Meno Robinho e più Balotelli per il terzo posto

Meno Robinho e più Balotelli per il terzo postoMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
venerdì 26 aprile 2013, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Dopo una striscia inattesa e sorprendente di risultati positivi, dopo una serie di sorpassi che l’ha riportato dalla coda alla testa, il Milan si è arenato non appena giunto a contatto con alcuni dei bolidi in pista. Quel 2-2 di Firenze ha finito col pesare oltre modo sulle certezze della squadra, il che purtroppo sottintende una spiccata mancanza di personalità. Non c’è in campo un numero sufficiente di leader che indirizzino la squadra nella gestione di un risultato e nel superamento di alcune difficoltà che si possono creare nel corso dei 90’. Le ripercussioni contro Napoli e Juve si sono viste soprattutto per questi aspetti, costando almeno altri 3 punti dopo i 2 persi a Firenze. A fare il resto ha provveduto la riesumazione di Robinho, unita all’improvviso cambio di formazione che ha portato persino alla panchina di El Shaarawy. Che il Faraone sia in riserva, lo si vede senza vedergli i led sul cruscotto. Che anche in queste condizioni sia meglio di chi lo ha sostituito, è altrettanto tangibile. Peraltro la crescita di rendimento di Boateng si è improvvisamente arrestata, quella di Muntari non è mai cresciuta, gli acciacchi di Pazzini, Ambrosini e Abbiati hanno completato il quadro insieme con la squalifica di Balotelli proprio nelle 2 partite più delicate nel finale di stagione.

Ora però è inutile scalpellare una statua rimodellata con pazienza e senza più materiale di prima scelta. Bisogna completare un’opera di sorprendente bellezza, che a ottobre sembrava soltanto un nanetto da giardino, riparando i danni di queste ultime 3 settimane. Non è pensabile, dopo un 1° posto buttato nel water un anno fa, buttare il 3° quest’anno. Per certi versi sarebbe persino più grave. Il tifoso e probabilmente i giocatori, non fanno la somma dei punti delle ultime 2, 3, 10, 20 stagioni: guardano ai risultati di ieri, oggi e aspettano quello di domani. Guardano ai trofei. Perché così sono abituati dal Milan. I risultati di questa stagione non possono illudere nessuno sulle necessità di mercato: servono almeno 3 titolari e 2 validi rinforzi, tra difesa e centrocampo. E va rivista qualche scelta in attacco.

Ora però, appunto, va riposto il martello e riprese in mano calce e cazzuola. Il calendario non è tremendo e comunque non è peggio di quello della Fiorentina. Se un club pretende di entrare in Champions, non può obiettivamente temere Catania, Torino, Pescara e Siena e deve ritenere un vantaggio affrontare la Roma a San Siro. Se non raccogli i punti necessari a difendere il lavoro di 9 mesi e un piazzamento inatteso, sorprendente e meritato, contro questi 5 avversari, è inutile che tu possa pensare di andare a competere in Europa. Quindi la corsa non è poi così aperta, perché comunque il Milan è davanti, perché le tappe non sono insormontabili e perché si spera che qualche giocatore cresca e qualche altro esca.