L'anticipo di Galli - Milan, "Metodo Moneyball" e umanizzazione: la possibile soluzione
Dopo poco meno di un mese dall’azzeramento della struttura sportiva (un’eternità nel mondo del calcio), Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic hanno ridisegnato l’assetto societario di A.C. Milan.
Massimo Calvelli sarà l'amministratore delegato. Hendrik Almstadt assumerà il ruolo di direttore sportivo, definito “direttore del player trading”, Bobby Gardiner quello di “direttore football intelligence” e insieme avranno il compito di fare il mercato secondo (lo spero vivamente) le indicazioni del tecnico. Amorim che rivestirà un ruolo con funzioni più vicine a quelle di un manager all’inglese.
Ad essi si aggiungono Donato Lomonte nel ruolo di capo scout, David Castelblanco, consulente finanziario già membro del CdA rossonero, Jovan Kirovski responsabile del Progetto Milan Futuro e, più defilato, Vincenzo Vergine il responsabile del Settore Giovanile. Di fatto un ricollocamento delle professionalità già presenti all’interno dell’ecosistema rossonero. Su tutti aleggia la presenza (anche se assente per ragioni televisive) di Zlatan Ibrahimovic.
Una decisione che, a onor del vero, non mi dispiace sebbene sia riconducibile ad una soluzione di ripiego se consideriamo i rifiuti o i mancati accordi (non di natura economica ma relative allagovernance), con Ralf Rangnick e Markus Krösche. Non lo affermo in relazione alla scelta delle persone, che non conosco e di cui non conosco le competenze, ma in virtù della modalità con cui, a quanto ci è dato di sapere, si dovrebbero svolgere i processi decisionali.
Non sono mai stato a favore dell’ “uomo solo al comando”, del leader che trascini il gruppo, indirizzi e determini i processi. Ho sempre preferito, nelle dinamiche di lavoro, un approccio circolare, basato sul confronto tra le parti per poi arrivare a prendere la decisione finale. Un processo certamente più faticoso ma che considero più completo ed efficace anche se può avere come controindicazione quella di risultare, a volte, troppo lento: questo è il pericolo che andrà scongiurato perchè sappiamo come sia importante agire tempestivamente. Di tempo ne abbiamo già perso abbastanza.
Tutto ciò mi riporta indietro nel tempo. A quando ero responsabile del settore giovanile del club rossonero (dal 2009 al ‘18). In particolare ai momenti dedicati alla formazione delle figure professionali (oltre 70 persone coinvolte). Una modalità di lavoro dialogica, partecipata, volta a rendere tutti interessati al bene comune, al bene del Club.
Proprio in quegli anni, nel 2012, uscì nelle sale cinematografiche il film “Moneyball - L’arte di vincere” (con protagonista Brad Pitt) che metteva in risalto l’importanza dell’utilizzo dei dati in riferimento all’attività di scouting nel baseball. Diverse clip tratte dall’opera di Bennett Miller sono state oggetto delle nostre riflessioni e discussioni.
Nel film, in sintesi, si racconta come l’utilizzo dei datic ominciasse a mettere da parte la figura classica dello scout fondata sull’approccio empirico. Un approccio basato essenzialmente sulle sue capacità di osservazione della prestazione in campo ma anche sulla sua abilità nel raccogliere informazioni, attraverso i propri contatti, che andassero oltre agli aspetti tecnico-tattici-atletici del giocatore.
Nel tempo lo sviluppo dello scouting “modello moneyball” ha preso il sopravvento in modo radicale. Assistiamo pertanto a scelte che dipendono esclusivamente, o quasi, dai dati statistici rilevati sul campo. Manca una valutazione sistemica che porti alla scelta del giocatore tenendo anche conto degli aspetti umani e relazionali che non possono essere separati da quelli tecnici e condizionali perché è la loro reciprocità a determinare la prestazione calcistica.
Queste le valutazioni rispetto al metodo di selezione dei giocatori. Scelto il possibile acquisto sarà poi necessario capire la disponibilità finanziaria che la proprietà metterà a disposizione. Se è vero che a Calvelli sia stato dato potere di firma fino a 10milioni di euro, queste disposizioni costituirebbe un altro fattore di rallentamento delle operazioni di mercato. Con questa cifra non solo sarà difficile trovare giocatori di qualità ma anche prospetti di buon livello.
Per dare un giudizio che non sia un pregiudizio dovremo aspettare di qualche elemento di valutazione in più. In sostanza dovremo avere contezza di quelli che saranno i primi movimenti sul mercato: in entrata e in uscita.
Inutile nasconderlo, per il popolo rossonero, sarà un’altra estate difficile e sofferta. La speranza rimane aggrappata ad Amorim, al peso che il tecnico/manager riuscirà ad avere all’interno della “nuova” struttura tecnica perchè sarà probabilmente l’unico, almeno questa è la mia sensazione, e la mia speranza, che non si affiderà soltanto al “metodo Moneyball”.

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