“Dante” Cardinale e “Virgilio” Galliani. La commedia poco divina dei 4 giorni di vacanza

“Dante” Cardinale e “Virgilio” Galliani. La commedia poco divina dei 4 giorni di vacanzaMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Nel mezzo di cammin di nostra vita
Mi ritrovai per una selva oscura
Che la diritta via era smarrita

Potrebbe cominciare così anche il canto primo dell’“Inferno” di Gerry Cardinale. Mentre Dante Alighieri era stato bloccato da tre fiere, una lonza, un leone e una lupa, l’imprenditore americano si era imbattuto in Sassuolo, Atalanta e Cagliari, che lo hanno respinto lontano dalla Champions League.

Quando Dante però erra spaventato in una foresta buia, si avvede di un’anima che riconosce presto in Virgilio, suo maestro e autore da lui amatissimo, che lo prende per mano e diventa suo compagno di viaggio prima attraverso l’Inferno, poi nel Purgatorio, infine nel luminoso Paradiso Terrestre. Anche Gerry Cardinale ha qualcuno che lo potrebbe aiutare a uscire da una situazione complicata, perché troppo povera di risultati e soddisfazioni.

Or se’ tu quel Galliani e quella fonte
Che spandi di parlar sì largo fiume?”

Gli direbbe incontrandolo a “Casa Milan”.

Fuor di metafora dantesca, io continuo, e continuerò, a insistere sull’importanza di Adriano Galliani nell’organigramma del Milan.

Con il dirigente monzese non sarebbero accadute tutte quelle nefandezze, nelle ultime settimane della scorsa stagione, che hanno portato a un fine campionato disastroso. Avrebbe compattato l’ambiente, evitato le divisioni decisive nella lotta finale per la grande Europa. Massimiliano Allegri sarebbe ancora sulla panchina rossonera. Con Gila, Gonzalo Ramos e magari Goretzka sarebbe stata una squadra certamente da primi posti, senza le incognite di un allenatore nuovo per il campionato italiano.

Con Adriano Galliani, protagonista di una strepitosa “chiamata alle qualificazioni”, nel lontano 2006, quando costrinse i giocatori a interrompere il riposo post Mondiale per l’impegno nei preliminari contro la Stella Rossa, certamente la commedia “4 giorni di vacanza in più”, protagonisti Mike Maignan e Adrien Rabiot, non sarebbe mai andata in scena. Anzi, li avrebbe convinti ad anticipare l’arrivo a Milanello.

Insomma, una figura che, grazie alla sua esperienza e alle sue conoscenze, sarebbe uno splendido aiuto per Gerry Cardinale, troppo solo nell’affrontare gli ostacoli in un mondo difficile e, per lui, del tutto sconosciuto, come quello del calcio italiano. Utile, come detto, al fondatore di RedBird, ma anche a tutti i suoi collaboratori, che avrebbe introdotto nei salotti buoni dell’Europa, dove Galliani è stato ed è uno dei dirigenti più apprezzati e conosciuti. Per concludere, anche una garanzia per tutto l’ambiente milanista, grazie alla sua passione e al suo amore verso quei colori che sono stati suoi compagni per 30 anni.

Io insisto e insisterò, sperando che il padrone del Milan si convinca di una decisione che certamente lo aiuterebbe a uscire da quella selva oscura, che si chiama “consenso dei tifosi rossoneri”.

Si fidi, Gerry “Dante” Cardinale, con “Virgilio” Galliani magari non si raggiungerà presto il “paradiso” di una finale di Champions League, ma si abbandonerebbe presto questo “Inferno”, dove è precipitato, da troppo tempo, il nostro caro Milan!!