Calabria capitano di Milan e “milanismo”. Tutti i conti giusti sul caso Donnarumma. Sacrificio Tonali, ma serve un colpo Champions

27.05.2021 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Calabria capitano di Milan e “milanismo”. Tutti i conti giusti sul caso Donnarumma. Sacrificio Tonali, ma serve un colpo Champions
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È un mio vecchio cavallo di battaglia. Credo e penso che debba essere riproposto adesso, nelle ore successive al divorzio da Donnarumma. Davide Calabria merita di diventare, col contratto rinnovato, il prossimo capitano del Milan. I motivi possono essere cento, ne segnalo soltanto due: 1) perché è un prezioso prodotto del vivaio rossonero, settore al quale andrebbe dato un grande impulso nei prossimi mesi; 2) perché ha dimostrato nei giorni più complicati della stagione d’incarnare il “milanismo” alla perfezione. So perfettamente che questa scelta tocca a Maldini e Pioli ma non sono molto lontano dalla verità se immagino che anche loro due sarebbero d’accordo con questa mia segnalazione.

I conti su Donnarumma- Per l’ultima volta rispondo ai sapientoni del web che danno lezioni di economia sul caso Donnarumma rivolgendo le seguenti obiezioni: 1) il Milan ha perso a zero un calciatore col quale fare plus valenza; 2) economicamente ci rimette una fortuna. Prima replica: negli anni precedenti, su Donnarumma, nessun club si è fatto avanti per proporre l’acquisto di Gigio. Non solo. Raiola, che aveva in mente l’operazione commissione da 20 milioni, non avrebbe mai consentito una cessione un anno prima della scadenza naturale. È chiaro il concetto? Non è molto difficile da capire! Seconda replica: se Raiola avesse accettato la proposta di Maldini (8 milioni netti l’anno per 5 anni più i 20 milioni di commissione all’agente), il club sarebbe andato incontro a un investimento da 100 milioni. Con l’acquisto di Maignan, il Milan ha impegnato per 5 anni la spesa di 40 milioni. Chi ha fatto plus valenza?

Mercato- Molti lettori si sono meravigliati della mia anticipazione su il Giornale riferita al piano industriale secondo il quale non c’è l’intenzione di riscattare Sandro Tonali dal Brescia che avrebbe impegnato 25 milioni promessi a Cellino l’estate scorsa. Se il rendimento del giovane centrocampista fosse stato diverso, avrebbero fatto come con Tomori, sarebbero passati velocemente alla conclusione dell’operazione. Nonostante il bonus Champions e quello del secondo posto (77 milioni in un colpo solo), bisogna far di conto. E allora se un sacrificio va fatto, ecco dove risparmiare. Piuttosto è sul resto del piano che credo si possa e si debba discutere. E cioè: come s’intende rimpolpare il gruppo e moltiplicare la cifra tecnica? Mi dicono che Giroud è cosa praticamente fatta. Meglio di Mandzukic sarà sicuramente anche se non è quello che si aspetta la piazza (Vlahovic valutato 60 milioni da Comisso rimane legato a Firenze). Non solo. Sento rispuntare la pista Ilicic che vale sicuramente come musa altalenante in zona d’attacco ma la sua età e quella di Giroud messe insieme porterebbero la rosa a non essere più la più giovane del torneo. Serve dell’altro, naturalmente. Perché ad esempio se Calhanoglu non dovesse accettare la proposta immodificabile di Maldini e Massara, si aprirebbe la successione in quel ruolo. De Paul può essere una pista a condizione che non sia Raiola a trattare altrimenti meglio lasciar perdere anche perché l’Inter- come si capisce dagli ultimi sviluppi_ non mi pare possa fare concorrenza.

Ultima riflessione sulla materia. Chi ha qualche possibilità -e a Elliott non mancano- può aspettare che maturino occasioni e offerte vantaggiose quando la stretta della crisi economica costringerà molte società a mettere sul mercato i propri gioielli.