Il primo nemico del Milan? Sé stesso... La paura fa 80?

Nato il 10/06/1983 è Giornalista presso la redazione sportiva dell'emittente nazionale 7 Gold. Conduttore della medesima rete, è inviato al seguito del Milan.
09.02.2011 00:00 di Jacopo Giavenni   vedi letture
Il primo nemico del Milan? Sé stesso... La paura fa 80?
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© foto di Jacopo Giavenni

Chi lo avrebbe mai detto: un campionato riaperto quando sembrava ormai chiuso. Peccato che ogni “benedetto” anno sia sempre così. Lo sanno bene gli interisti, che nel recente passato si sono sudati campionati fino all’ultima giornata con la Roma. Ne sanno qualcosa Juventus e Lazio, vittima l’una e artefice l’altra di un’ impresa sportiva che ha pochi precedenti, proprio come il tricolore vinto dal Milan con Alberto Zaccheroni dopo una rimonta storica sulla stessa Lazio. Di nuovo, dunque, non c’è molto. Rispetto agli ultimi anni, però, qualche novità c’è, e non irrilevante: a guidare il gruppo non c’
è l’Inter, bensì il Milan, mentre il ruolo di inseguitori spetta proprio ai nerazzurri, a braccetto con il Napoli. Altre novità? Una classifica mai così corta, punteggi delle prime squadre molto bassi, sintomo di grande equilibrio ma anche di pochezza in un campionato che rimane pur sempre uno dei più avvincenti in Europa. Ora si entra nel vivo del campionato e della stagione, e proprio in questo mese si deciderà molto del destino dei grandi club, impegnati su più fronti.
Calendario alla mano, verrebbe da dire che il percorso più in salita sia proprio quello del Milan. Prima del derby la squadra di Allegri dovrà affrontare trasferte insidiose, come quella di Verona con il Chievo e quelle contro Juventus e Palermo. Peccato che l’avversario più temibile dei rossoneri non siano queste squadre, ma il Milan stesso.
I ragazzi di Allegri non hanno perso solo punti preziosi nelle ultime giornate. Hanno smarrito il gioco, la sicurezza in campo, la calma dei forti, la lucidità e il cinismo sotto porta. Tutte qualità che poco tempo fa facevano pensare che il Milan avrebbe potuto chiudere da un momento all’altro questo campionato. Peccato che ora il campionato sia stato riaperto proprio dall’Inter, guidata e motivata da quel Leonardo che, un anno esatto fa, aveva conquistato praticamente gli stessi punti con il suo Milan, orfano però di giocatori come Ibrahimovic e Robinho.
Timori e paure che Allegri saggiamente scaccia, ostentando forse un’
eccessiva sicurezza. I recuperi degli infortunati Nesta, Pirlo e Boateng potrebbero tornare decisivi, soprattutto per esprimere quel calcio dinamico, muscolare e cinico che fino alla vittoria di Bologna il Milan aveva messo in vetrina. Le auspicate 11 vittorie invocate da Allegri potrebbero ancora arrivare, anche se sembra impresa ardua. L’
importante sarà raggiungere quota 80, che a Milano, per il momento, non significa paura. Per il momento.