Le piccole non esistono. E nemmeno Gigio e il Bologna.

12.03.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Le piccole non esistono.  E nemmeno Gigio e il Bologna.
MilanNews.it

Adesso il Milan deve imparare a giocare anche con le piccole...quante volte ce lo siamo sentiti dire questa settimana. Direi che fra i tanti problemi, pericoli e avversari che ci aspettano ai crocicchi delle strade di qui a fine maggio, meglio non crearsene da soli di nuovi. Insomma, le piccole non esistono: l'Udinese che pareggia contro Juventus, Atalanta e Lazio non è una piccola, l'Empoli che batte Napoli e Juventus e che costringe ai supplementari l'Inter in coppa Italia non è una piccola, come non lo è il Sassuolo che le ha messe in fila tutte e tre, prima la Juve, poi noi, quindi l'Inter. Non esistono le piccole, ma esistono le caratteristiche. E il Milan e più forte e da il meglio di sè quando gioca a testuggine, rispetto a quando deve giocare a martello. Non esistono squadre per tutte le stagioni e non esistono i giovani che staccano la spina. Esiste il fatto che le partite tattiche, intense e cerebrali sono il nostro pane. Lo sono meno le partite in cui devi buttare giù a spallate il muro difensivo avversario. L'Empoli per la verità è un po' a metà fra queste due situazioni, perchè ti propone problemi tattici e tecnici, non soltanto di situazioni e di episodi. Come se ne esce allora? Con il cinismo, quello dell'andata col Venezia, quello dell'andata di Spezia, quello sempre dell'andata con il Torino. Il cinismo quello vero, quello palmo a palmo, quello su tutte le zone del terreno di gioco. Che sia allora un sabato sera il più cinico possibile.

Non riusciremo mai a capire perchè, pur avendo avuto a disposizione un uomo di enorme umanità come Sinisa Mihajlovic, una roccia sportiva come Rino Gattuso e un monumento esemplare come Paolo Maldini, Gigio Donnarumma abbia scelto come suo nume tutelare e come suo mentore Gigi Buffon, la cui storia è sempre stata alternativa a quella rossonera. Dura da comprendere, ma una realtà ormai da accettare. E che ci fa capire che non era cosa con noi, che non era destino. Se il suo orizzonte è Buffon, è normale che Gigio abbia voluto andare via da casa, forse proprio perchè non la viveva e non la sentiva come tale. Non mi ha fatto minimamente piacere il suo errore al Bernabeu. E in ogni caso gli sarà utile, perchè crescere non significa andare a cercare la facile vittoria fra i globetrotter, ma per l'appunto crescere. E gli sarà molto più utile umanamente rialzarsi dall'esperienza del Bernabeu che tutto quello che ha vissuto fino ad oggi, da quando è uscito da Milanello per l'ultima volta. Lodevole anche che Buffon abbia levato la sua voce in sua difesa, proprio nel momento in cui nessuno lo ha fatto. Non so se Gigio se ne sia in qualche modo accorto ma la scelta del club ricco e potente al posto del club storico che si sta ricostruendo con passione e buon senso, ha svuotato la platea dei suoi possibili difensori. E' praticamente solo, ma è anche così che ci si fa la scorza e si cresce. Avevo messo nel titolo Bologna, volevo spiegarvi perchè non bisogna inseguire tutte le Bologna-Inter che abbiamo vissuto (ricordo un Lazio-Udinese) e che viviamo con molte squadre e in molte situazioni dal 2018 ad oggi, ma scrivendo di Gigio mi sono accorto che è un tema quello del recupero che non riesce ad appassionarmi. E che, soprattutto, non vi deve distrarre.