A gennaio mercato mirato. Nessun alibi in Europa: capire limiti e responsabilità. Senza coppe un vantaggio solo con la rosa al completo

10.12.2021 00:00 di Luca Serafini Twitter:    vedi letture
A gennaio mercato mirato. Nessun alibi in Europa: capire limiti e responsabilità. Senza coppe un vantaggio solo con la rosa al completo
MilanNews.it

Il bilancio del ritorno in Champions è in rosso, più del dovuto e del meritato, ma rosso. Sui gravi errori arbitrali è ormai inutile stare a parlare e recriminare: hanno compromesso seriamente percentuali e morale, risaliti clamorosamente a Madrid dopo una vera, grande notte europea da Milan. Il resto sono briciole di una pagnotta dove sotto la crosta abbiamo trovato un po’ di mollica a Liverpool, con l’Atletico all’andata e per pochi minuti a San Siro contro Porto e reds. La differenza in termini di malizia, conoscenza, esperienza si è vista per quanto già si sapeva il giorno del sorteggio. 

Di positivo, c’è una mentalità acquisita grazie al lavoro di questi 2 anni per cui hai potuto giocare a testa alta ad Anfield come al Wanda, ripetendo le prestazioni- in termini di atteggiamento - già assaporate in EL a Glasgow, Lille, Praga, Manchester. Da questo punto di vista i rossoneri sono eccome pronti all’Europa d’élite perché non sono altro che conferme avute in Italia in 2 campionati in moltissime rappresentazioni e repliche sui campi più importanti a Bergamo, Torino, Roma, Napoli… 

Serve ora l’umiltà di individuare, in mezzo a torti oggettivi e infortuni a catena, i reali, concreti limiti su cui lavorare per proseguire il percorso di crescita. Quello che più ha lasciato interdetti nella notte di San Siro contro il Liverpool, in cui da Champions è stato il pubblico con l’avanzo di qualche minuto con i piedi agli ottavi, è stata la delusione avuta dai più forti. Sono loro, più di Kalulu per esempio, ad aver vacillato spaventati dalla rumba di Klopp. 

Non è soltanto sul mercato che si affronta e si risolve il tema. È un’operazione che va condotta con grande coesione tra proprietà, dirigenza, staff e spogliatoio. Ma un mercato, a gennaio, va fatto: attacco e difesa sono costantemente in emergenza.

L’unico cerino che ci resta in mano al termine di questo girone proibitivo di Champions, è quello di poter giocare una volta la settimana da qui a maggio. Per trasformare questa fiammella in un vantaggio concreto, però, è necessario lavorare anche sul numero, l’entità e la natura degli infortuni, come ha ammesso Pioli in prima persona. Ma, soprattutto, è urgente e indispensabile una svolta nei tempi e nei modi di recupero: in questo senso, oltre all’impegno dello staff medico e atletico, è probabile che gli stessi giocatori debbano seguire percorsi dettagliati e precisi, senza abbandonarsi a consiglieri personali. 

Le responsabilità vanno, sempre, divise fra tutti. Adesso però è il momento di capire le cause e risolvere una volta per tutte la questione, lasciando da parte la jella.