3-5-2, 4-3-3 o 4-2-3-1? Di certo c'è solo che la manovra offensiva del Milan al momento è piatta, a prescindere dal modulo e dall'avversario

3-5-2, 4-3-3 o 4-2-3-1? Di certo c'è solo che la manovra offensiva del Milan al momento è piatta, a prescindere dal modulo e dall'avversarioMilanNews.it
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di Manuel Del Vecchio

Ci sono due filoni che scorrono paralleli nel mondo rossonero in questo finale di stagione. Uno è quello della prudenza di mister Allegri, che ha sempre parlato di Champions League e non ha mai perso occasione per ricordare alla sua squadra che è inutile lanciarsi in voli pindarici se poi si perde il contatto con la realtà. E la realtà dice che per il Milan, dal punto di vista sportivo e dal punto di vista economico, è fondamentale arrivare a qualificarsi in Champions League. Partendo da questo punto fondamentale il tecnico toscano è arrivato a luglio a Milanello trovando una squadra a pezzi dal punto di vista ambientale, arrivata ottava, con una finale di Coppa Italia persa e con una rosa ampiamente rivoluzionata. C'è da biasimarlo se ha percorso la via, a lui cara, del "prima non prenderle"? No, assolutamente. Anche perché è un qualcosa che finora ha portato i suoi frutti: fino a ieri il Milan era la miglior difesa europea e si trovava al secondo posto, con il folle sogno di aver riaperto la corsa scudetto dopo la vittoria nel derby contro l'Inter.

Il secondo filone si ricollega proprio a questo: è palese che fino a ieri il Milan fosse in ballo, e quindi si doveva ballare. Contro una Lazio in estrema emergenza, tant'è che Sarri si è dovuto inventare Patric, difensore centrale, come regista a centrocampo, si doveva rischiare meglio. Esatto, non di più, ma meglio. Perché ieri il Milan, nonostante il 3-5-2, ha rischiato molto e alla fine ha pagato. Allegri nel post partita si è chiesto come mai la squadra avesse accettato in quel modo la possibilità di dover difendere parecchi uno contro uno, con tanto campo da attaccare per i biancocelesti alle spalle dei difensori. Complice la presenza di Pioli allo stadio, per larghi tratti sembrava di rivedere il Milan estremamente sbilanciato post scudetto, un Milan totalmente estremo che si era accartocciato sui suoi punti di forza, diventati alla lunga punti deboli.

È evidente che la squadra non può che difendere con un blocco medio-basso e compatto. Così facendo si è attualmente secondi in Serie A. Il campo, nonostante sia logico che i tifosi abbiano sempre appetiti offensivi, continua a dare ragione ad Allegri. Questa squadra non ha i mezzi, fisici, mentali o tattici (è difficile inquadrarlo con precisione) per giocare in altri modi. Ma è anche vero che ad alti livelli, soprattutto in vista della Champions League da disputare nella prossima stagione, c'è sempre bisogno di saper giocare anche in altri modi.

Ieri Allegri ha poi cambiato in corso d'opera, passando prima al 4-3-3 e poi al 4-2-3-1, ma il risultato non è cambiato di una virgola. Certo, la squadra ha messo più verve nell'assalto finale, ma ci si è limitati ad infiniti cross che non hanno mai preoccupato in modo serio la retroguardia biancoceleste. Ricapitolando. Dall'inizio col 3-5-2 che penalizza, ormai si può dire senza timore di smentita, Pulisic e Leao quando giocano insieme, ma con un blocco alto che ha messo in difficoltà anche i difensori centrali e i due esterni di centrocampo. Poi passaggio al 4-3-3, con Leao depotenziato da prima punta. Poi 4-2-3-1, con Leao sostituito.

La partita storta ovviamente capita a tutti, ma Allegri mai come ieri ha sbagliato la lettura del match. Ovviamente non può essere solo colpa dell'allenatore quando sono gli 11 calciatori a scendere in campo, ma è palese che il tecnico livornese ieri non sia stato capace di dare alla squadra soluzioni diverse per andare a scardinare una Lazio tutto cuore ma, la classifica parla, assolutamente non di alto livello come valori assoluti. E qui sorge un qualcosa su cui bisogna assolutamente lavorare, sia per non sbagliare il finale di stagione e sia per arrivare preparati alla prossima, dove livello e aspettative indubbiamente si alzeranno parecchio. Che il Milan, a prescindere dalle mosse dell'avversario, si presenti sempre con lo stesso copione offensivo e che non riesca ad aumentare il ritmo, nonostante un unico impegno a settimana, preoccupa.

Allegri è comunque un manager smaliziato e con enorme esperienza ed è ovvio che sia ben conscio del problema. È normale augurarsi che il prossimo mercato porti giocatori di livello alto alla Rabiot, ma c'è bisogno anche che Max sia più flessibile e moderno per quanto riguarda la fase offensiva. Pulisic e Leao nel 3-5-2 sono depotenziati e controproducenti, negli ultimi mesi la squadra ha avuto grande difficoltà nella produzione offensiva in azione non legate a spunti di singoli o a occasioni situazionali. Bisogna lavorare bene, e alla svelta, per arrivare preparati ad un'annata che presenterà sfide difficili. Certo, a patto che si riesca a chiudere la stagione senza buttare tutto all'aria.