Ibra campione d’inverno. Con Maitè, Mandzukic e Tomori campagna acquisti da scudetto

19.01.2021 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Ibra campione d’inverno. Con Maitè, Mandzukic e Tomori campagna acquisti da scudetto

Ibrahimovic ricomincia da dove aveva finito il 22 novembre scorso a Napoli nell’ultima sua partita da titolare. Una doppietta quella domenica sera e una doppietta ieri sera a Cagliari, la quinta per lui in questo campionato dimezzato in cui è già riuscito a segnare 12 gol come Lukaku, soltanto tre meno del capocannoniere Ronaldo, ma con una media migliore. Prima, in apertura di partita, la rete dell’1-0 su rigore, per la verità scippato allo specialista Kessie con eccesso di egoismo, poi all’inizio della ripresa lo splendido diagonale del 2-0, su altrettanto splendido lancio del sempre più bravo Calabria. E così, senza aspettare la partita di sabato contro l’Atalanta e il risultato in contemporanea dell’Inter a Udine, Ibrahimovic ha già la certezza di essere campione d’inverno, più che mai simbolo di un Milan incredibile, capace di continuare vincere segnando sempre almeno due gol a prescindere dalle assenze. Lo squadra di Pioli lo ha fatto quando mancava Ibrahimovic e lo ha rifatto anche ieri senza gli ultimi indisponibili Hernandez e Calhanoglu, in aggiunta ai vari Bennacer, Leao, Rebic, e anche Kjaer dopo il primo tempo. Poi, come se non bastasse questa lista di assenze che avrebbe mandato di traverso la vigilia a qualsiasi allenatore ma non a Pioli, nell’ultimo quarto d’ora il Milan ha giocato con un uomo in meno per l’espulsione di Saelemaekers, appena entrato al posto di Hauge e subito capace di farsi ammonire due volte nel giro di pochi minuti. Con il Cagliari che premeva in cerca della rimonta sarebbe stato normale andare in difficoltà e invece il Milan ha ricordato una vecchia pubblicità in cui c’era un pupazzo di gomma chiamato “Ercolino sempre in piedi” perché era impossibile buttarlo giù. E così il Milan continua a vincere, incurante delle pressioni, tenendo staccata l’Inter con una dimostrazione di forza anche caratteriale, grazie alla mentalità vincente di Pioli che non si lamenta mai e soprattutto non si pone limiti, senza pretendere rinforzi dalla società. Una tattica che funziona in campo e fuori, visto che il Milan vince in campo e vince anche fuori, grazie alle richieste di Maldini e alle risposte positive del fondo Elliott. Così è arrivato in fretta Meitè che si è reso subito utile, entrando nella ripresa al posto dell’infortunato Tonali. Un debutto incoraggiante, perché il Milan vuole continuare a correre anche in coppa Italia, dove affronterà l’Inter e in Europa League. L’obiettivo principale, però, non è più soltanto la partecipazione alla prossima Champions League, bensì lo scudetto e a maggior motivo dopo la crisi della Juventus ormai fuori dai giochi. La proprietà ha capito che un’occasione così è quasi irripetibile e per questo dopo Maitè è arrivato Mandzukic, un secondo Ibrahimovic per carattere e qualità, in grado di affiancare o sostituire lo svedese che ha sangue slavo come lui. Un rinforzo per il centrocampo, uno per l’attacco e il prossino in arrivo per la difesa, perché Maldini prima della vittoria di Cagliari ha ammesso ufficialmente che Tomori è un obiettivo del Milan, mentre il tecnico del Chelsea, Lampard, ha riconosciuto che il giocatore è in partenza. Tre acquisti, uno per reparto, mentre la concorrenza, a cominciare ovviamente dall’Inter, non può fare nulla. Una piacevole sorpresa per tutti i tifosi e naturalmente per Pioli, ricordando che fino a pochi giorni fa a Milanello e dintorni si ripeteva che era difficile migliorare l’organico. Difficile ma non impossibile, come dimostra una campagna acquisti non più di riparazione come un anno fa, ma da scudetto. Per adesso “soltanto” d’inverno. Poi chissà.