Cosa deve fare Cardinale per riavere fiducia? Le spalle di Amorim. Il tunnel RedBird
Giorni fa un gruppo milanista su Facebook, “Noi Milan” con oltre 71.000 follower, ha posto una domanda tutt’altro che provocatoria. L’ho letta piuttosto come un estremo tentativo di aggrapparsi a una speranza, alla provvidenza. Al caso, se volete, ma comunque a qualcosa, perché il mondo rossonero ha una disperata necessità di confidare in un evento straordinario.
La domanda era questa: “Cosa dovrebbe fare Gerry Cardinale per riacquistare la vostra fiducia?”
Era stato reso noto da poco l’organigramma del “comitato strategico”, che di per sé strappa già un sorriso ironico per definizione. Le risposte più inflazionate sono state due: 1) vendere; 2) richiamare Paolo Maldini. Tra le righe, però, c’erano anche riflessioni di qualcuno che non perde la fede, almeno nella provvidenza appunto. Per esempio: 1) una campagna acquisti all’altezza; 2) un centravanti top; 3) una ricucitura del rapporto con i tifosi; 4) una maggiore presenza a Casa Milan. Tutte insieme, però: non basta una sola di queste ipotesi.
Sul mercato, è chiaro che le scelte tecniche primarie siano caricate sulle spalle di Amorim: indicazioni dei profili e qualche nome preciso, oltre al tentativo di conferme importanti. L’elenco è purtroppo sottoposto alle forche caudine del budget, degli algoritmi e dei data base, quindi anche qui bisogna pregare e sperare. Sulle conferme sarà indispensabile capire le reali intenzioni e opportunità di Maignan, Rabiot, Pulisic e Leao, per citare i casi più complessi. Se qualcuno ha offerte e/o non crede nel nuovo corso, meglio che vada. Ricordando però di trovare sostituti all’altezza per non ripetere i lunghi, incolmabili, insopportabili vuoti seguiti a Giroud, Hernandez, Kessie, il turco, Tonali…
Il rapporto con i tifosi andrebbe gestito da un piccolo team dedicato, che consideri questa mansione una risorsa vitale e non un fastidioso obbligo. Infine, augurerei la presenza costante di Cardinale in sede anche solo per preservare chi ci lavora da licenziamenti in tronco, litigi in corridoio e sulle scale, faide interne ingestibili e deleterie.
“Noi Milan” ha pubblicato anche un encomiabile, ma anacronistico post: “Basta polemiche, diamogli fiducia” che appare - stavolta sì - avulso dalla realtà dei fatti e dall’oggettività dei risultati. Si invocano l’unità e la pazienza nel giudicare il nuovo corso. Abbastanza sconcertante. Mi pare non si tenga conto di quanto stia accadendo al Milan da 4 anni, soprattutto in questi ultimi 4 mesi in cui il tonfo della catastrofe ha assordato il calcio italiano.
Rileggendo questo articolo prima di consegnarlo alla redazione dí MilanNews, ho avvertito la netta sensazione che ai milanisti e ad Amorim serviranno soprattutto fortuna ed energia positiva, al momento assai lontane dal tunnel in cui RedBird ha cacciato questo club.

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