Il dramma di Bennacer, l'errore di Theo. Ecco perchè il Milan adesso è più forte

17.07.2021 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Il dramma di Bennacer, l'errore di Theo. Ecco perchè il Milan adesso è più forte
MilanNews.it

In passato si ironizzava sulla "scelte di vita" di Gullit e Sheva, e sarà per questo motivo che Gigio e Calha devono aver scelto termini diversi. Voglia di crescita uno, un sentimento declinabile in latente mania di persecuzione l'altro. Dal minestrone storico di chi inzuppa di Milan un minuto sì e l'altro pure tenete fuori per piacere Kakà. Ricky, pur con le sue alte aspettative economiche dell'epoca (comunque inferiori rispetto a quelle dei due "miglioristi" di oggi), sarebbe stra rimasto al Milan. Ma il club aveva bisogno di fare una cessione importante e l'ha fatta a costo di lacrime (vere) e sangue (rossonero). A proposito di minestroni: ma si parla così tanto e così ossessivamente di Milan, solo perchè gli altri non fanno nulla? Le altre grandi italiane sul mercato stanno regalando solo sfilate di allenatori, mentre sul movimento giocatori solo sbadigli. Quindi si parla solo di chi fa? E su chi sta alla finestra il giudizio è sospeso? Funziona così? Pensate un po' se fosse stato il Milan a stare fermo: stallo, ridimensionamento, pianeti in rotta di collisione, delusione, scoramento, sconcerto. Certo che sul Milan funziona così, sempre e solo parossismo giornalistico: due anni fa era un dramma prendere Bennacer dall'Empoli retrocesso, oggi è un dramma se Bennacer va a fare la coppa d'Africa. Ci avevano contestato anche Theo Hernandez due anni fa: errore, il Milan ha già Ricardo Rodriguez, pensi a rinforzarsi in altre zone del campo...Allo stesso modo Kjaer era un affronto, Ibra la scelta disperata su un vecchio, e così via. E' questo consesso di menti illustri che ci giudica, e credetemi questo è un pensiero buonista, Perchè se inizio a sospettare che il Milan e le sue scelte di mercato vengano invece attaccate, da un mondo in cui le commistioni fra varie componenti sono evidenti, magari perchè il club rossonero non produce commissioni dorate, forse perchè non alimenta il giro di bond e plusvalenze, probabilmente perchè non rende il proprio bilancio ricattabile da qualche entourage variopinto, allora l'umore cambia. Ma teniamo per questa volta i sospetti al dolce riparo dell'anticiclone azzurro, quello che ci ha resi felicissimi sotto il cielo di Londra e di tutta Europa.

Qui mi rivolgo ai tifosi rossoneri che a volte danno gomma da masticare a chi si sveglia ogni mattina pensando solo a come fare carne di porco del Milan. Dialogo e lavoro tantissimo con i tifosi, e leggo spesso cose strane sul nostro mercato. Commento a ragion veduta credo e dico la mia. Oggi, 17 luglio 2021, il Milan si è rinforzato rispetto ad un anno fa. Mi schiero contro i luoghi comuni di chi sostiene il contrario, sono come spesso accade in minoranza e sono orgoglioso di esserlo. Ecco perchè il Milan è più forte, ed ecco come: oggettivamente. Siamo passati da Donnarumma a Maignan, dal miglior giocatore dell'Europeo al terzo portiere della Nazionale francese, segno meno anche se spero che presto diventi uguale. Tomori: al Milan da inizio stagione e non solo negli ultimi quattro mesi dell'annata, segno più. Tonali: non più uomo mercato al centro di pressioni e reduce dal Covid, ma rossonero consolidato, pagato il giusto, in grado di iniziare la preparazione al pari con i compagni, segno uguale con buone speranze che diventi più. Ballò Tourè al posto di Dalot: segno uguale, sulla fiducia. Brahim Diaz consolidato: segno uguale nell'attesa che diventi più, più al centro del progetto tecnico come nelle partite decisive contro Juventus e Atalanta. Giroud al posto di Mandzukic: segno più, non per la professionalità gigantesca del croato, ma perchè Olivier non ha mai staccato la spina come Mario o come Diego Costa, ma è reduce dall'Europeo esattamente come tanti giovanotti. Due più, un meno e tre uguale. Fino a questo momento, ci siamo. Per arrivare rafforzati e rinforzati anche al 31 agosto siamo attesi da due crocevia: il rinnovo di Kessie e la sostituzione di Calhanoglu. Il grosso del lavoro ci attende sul primo snodo, i dettagli sul secondo. O no? Non sarà mica una impresa sostituire un giocatore che il cenacolo di menti illustri di cui sopra ha giudicato e sentenziato per quattro anni come il simbolo della mediocrità del Milan, come un giocatore emotivo pronto a rientrare nei ranghi al ritorno del pubblico negli stadi. La bacchetta squamata che ha trasformato il Ciapanoglu del Milan nel Luis Alberto nerazzurro, l'incostante incompiuto nel Re delle occasioni da gol create sul globo terracqueo non sarà mica una cosa seria.

Sono felicissimo per Katia Serra. Conosciuta e apprezzata subito al Raduno estivo del Milan 2019. Orgoglioso di aver continuato di tanto in tanto ad invitarla su Milan TV e sul canale Twitch rossonero in occasioni sporadiche ma significative. Lei sempre professionale, sempre obiettiva, sempre connessa, aggiornata fresca, attenta. All'Europeo è stata il fatto nuovo, il momento di svolta e di arricchimento. Quando Katia parla produce sport non faziosità, spiega calcio non aria fritta. Ecco, più Katia e meno tutto il resto. Ovunque e comunque, con tanto di applausi a scena aperta.