Ibra va dimenticato per adesso e quindi Giroud non basta. Il K2 da applausi del Milan: Kessie non è Gigio e Kjaer incoronato da Baresi

15.06.2021 00:00 di Alberto Cerruti   vedi letture
Ibra va dimenticato per adesso e quindi Giroud non basta. Il K2 da applausi del Milan: Kessie non è Gigio e Kjaer incoronato da Baresi
MilanNews.it

Il mercato apre ufficialmente il primo luglio, ma una settimana dopo Pioli tornerà al lavoro a Milanello e sarebbe meglio per lui e per il Milan avere subito una squadra al completo. Il condizionale è d’obbligo, perché non dimentichiamo che molti grandi colpi del passato sono stati realizzati quasi a tempo scaduto. Da Nesta, arrivato proprio l’ultimo giorno dell’estate 2002, a Ibrahimovic arrivato la prima volta a campionato appena incominciato nel 2010. Già, proprio lui che undici anni dopo tiene in ansia i tifosi rossoneri, perché la nostalgia è più forte della malattia, l’unico avversario capace di fermare lo svedese. La realtà, che conta più della fantasia, dice che Ibrahimovic rischia di essere operato, o nella migliore delle ipotesi di non poter incominciare la preparazione con i compagni, e tutti sanno quanto è importante questa fase di lavoro precampionato. E allora Gazidis, Maldini e Massara, non per scaramanzia ma per il bene del Milan, dovrebbero considerare Ibrahimovic un semplice jolly, sia pure di gran lusso, da inserire in una squadra comunque in grado di andare avanti senza di lui, almeno all’inizio della stagione. Dimenticare Ibrahimovic non significa privarsi di lui, a maggior motivo dopo il suo intempestivo rinnovo contrattuale prima ancora di sapere se il Milan avrebbe partecipato alla Champions. Significa semplicemente costruire una squadra per il futuro e quindi con altri attaccanti, al plurale, perché Giraud da sono non basterebbe in alcun caso. Nessuno, infatti, può pensare di affrontare una stagione in campionato e Champions con un unico attaccante di ruolo e quindi l’augurio è che arrivi qualcun altro, oltre a Giroud, che si chiami Vlahovic, Belotti, Scamacca o Raspadori importa relativamente.

In attesa di sapere chi segnerà i nuovi gol che né Leao né Rebic possono garantire, il Milan fa bene a coccolarsi il suo K2 da applausi. Parliamo di Kessie, ovviamente, il cui contratto però è in scadenza nel 2022. E quindi, dopo i tanti, troppi, rinvii per il rinnovo di Donnarumma, sarebbe un errore lasciar passare altro tempo, con il rischio di vedersi sfuggire Kessie a parametro zero, come successo appunto con il portiere. Kessie, miglior rossonero della stagione appena conclusa, era e rimane uno dei nostri candidati per rilevare la fascia di capitano che Romagnoli era stato costretto a cedere a Donnarumma. Oltre a lui, anzi davanti a lui, abbiamo scritto sulla “Gazzetta” che il nuovo capitano del Milan dovrebbe essere Calabria, cresciuto nel settore giovanile rossonero e tra l’altro unico italiano rimasto nel prossimo probabile undici titolare. Nelle ultime ore però si è scatenata una campagna mediatica per assegnare la fascia a Kjaer, grande difensore, e determinante salvatore del suo amico e compagno di nazionale Eriksen. Premesso che queste decisioni spettano alla società e all’allenatore, non ai tifosi, l’improvvisa candidatura di Kjaer sicuramente metterebbe d’accordo tutti, perché il danese non è soltanto il leader della sua nazionale, ma lo è anche della difesa del Milan. E se persino Franco Baresi, il capitano più capitano di tutti avendo portato quella fascia bianca per ben quindici anni, dalla Mitropa Cup alla coppa intercontinentale, ha detto che Kjaer merita di essere il nuovo capitano del Milan, non ci saranno più dubbi al suo rientro a Milanello. In attesa di sciogliere tutti gli altri dubbi, perché Pioli non ha soltanto il dovere ma anche il diritto di guidare un Milan più forte. Con o senza Ibrahimovic.