Kakà, Beckham e la linea verde
A sentire la nuova linea editoriale del Milan, dettata dal presidente Silvio Berlusconi in persona, e a leggere poi i nomi dei giocatori associati al club rossonero in queste ore, si rischia lo sconcerto. Cosa ci azzeccano Kakà e Beckham con la linea verde? Posta così, la domanda non meriterebbe nemmeno una risposta. Serve almeno un chiarimento, invece, anche per potersi dare ciascuno il pizzicotto necessario ad assicurarsi di essere svegli.
Tanto per cominciare, quello di gennaio (una volta era in autunno) è detto “mercato di riparazione”. Riparare vuol dire mettere una toppa, una pezza, un rammendo là dove esiste uno strappo. Se il vestito è lacerato, a gennaio non c’è né tempo né modo né opportunità per comprarne uno nuovo di zecca: bisogna metterci filo, filo di cotone, di lana, ferro, spago, quello che c’è va bene comunque. Deve, andare bene comunque. A gennaio prendi metà Saponara per il futuro, ma non prendi Chamberlain. Tratti Lodi, ma non vai a cercare Xavi. Provi a sentire se è il momento di avventarsi su Balotelli visto il clima che si è creato, non puoi pensare a Cristiano Ronaldo. Sia che tu sia il Milan, sia che tu sia il club di uno sceicco, di un emiro, di Rockerduck… A gennaio ci sono i saldi, non le novità.
Kakà è ai ferri corti con il Real Madrid, Beckham bussa alle porte di via Montenapo, SuperMario (appunto) è in rotta a Manchester. Ascolti, senti, valuti. La nostra opinione è che Beckham e Kakà siano ancora oggi meglio di molti di quelli che troverebbero a Milanello. L’opinione degli esperti è che a gennaio, in tempi di recessione e appunto di riparazione, è più conveniente prendere in prestito Kakà e Balotelli, dare ospitalità a Beckham, pensare a Zaccardo per Mesbah, che andare a trattare Lodi.
Fino a prova contraria. Non ci azzecca molto con la linea verde, ma è una chance di rattoppare il vestito.
La linea verde, poi, è un’utopia perseguibile da Arsenal e Udinese, non costrette a vincere (infatti non vincono), ma lo può essere o diventare per il Milan? Il tifoso rossonero ha pazienza? La risposta è lì da vedere, è lì sugli spalti vuoti di San Siro. Se parliamo di mercato e di programmazione, la nostra opinione è che i giovani si dividono in 2 fasce: quelli già “tastati” (Ogbonna e Destro, per esempio), che costano moltissimo, e quelli sui quali scommettere, tipo El Shaarawy, Verratti, De Sciglio, Saponara… Costano appena meno, ma sono tutti da scoprire. La comproprietà di Saponara sdogana in parte i dubbi, il giovane sarà a Milanello – Parma permettendo – a luglio, questa è una buona cosa e si sposa con la linea editoriale. Kakà e Beckham invece si sposano con la scarsità dei soldi, con la necessità di avere un’idea per quanto trita. Senza grandi entusiasmi, semplicemente con un minimo di quel pragmatismo recuperato. Un minimo di realismo, dopo che in nome del bilancio in pareggio, l’amore per il Milan pareva improvvisamente andato a farsi fottere tra giugno e agosto 2012.
In mezzo, c’è Massimiliano Allegri. La sua idiosincrasia per i “maturi” è nota, la sfilza dei giubilati è lì a dimostrarlo, ma se le alternative sono Lazzari e Biondini, anche no, grazie. Gennaio è il momento di cogliere qualsiasi occasione e mixarla con quanto si ha in casa, indipendentemente dall’anagrafe. Prendere o lasciare. Se si lascia, si rischia di pagare salato.
Insomma, per quanto riguarda la prospettiva il Milan sta pensando, per quanto riguarda il presente si sta arrangiando. A gennaio il vitalizio ai veterani per concludere la battaglia, che ora appare ampiamente perduta, a giugno l’ingaggio ai più giovani per iniziarne un’altra, che appare dannatamente lontana.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

