A Bologna altra conferma: la discesa continua

A Bologna altra conferma: la discesa continuaMilanNews.it
© foto di Tiziano Crudeli
martedì 9 febbraio 2010, 00:00Editoriale
di Tiziano Crudeli

Dopo il Livorno ecco il Bologna, altro match in tono minore. La discesa verticale continua. Due sconfitte e due pareggi, col magro bottino di 1 rete all'attivo e 4 al passivo, ecco il bilancio della striscia negativa. E' l'ennesima conferma che il filone d'oro, che per un certo periodo ci ha fatto sentire belli, ricchi e vincenti, si è improvvisamente esaurito. Il Milan è ripiombato bruscamente sulla terra povero di gioco e consapevole dei propri limiti. Forse è il caso di mischiare le carte e portare dei correttivi anche se difficilmente nel mazzo ci sono jolly in grado di consentirci un salto di qualità tale da competere alla pari con la capolista. Certo, Pato e Nesta ci mancano terribilmente ma non bastano per colmare il gap soprattutto se i loro compagni hanno un rendimento molto scadente. Col Bologna, dopo un primo tempo da dimenticare, nella seconda frazione di gioco si è visto qualche spunto in più. I due pali (Ronaldinho e Ambrosini), la ghiotta occasione capitata a Huntelaar stoppato dal portiere, e quella di Mancini -pure lui bloccato da una uscita tempestiva del numero uno bolognese-, sono gli unici lampi di un'altra prestazione incolore. Il portiere rossoblù è stato decisivo; ironia della sorte Roberto Colombo, nato a Monza nel 1975, ha un passato nel Milan (1994-95 e 2000-01) senza aver mai giocato in prima squadra. Altra stranezza: nell'incontro di andata col Bologna, prima Pato da fuori e poi Inzaghi in area, avevano colpito i pali della porta allora difesa da Viviano. Piccola digressione: con i legni centrati al Dallara il totale stagionale sale a 15 di cui 11 in campionato. L'elenco dettagliato in ordine cronologico: Pirlo col Livorno; Pato e Inzaghi col Bologna; Nesta con l'Udinese; Pato con l'Atalanta; Borriello col Chievo; Thiago Silva col Parma; Ronaldinho col Catania;Ronaldinho col Livorno; Ronaldinho col Bologna e Ambrosini col Bologna.) A questi vanno aggiunti Zambrotta e Ambrosini col Zurigo. Più altri 2 di Ronaldinho su punizione e Zigoni di testa, nel match amichevole disputato col Club America Un inequivocabile segno che gli episodi non ci sono favorevoli. E quanto un evento fortuito possa risultare decisivo è comprovato dalla Roma che ha vinto 1 a 0 a Firenze sfruttando una delle poche occasioni capitategli a tiro dopo che i viola avevano avuto a disposizione almeno 4 o 5 palle gol. Con quel striminzito successo i giallorossi ci hanno superato in classifica.

Ma ritorniamo a guai di casa nostra. L'involuzione rossonera continua. Giochiamo a ritmi che solitamente si vedono nelle sfide tra scapoli e ammogliati per cui chi, come il Bologna, fa un catenaccio gigante riesce facilmente a contenerci. Se poi il triangolo fantasia ( Seedorf voto in pagella: 4, Ronaldinho voto 5, e Mancini 5) viene meno alla sua funzione e con Pirlo (voto: 6) a distribuir palloni al vento (nessuno dei compagni si smarcava) allora il risultato finale non può che essere un deprimente 0 a 0. Visto che nonostante la netta supremazia (possesso palla pari al 70%) l'attacco, con il solo Borriello a lottare come un disperato nel cuore dell'area felsinea, non cavava un ragno dal buco ci si chiede: perchè Leonardo non è ricorso già dall'inizio all'inserimento di una seconda punta? Se non altro con Huntelaar, complice pure il calo fisico del Bologna, se non altro abbiamo creato alcune discrete opportunità. Col senno del poi forse Inzaghi si sarebbe trovato a suo agio in quella bolgia dove le palle vaganti si moltiplicavano a dismisura. Tanto per avere un'idea il Milan ha effettuato 39 cross, 6 tiri nello specchio della porta e 6 fuori. Ancora una volta la squadra si è ostinata a cercare lo sfondamento per vie centrali con fraseggi troppo elaborati, leziosi e lenti che hanno facilitato il compito di Portanova, Moras e compagni. Dall'aurea mediocrità sono emersi Ambrosini e, a mio modo di vedere, Andrea Pirlo. Bene anche Bonera e Thiago Silva. L'esordio di Mancini. Amantino non ha certamente entusiasmato ma neppure deluso. Una prova, sempre a mio avviso, appena sufficiente. Difficile che l'ex interista possa essere la panacea dei nostri mali. Venerdì ci ritocca l'Udinese. Attenzione perchè i bianconeri non sanno soltanto difendersi ma sono pure abili nei contropiedi e quanto possano essere deleteri è comprovato non solo dalla vittoria conseguita all'andata, ma anche dalla eliminazione rifilataci in Coppa Italia.