Dopo 5 anni di goffi tentativi, colmate due lacune in un giorno. E ora attenti a quei quattro

Dopo 5 anni di goffi tentativi, colmate due lacune in un giorno. E ora attenti a quei quattro
© foto di Fabrizio Tomasello
domenica 16 luglio 2017, 00:15Editoriale
di Fabrizio Tomasello
E adesso chi li ferma più? Oggi, 15 luglio, a mercato ancora virtualmente bloccato per quasi tutte le altre big della nostra serie A, possiamo ufficialmente celebrare la beatificazione di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, i due dirigenti del Milan capaci di infiammare una piazza da troppi anni anestetizzata dalle delusioni e mettere a disposizione di Montella una squadra che se non è da scudetto poco ci manca. Analizzando i numeri e i 157 punti complessivi che la Juventus campione d’Italia ha messo tra sè e il Milan nell’ultimo infernale quinquennio, appare evidente il lavoro sensazionale per colmare il gap dai bianconeri compiuto in sede di campagna acquisti da Fassone & Mirabelli, i nuovi Dioscuri del mercato del calcio. Presentati sempre uno accanto all’altro, come una cosa sola, Marco Castore & Max Polluce dei nostri tempi, hanno dimostrato cosa significhi essere complementari, lavorare in perfetta sinergia, ognuno con le proprie qualità e le proprie virtù, ma uniti come un monoblocco granitico di certezze inscalfibili per il raggiungimento di traguardi inimmaginabili. Tipo quello raggiunto in questo indimenticabile 14 luglio, scippato alla storia di Francia e diventato per il football italico il giorno della presa del potere calcistico. La data da ricordare in cui Fassone & Mirabelli hanno provato a minare gli equilibri di un campionato italiano dominato ormai da troppi anni dalla Juventus, portando a Milanello il regista della nazionale argentina, strappato alle grinfie dell’intransigente Lotito, e sfilando alla Juventus quel Leonardo Bonucci diventato negli anni leader difensivo ed emotivo dei sei volte campioni d’Italia. Se non è un capolavoro questo… Un doppio colpo che ha una valenza incalcolabile perchè arriva a colmare una doppia lacuna (un vero capitano e un regista) che a Milanello sembrava incolmabile da più di un lustro. Da quella nefasta estate del 2012 durante la quale la premiata ditta Berlusconi-Galliani decise di smembrare totalmente una squadra reduce da uno scudetto e un secondo posto con scippo incorporato (l’anno del gol di Muntari), liberando, dismettendo e addirittura cedendo tutte le colonne portanti dello spogliatoio rossonero: Gattuso, Inzaghi, Seedorf, Nesta, Van Bommel, Zambrotta, Thiago Silva e soprattutto lui, Zlatan Ibrahimovic, campione mondiale di autorità ed autorevolezza. Da quella triste stagione, mai più nessun calciatore di cotanto spessore ha avuto l’onore di indossare la prestigiosa maglia rossonera, almeno fino a oggi. Lucas Biglia in cabina di regia, playmaker della Seleccion di Messi, Higuain e Di Maria, ma soprattutto Leonardo Bonucci in difesa, autentico totem della difesa più forte al mondo degli ultimi 10 anni, sono indubitabilmente gli uomini ideali per riconsegnare al Milan quel pacchetto di attributi che al Milan manca da almeno cinque anni: leadership, carisma, esperienza, confidenza con la vittoria. E non è finita qui, perchè in canna c’è ancora il colpo che potrebbe regalare il sold out a San Siro già con gli abbonamenti. A Montella manca ancora un centravanti di peso e ormai la scelta sembra poter essere circoscritta a quattro nomi: Kalinic (il più abbordabile), Aubameyang (il preferito dalla dirigenza), Morata (l’amico ritrovato) e Belotti (il più desiderato dai tifosi rossoneri). Logica vorrebbe che, a fronte degli oltre 200 milioni già investiti (si amici, strabuzzate pure gli occhi, oltre 200 milioni già immessi sul mercato) la scelta possa alla fine ricadere sul croato per una semplice questione economica. Difficile pensare alle casse del Milan come un pozzo senza fondo, ma ormai i nuovi Dioscuri del calcio rossonero ci hanno insegnato che la sorpresa è dietro l’angolo. Se dipendesse da loro, Marco Castore & Max Polluce avrebbero già portato il gabonese del Dortmund a Milanello, ma il sogno del popolo milanista è sempre lui, il Gallo Belotti, con le quotazioni di Morata in netta risalita dopo l’ingaggio dell’amico Bonucci e Kalinic parcheggiato in Croazia in attesa di notizie. Una cosa è certa, da oggi il Milan di Vincenzo Montella può ricominciare a fare la voce grossa, in Italia e anche in Europa. Bentornato caro vecchio cuore rossonero.