Ad ogni sosta, il tormentone Gigio. Cos'altro deve fare Pioli? Nessun paragone con l'Inter. Tomori, un riscatto complicato

26.03.2021 19:08 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Ad ogni sosta, il tormentone Gigio. Cos'altro deve fare Pioli? Nessun paragone con l'Inter. Tomori, un riscatto complicato

Puntuale e inesorabile allo scoccare di ogni sosta del campionato, da 2 o 3 anni la stampa sportiva scatena titoli, articolisti, esperti di mercato e opinionisti sul tormentone "rinnovo Donnarumma". Che il Milan ha ceduto una dozzina di volte dal giorno del suo esordio ad oggi. Ed ecco i tifosi rossoneri scatenarsi negli improperi verso la dirigenza, verso Raiola, verso Gigio. Ripeto da mesi quello che so e che - tra l'altro - scrivono anche altri: 1) Gigio vuole restare; 2) Raiola fa il suo mestiere; 3) la società non sembra così sprovveduta, salda sulle sue posizioni e silenziosa con i giornalisti. Sono certo che Donnarumma sarà il portiere del Milan anche nel prossimo futuro, non so dire per quanti anni e a quali cifre. Sono certo che l'unica opzione oltre a questa si chiama PSG, che un buon portiere ce l'ha e - come tutti i club, compresi i più ricchi del mondo - ha che fare con bilanci e pandemia. Il resto lo lascio ai più informati di me. 

Il Milan in questo campionato è stato in testa per 22 giornate consecutive e poi secondo nelle rimanenti 6, sempre più vicino alla vetta che al 3. posto. Ha chiuso l'Europa League imbattuto in trasferta ma soprattutto dopo una doppia sfida contro il Manchester United in cui certamente meritava di più, lasciando la netta impressione che se uno, uno solo dei suoi assenti (un attaccante) fosse stato disponibile, le cose sarebbero andate diversamente e (visto il tabellone dei quarti di finale) sarebbe potuto arrivare fino in fondo. Questione anche di mentalità, di coraggio, di idee. Certo: avrebbe, potrebbe... Condizionali, i se e i ma non fanno curriculum. Fa curriculum il lavoro che Stefano Pioli ha fatto con questa squadra, dandole un'organizzazione, uno spirito, un'identità e dei riferimenti precisi, sbrigando in 16 mesi pratiche che altrove possono richiedere dai 3 ai 5 anni. Oggi il Milan è una realtà concreta e una protagonista credibile nell'immediato futuro, cui necessitano solo alcuni ritocchi corposi per tornare importante e temibile in Italia e in Europa. Eppure critici e la solita parte dei tifosi che non crede più in niente, non gli riconoscono più di tanti meriti e più di tanta stima. Non so cos'altro debba fare per dimostrare quanto ha fatto crescere questa squadra, questa rosa, questi singoli. Proprio non lo so. 

Il Milan era partito con certe ambizioni, l'Inter con certe altre. Le due proprietà oggi sono assai diverse fra loro e il futuro prossimo venturo pende verso la sponda rossonera: le questioni di tamponi, stipendi e/o cartellini non pagati, trame oscure di palazzo per favorire i nerazzurri, non mi coinvolgono in nessun modo. L'Inter finisca la sua stagione, il Milan faccia altrettanto. Sul campo. Da giugno ne riparliamo. 

Fikayo Tomori è una delle più belle consacrazioni di questo 2021. Non è facile sedersi al tavolo con il Chelsea: bisogna che 2 componenti su 3 vogliano la stessa cosa. I Blues vogliono i soldi (ma Tuchel probabilmente rivuole indietro il giocatore), i rossoneri devono fare i conti tra possibili mancate cessioni (Laxalt e Conti su tutti) e altre priorità impellenti di mercato, come un esterno, un attaccante, un terzino. Il Milan vuole riscattare Tomori. Se Tomori volesse restare, 2 componenti su 3 sarebbero la maggioranza. Dopo di che, sarà necessario trovare la quadra, altrimenti alla prossima sosta (fine campionato...), i tormentoni dei rinnovi e dei riscatti del Milan occuperanno le pagine dei giornali e dei telegiornali anche più del futuro di Messi e Cristiano Ronaldo. O di qualche interista stufo di non prendere lo stipendio. Trafiletti: noi pensiamo agli affari nostri.