Leao fuori, ma perché? Giampaolo resta in bilico. Cambiarlo solo se...

Leao fuori, ma perché? Giampaolo resta in bilico. Cambiarlo solo se...MilanNews.it
domenica 6 ottobre 2019, 00:00Editoriale
di Andrea Longoni

Quando ho appreso dell'esclusione di Leao non ci volevo credere, non riuscivo proprio a crederci e come me tutto il popolo rossonero. Credo sia stato il sigillo definitivo della totale confusione di Giampaolo. Il portoghese è stato l'unico raggio di sole nel buio delle ultime partite: escluderlo ha avuto dell'incomprensibile, ancora di più dopo aver visto il primo tempo di Piatek. Leao quando è entrato, con Paquetà, ha cambiato ancora una volta la partita. Anche l'ennesima esclusione del brasiliano è un altro capo d'accusa all'allenatore che non può passare in cavalleria.



Bene i 3 punti, ma la prestazione ha lasciato ancora una volta tante perplessità. Primo tempo regalato e troppa sofferenza con un uomo in più e poi nel finale. Non so se questa vittoria basterà a salvare la panchina di Giampaolo.
Su di lui (oggi non si può dire altrimenti) si è sbagliata la Società e chi, come il sottoscritto, riteneva che alla squadra dell'anno scorso bastasse aggiungere qualche innesto e un allenatore più esperto di Gattuso per raggiungere l'obiettivo Champions League. E ora che fare? Cambiare allenatore può dare la scossa all'ambiente, ma serve un'alternativa valida. Un traghettatore o un tecnico che possa aprire un nuovo progetto pluriennale? Personalmente ritengo che dopo tanti anni di scelte sbagliate in panchina (l'ultimo all'altezza è stato Allegri), sia necessario affidarsi a una certezza. Tra i papabili c'è solo un nome, quello di Luciano Spalletti. L'ex tecnico dell'Inter è solito raggiungere gli obiettivi con le sue squadre, che fa rendere sempre almeno per quello che valgono (di questi tempi per il Milan sarebbe un successone). Gli altri nomi che sono circolati rappresentano punti di domanda e il club non se li può davvero più permettere. I 4 milioni e mezzo di ingaggio del toscano non devono rappresentare un problema se ti chiami Milan (cifra che si potrebbe rivedere al ribasso con una buonuscita dai cugini nerazzurri). Il tecnico ha fatto sapere di non essere intenzionato a rientrare, ma è doveroso provare a convincerlo, se si vuole cambiare. La Proprietà deve rispettare la storia di questo club e i suoi tifosi: se serve uno sforzo, va fatto. Senza se e senza ma: qui c'è di mezzo il Milan.
Altrimenti, se non c'è l'alternativa valida, continuare con Giampaolo fino alla fine: fare tutti (nessuno escluso) quadrato attorno al tecnico e sperare che le due settimane di pausa lo aiuteranno a capirci qualcosa di più di questa squadra.