Via Aldo Rossi-Downtown Manhattan. Come Gene Hackman. Sfogliando Skyscanner. Un verso di Leopardi
Il Cahier des Doléances ha le pagine piene. Arricchite dalle ultime notizie di un week-end, dove l’Apollo di New York ha dato i suoi verdetti, poi interpretati e trasmessi al popolo rossonero. Da domenica dunque il Milan ha il suo “Technical Committee”, composto dal RedBird Partners Chairman, da un Chief Executive Officer, da un Head of Sports & Media, da un Director of Players Trading, da un Director of Football Intelligence, da un Soccer Coach. Senza mai dimenticare una figura rilevante come il Chairman Senior Advisor.
Siamo nel Financial District di Downtown Manhattan? No, nel quartiere Portello di Milano Nord. È un “Technical Committee” che lascia aperti molti punti interrogativi, non tanto sulla qualità delle figure, non mi permetterei mai prima di vederli lavorare, ma sulla reale esperienza calcistica ai più alti livelli. Eccetto ovviamente Ruben Amorim, al quale ci appendiamo come a una picozza su una parete ghiacciata del K2. Anche se siamo preoccupati quando ci chiediamo con chi potrà confrontarsi nei momenti di difficoltà che si presentano sempre nelle fasi della stagione.
Insomma, sono pieno di dubbi, di timori, di domande. Mi ripeto spesso, ricordando un dialogo tra Gene Hackman e Will Smith, nel film “Nemico pubblico”: “Mr Cardinale, lei è il più bravo di tutti o è il più incauto!”. Fondamentale la risposta, perché ne andrebbero delle fortune del nostro Milan, della salute calcistica dei suoi tifosi, del blasone e della dignità di un Club amato e rispettato in tutto il mondo.
Anche se ormai gli appassionati milanisti di una cosa sono già rassegnati: al fatto che non avranno mai nessun contatto mediatico con i vertici del Milan, che parlano attraverso bollettini e con il pensiero unico della comunicazione. Questa è stata la decisione di qualche settimana fa e sarà la strategia fino a quando Gerry Cardinale sarà al timone del Club.
Ecco, non volevo dilungarmi troppo sul quaderno delle tristezze, cercando di trovare qualche spunto di conforto e di ottimismo. È dura, molto dura però. Anche perché il mercato è ancora fermo. Qualche rumor accenna al fatto che, senza cessioni, sia difficile vedere arrivare grandi acquisti. Non ci voglio credere, altrimenti passerei un’estate d’inferno.
Però poi la vecchia passionaccia cancella ogni brutto pensiero. Sono già entrato in Skyscanner, per cercare un volo comodo per Glasgow, dove il Milan sarà impegnato nella prima amichevole della stagione. Non so con quali interpreti, non so a che punto della preparazione, ma sono sicuro che il fascino delle maglie rossonere riempirà Celtic Park. Quando entrerò nel leggendario stadio del Celtic, chiudendo gli occhi, vedrò Rivera rubare un pallone ai biancoverdi, per lanciare, con un tocco morbido come talco, Pierino Prati, che sfugge alla muta di difensori scozzesi per battere il portiere.
Questo è il Milan. Questi i colori che ci accompagnano da una vita. Nessuno potrà distruggere la storia dei grandi trionfi. Nessuno cancellerà il ricordo dei grandi e appassionati presidenti, degli emozionanti interpreti, delle bellissime storie raccontate in 126 anni.
In questo momento, ricco di paure e di incertezze, mi appello agli studi classici e al pensiero di Eraclito, ma soprattutto a un verso della poesia “A Silvia” di Giacomo Leopardi. Oggi è ancora molto criptico, ma quando ne rivelerò il significato, se mai avrò la possibilità di rivelarlo, sarà la fine dei tormenti e uno dei più bei giorni della vita di ogni tifoso del Milan.
“Allor che all’opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente
avevi.”

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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