamente, ma proprio perchè collocata alla fine di una stagione avara di emozioni, così come quella precedente e quella prima ancora e, soprattutto, sommata alla clamorosa sconfitta contro il già retrocesso Verona e al modesto pareggio contro il Carpi ha provocato la rabbiosa reazione dei tifosi rossoneri, già sul piede di guerra prima dell'incontro e comprensibilmente inferociti dopo un'altra prestazione infarcita di errori in ogni reparto e caratterizzata da scarsa lucidità da parte di una squadra in stato confusionale che, come si temeva, nemmeno Brocchi sta riuscendo a rianimare. In effetti, al netto delle complicazioni emotive, il Milan è stato capace di rimontare quando era in svantaggio 0-2 alla fine del primo tempo e 1-3 a poco più di mezz'ora dalla fine, ha raggiunto il pareggio al 90° e avrebbe anche potuto trovare la clamorosa vittoria se l'ultimo tiro di Balotelli non fosse andato a schiantarsi sulla traversa; inoltre il portiere avversario Bardi è stato il migliore in campo con ampio distacco e ciò la dice lunga, confermando che il Milan ha creato molte occasioni e ci ha messo impegno e generosità, ma su tutto il resto bisogna stendere un velo pietoso, visto che i rossoneri hanno consentito al Frosinone di segnare per la prima volta in questa stagione tre gol in trasferta, facilitandogli il compito con clamorosi errori difensivi e anche la qualità del gioco ha lasciato a desiderare, con una reazione più nervosa che organizzata e tanta confusione nella manovra e davanti alla porta avversaria.

Nessuna grande sorpresa nella formazione da parte di Brocchi: c'è la conferma obbligata di Honda come trequartista (Bonaventura è ancora indisponibile), il rientro di Balotelli e Alex dopo le rispettive squalifiche, un'altra chance concessa a De Sciglio sulla fascia sinistra al posto di Antonelli e per il resto la squadra non viene modificata, perchè non avrebbe senso mettere in atto rivoluzioni a fine campionato. Nessuna novità anche sugli spalti, sempre più deserti: le cifre ufficiali parlano di quasi 36000 spettatori presenti, ma come al solito il dato è falso, perchè presuppone la presenza di tutti gli abbonati, mentre molti di questi sono solo fantasmi invisibili allo stadio, cioè gente che evidentemente ha deciso di fare altro in questa poco primaverile domenica e non gli si può dare torto visto l'andamento della squadra, accolta in campo al momento del riscaldamento già con qualche fischio, mentre la Curva Sud sceglie la linea morbida, ovvero non contesta fin da subito la squadra e decide di sostenerla ancora, ma la tregua durerà poco...

Infatti basta poco più di un minuto per assistere al primo scempio, ovvero il gol del vantaggio del Frosinone, con Paganini lasciato libero di tirare dal limite dell'area a conclusione di un'azione manovrata dei ciociari che la difesa rossonera osserva imbambolata e totalmente incapace di opporre la benchè minima resistenza. A quel punto scatta già la solita contestazione a Galliani e si invitano i giocatori ad andare a lavorare o a tirare fuori gli attributi, con cori che purtroppo abbiamo sentito spesso a San Siro (o dove di esibisce il Milan) negli ultimi tempi, ma la "new entry" nella compilation della contestazione è la richiesta a Berlusconi di vendere la società. Nel frattempo la squadra in campo prova a reagire, si spinge in avanti, mette in atto un assedio disordinato ma abbastanza efficace e crea le occasioni per pareggiare, ma per imprecisioni proprie, per sfortuna (leggasi involontarie e fortunose respinte di difensori avversari) e per bravura di Bardi il pallone non ne vuol sapere di entrare nella porta avversaria e ciò fa spazientire ancor di più il popolo rossonero; ci provano a più riprese Bacca, Balotelli, Honda, Kucka e anche Alex, ma niente da fare, tutte occasioni sprecate o miracolosamente salvate da portiere e difensori e la beffa arriva nel finale di tempo quando un tiro su punizione da distanza siderale di Kragl sorprende Donnarumma che si tuffa con colpevole ritardo (e se comincia a sbagliare anche il solitamente perfetto portiere rossonero è davvero notte fonda...). Il Frosinone va al riposo in vantaggio di due gol, il Milan torna negli spogliatoi sommerso da impietosi fischi.

Avvio scoppiettante della ripresa: dopo un paio di minuti un fallo di mano in area di Russo viene punito con il rigore che, però, Balotelli si fa parare dal sempre più decisivo Bardi. Clima rovente a San Siro, nonostante la temperatura tutt'altro che primaverile, ma il Milan ha il merito di continuare a crederci e ad attaccare a testa bassa, premiato dal gol di Bacca che da zero metri mette finalmente in porta il pallone, sfruttando il primo errore di Bardi su un traversone basso dalla linea di fondo di Abate. Sembra il segnale della riscossa, ma pochi minuti dopo Alex commette un clamoroso errore lisciando un rinvio e spalancando la via della rete a Dionisi che ringrazia e fulmina Donnarumma. La partita torna subito a essere una salita impervia per un Milan confuso ma mai domo che riprova ad attaccare a testa bassa. Brocchi tenta il tutto per tutto, prima con le tre punte (Luiz Adriano al posto di Bacca), poi addirittura con quattro (Menez al posto di Josè Mauri), ma il cambio di fatto più riuscito è quello con cui manda in campo Antonelli al posto dello stanco Abate (con De Sciglio che si sposta a destra), visto che il terzino rossonero tocca il primo pallone raccogliendo in area una sponda di Alex, stoppando di petto e segnando con una spettacolare rovesciata. Il gol ridà entusiasmo ai rossoneri che con uno spregiudicato ma obbligato 4-2-4 tentano di completare la rimonta, ma comincia ad affiorare la stanchezza che complica le cose a una squadra già di per sè confusa e poco ordinata, ma che almeno ci mette impegno e volontà. Quando tutto sembra perduto arriva un altro rigore assegnato per un altro fallo di mano in area (questa volta di Pryima); dopo una breve discussione per decidere chi debba prendersi la responsabilità della trasformazione (visto che Balotelli ha sbagliato in avvio di ripresa) sul dischetto va Menez che realizza e riporta a galla un Milan in procinto di affondare. Alla fine dei cinque minuti di recupero arriva la già citata clamorosa traversa di Balotelli, che amplifica i rimpianti di una squadra che ha creato molte occasioni e per pochi centimetri non ha completato una clamorosa rimonta, ma onestamente sarebbe stata una punizione troppo severa per il Frosinone, che ha accarezzato il sogno della grande impresa per quasi novanta minuti e si ritrova con un solo inutile punto che spegne quasi completamente i sogni di salvezza. Il punto serve poco anche al Milan, superato in classifica dal Sassuolo e fuori dalla zona Europa e, infatti, la clamorosa rimonta non esalta più di tanto i tifosi che ironicamente cantano "Vinceremo il tricolor!" e sommergono la squadra di fischi quando Massa dichiara conclusa la sfida e ferma l'ottovolante delle emozioni.

Un'altra delusione, un altro pomeriggio triste, un'altra conferma dell'inadeguatezza di questa squadra; le colpe non erano di Mihajlovic che, anzi, forse stava riuscendo davvero a tirare fuori il meglio da questa rosa inadeguata e lo si capisce ora che Brocchi ha conquistato solo cinque punti in quattro partite disputate contro Sampdoria, Carpi, Verona e Frosinone, ovvero tutte squadre di bassa classifica. Ovviamente nemmeno Brocchi, per evidenti motivi, ha molte colpe e, semmai, le responsabilità sono di chi ha preso la scellerata decisione di metterlo sulla panchina del Milan a poche partite dalla fine della stagione, un'altra stagione buttata via e che rischia di chiudersi in modo fallimentare, perchè farsi sbattere in faccia dal Sassuolo la porta che dà accesso all'Europa sarebbe davvero un'altra umiliazione difficile da accettare.