Imbattuti alla faccia del turco. Calha conferma quello che è. A gennaio occhio a Faivre. Applausi alla Sud

Imbattuti alla faccia del turco. Calha conferma quello che è. A gennaio occhio a Faivre. Applausi alla Sud MilanNews.it
lunedì 8 novembre 2021, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Imbattuti, anche quando le partite sembrano mettersi male. Imbattuti con undici punti su quindici negli scontri diretti, roba che ci avremmo messo la firma a inizio campionato. Imbattuti anche contro Hakan Calhanoglu, che ha subito il giusto linciaggio da stadio da parte dei tifosi del Milan. Perché quando fai certe scelte, poi te lo devi aspettare che non ti stendano i tappeti rossi. Florenzi, per poco, non gli salta addosso dopo il gol su rigore del turco, perché poi certi atteggiamenti dovrà avere il coraggio di averli anche fuori dal rettangolo di gioco. Fa parte del calcio, è vero, ma il Milan lo tiene sotto così come tiene sotto tutti – con il Napoli – e per poco non si prende il derby visto il palo nel finale di Saelemaekers e quel gol fallito da Kessie che non mi da pace da quando ho visto il pallone uscire. Una prova non buona del 79 che prima procura il rigore del vantaggio interista e poi non trova il colpo del ko che avrebbe significato primato solitario. Ma va bene così. Stiamo facendo un cammino bellissimo, nessuno si nasconde dietro un dito: lo scudetto è l’obiettivo stagionale e bisogna lottare settimanalmente in funzione della conquista della coccarda tricolore.

Bello avere delle alternative in panchina. Perché è lì, quando l’Inter è esplosa a livello di energie, che per poco Pioli non la vince. Si è sentita la mancanza di Theo Hernandez sulla corsia di sinistra (Ballo da film horror), ma quando riesci ad avere freschi Rebic, Bennacer e Saelemaekers che ti entrano a gara in corso, il ritmo si rialza inevitabilmente. Adesso servirà recuperare anche Messias per avere un uomo di qualità in più sulla trequarti, laddove il Milan potrebbe intervenire a gennaio. Continuano i contatti con gli agenti di Romain Faivre del Brest e chissà che non possa arrivare in inverno.

Un applauso alla Curva Sud per la coreografia fatta. Il tema non era banale, è stato un capolavoro di emozioni e arte da stadio. Per chi ha avuto il covid, per chi ha sofferto e pregato che amici e parenti non se ne andassero ma anche per chi non ce l’ha fatta e per chi era in prima linea, un riconoscimento in mondovisione e un calcio nel culo ai negazionisti.