Cardinale a Parigi per Ramos. Maignan e Rabiot: due motivi. L’ultimo saluto di Max a Baresi

Cardinale a Parigi per Ramos. Maignan e Rabiot: due motivi. L’ultimo saluto di Max a BaresiMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine

Amorim ha il merito di non spargere allarme intorno all’inizio di questa stagione ma sotto sotto deve pensare che le difficoltà immaginate il giorno della firma del contratto si sono moltiplicate invece che assottigliate. Il punto principale è la missione del suo lavoro: gli tocca capovolgere le abitudini più recenti del Milan precedente, quello targato Allegri per capirci. Quello era abituato a scappare all’indietro per costruire il blocco basso che consentisse di limitare i gol da incassare fidando nella cifra tecnica del suo attacco per rimettere in discesa le partite. Impresa riuscita a dispetto della mancanza di un centravanti e attaccanti, da gennaio in poi. Ha bisogno di tempo, molto tempo. E può contare su una sola condizione favorevole rispetto ad Allegri: quel Milan era diviso in due blocchi contrapposti, Furlani (più Ibra) e Moncada contro Tare e Allegri. Questo è un blocco unico grazie al fatto che Cardinale ha preso in mano la gestione del club e garantisce copertura al tecnico. Ma fino a quando?

Nel frattempo il mercato batte la fiacca. È così per tutti, intendiamoci. E lo è soprattutto per questo Milan che ha dovuto mettere in prima linea una serie di collaboratori che erano abituati a stare nelle retrovie e a lavorare con i dati invece che a dialogare con gli addetti ai lavori. Una conferma solenne a tutto ciò è data da un dettaglio a proposito dell’acquisto di Gonçalo Ramos. L’affare è stato concluso personalmente da Gerry Cardinale che è andato a Parigi e ha chiuso la trattativa direttamente con il presidente del club campione d’Europa.

Maignan e Rabiot - Mi permetto di suggerire due chiavi di lettura sul conto dell’atteggiamento molto censurabile di Maignan, il capitano, e di Rabiot. Nel primo caso mi dicono che non sarebbe per niente contento del cambio di preparatore dei portieri passando da quello di Max che è poi andato a Firenze, a quello non conosciuto di Amorim. Nel secondo è documentato che già sul finire della passata stagione, la mamma di Rabiot si è presentata in sede reclamando un ritocco dello stipendio nel caso di raggiungimento della zona Champions. Sarebbero questi due pre-segnali a preoccupare di più rispetto al ritorno in ritardo dalle vacanze post-mondiale.

Il mercato del Milan si è bloccato perché, come moltissimi club italiani, non ci sono richieste per sfoltire la rosa e in particolare per sistemare quei prestiti rientrati all’ovile e che si faranno sentire negli ultimi giorni della fiera per tentare di strappare condizioni molto favorevoli. Se Loftus Cheek non si muove, così Fofana, così Bondo, così Terracciano, così Gimenez anche se sembra che viaggi verso il Porto, come fanno a completare l’organico con acquisti che prevedono cifre consistenti? 

Mi hanno molto colpito le parole spese in Inghilterra da Roberto De Zerbi sul conto di Franco Baresi perché testimoniano un legame che nessun evento lussuoso può pensare di troncare. A Franco Baresi è legato un ricordo particolare di Max Allegri. I due si sono visti per l’ultima volta l’8 aprile di quest’anno, al ritorno dalla sconfitta di Napoli, evento che ha segnato un cambio di rotta del gruppo che ha perso in quella circostanza le speranze di pedinare da vicino l’Inter (che nel frattempo aveva battuto la Roma a San Siro). I due si sono incontrati e salutati a casa Milan il giorno in cui c’è stato il famoso summit operativo durante il quale avvenne lo scontro prima sui programmi e poi sull’idea di calcio, fino a sfiorare quello fisico, tra il tecnico a Ibrahimovic. Da quel giorno il Milan ha cominciato a perdere la Champions.