Da Cavani a Cutrone, passando per Ibra: le opzioni calde per l'attacco del nuovo Milan

Da Cavani a Cutrone, passando per Ibra: le opzioni calde per l'attacco del nuovo Milan
© foto di Fabrizio Tomasello
domenica 6 agosto 2017, 00:00Editoriale
di Fabrizio Tomasello

E ora dieci giorni di quiete. Dopo la scorpacciata di acquisti per un mercato da mille e una notte, la visita in Cina a casa del nuovo patron Li Yonghong, le amichevoli internazionali e dulcis in fundo i preliminari di Europa League con tanto di bagno di folla nel catino ribollente (e non solo in senso metaforico) di San Siro, ora è giunto il momento di tirare un po’ il fiato. L’idea di mettersi comodi ed aspettare il Ferragosto intriga Fassone e Mirabelli, ma fino ad un certo punto, perchè c’è ancora una missione da compiere: mettere a segno il botto finale per coronare una campagna acquisti da 10 in pagella e fare impazzire di gioia il già gasatissimo popolo rossonero.

Ma qual è lo stato dell’arte ad oggi, domenica 6 agosto? Come ribadito nel post Milan-Craiova da un Fassone quanto mai sornione - a mo’ di gatto che si lecca il baffo nel pregustare la preda su cui sta per mettere le zampe - sono tanti i nomi accostati al Milan nelle ultime settimane e ognuno, chi più chi meno, è stato accarezzato dai pensieri bramosi dei due Dioscuri di via Aldo Rossi.
Qualcuno, per ragioni diverse, è già uscito dai radar rossoneri, qualcun altro è in stand by in attesa del segnale per scatenare l’inferno, qualcun altro ancora galleggia ancora lontano dal clamore dei riflettori ma esiste eccome nella testa dei dirigenti rossoneri. E poi c’è chi giorno dopo giorno si sta conquistando spazio e fiducia a suon di gol, costringendo lo staff tecnico ad una riflessione supplementare sul patrimonio a disposizione.

Partiamo da qui. Il devastante precampionato di Patrick Cutrone ha avuto il potere di sovvertire le gerarchie dell’attacco rossonero, tanto che oggi il baby bomber cresciuto nel vivaio del Vismara può godere della piena fiducia di tutto l'ambiente. La mia personalissima idea, probabilmente venata dall’amore incondizionato per questi colori, è che già oggi il numero 63 sia un attaccante da 15 gol in campionato. Naturalmente giocando da titolare, condizione che Montella non può garantire a nessuno, tanto meno ad un ragazzino del '98. Anche perchè quest'anno il Milan ha un obiettivo inderogabile da raggiungere, arrivare tra i primi quattro per avere accesso alla prossima Champions League, con la conseguenza che a Milanello non c’è più spazio per esperimenti. Ecco perchè probabilmente alla fine Cutrone saluterà la comitiva per tornare l’anno prossimo più forte di oggi.

Per quanto riguarda il mercato in entrata, dicevamo di qualcuno già uscito dai radar rossoneri. Chiaro riferimento a Belotti, blindato dall’irremovibile presidente Cairo, e a Diego Costa, irretito dalla prospettiva di tornare a Madrid e per questo disposto a restare fermo sei mesi pur di coronare il suo sogno di indossare di nuovo la casacca dei Colchoneros. A chiudere la partita è stato proprio l’avvocato del centravanti spagnolo-brasiliano che di fatto ha escluso ogni possibile tentativo di seduzione da parte di altri club.
Tra gli attaccanti in stand by, riconoscibilissimo il profilo spigoloso di Nikola Kalinic, ben visto dal tecnico Montella ma non un nome capace di fare deflagrare l’entusiasmo della passione rossonera oltre i confini italici. Poi c’è Pierre Emerick Aubameyang, lui si capace di attirare l’attenzione del mondo del calcio sul nuovo Milan, ma ancora frenato dalle richieste eccessive del suo club e da una sorta di indecisione fatale del diretto interessato che ancora impedisce a Fassone e Mirabelli di passare alle cose formali.

E poi c’è chi non viene neppure nominato tra i possibili arrivi, quasi ci fosse il timore di urtare la suscettibilità di qualcuno, e continua a celarsi sotto l’etichetta ormai ben nota ai tifosi rossoneri di Mister X. Ma se fosse il Matador Cavani il prossimo proprietario della nuova maglia numero 7 a strisce verticali rossonere? Il bomber uruguagio, nato a Salto nel giorno di San Valentino di 30 anni fa, potrebbe essere la prima vittima dello tsunami Neymar, abbattutosi su Parigi in settimana. Un’onda anomala capace di spazzare via chiunque, figuriamoci un bomber che ha bisogno di sentirsi al centro del mondo per diventare irresistibile. Dopo aver sofferto l’ingombrante presenza di Zlatan Ibrahimovic, Cavani la scorsa stagione ha disputato la sua migliore annata all’ombra della Tour Eiffel proprio appena il gigante svedese ha lasciato libero il campo. Addirittura ha raddoppiato il proprio fatturato, passando da 25 gol in 52 partite complessive con Ibra accanto, a 49 gol in 50 partite nell’ultimo anno.
È evidente che l’attaccante della Celeste abbia bisogno di avere una squadra disposta a lavorare per lui, pronto poi a ricambiare e sacrificarsi in maniera commovente per i compagni. Ebbene, l’arrivo di Neymar a Parigi rischia di mettere di nuovo in ombra Cavani che a questo punto potrebbe anche decidere di lasciare la Francia e tornare in Italia dove il Milan gli garantirebbe il ruolo di terminale offensivo e uomo di punta della squadra. Magari con accanto Andrè Silva, abituato al ruolo di “spalla" visto l’illustre numero 7 che ha come partner nella nazionale portoghese.

Chiusura d’obbligo dedicata a Zlatan Ibrahimovic, in piena convalescenza dopo il terribile infortunio che gli ha fatto saltare un ginocchio lo scorso aprile. Il centravanti svedese è ancora senza squadra. Ovvio che in caso di acquisto di Cavani, il ritorno di Ibra sarebbe da escludere a priori, ma se Fassone e Mirabelli decidessero alla fine di puntare su Kalinic, l’ex United rappresenterebbe la classica ciliegiona sulla torta di un mercato stellare. Con Andrè Silva e Kalinic già in squadra, l’ex United potrebbe continuare con calma la sua opera di guarigione e presentarsi pronto e carico a pallettoni per la seconda parte di stagione in maglia rossonera. E allora si che non ci sarebbero limiti ai sogni di gloria.