Milan-Maldini, la storia finisce male. Donnarumma, niente scherzi Mino…
Cala il sipario sulla storia tra Paolo Maldini e il Milan. Tra veleni, richieste e pretese l’ex bandiera rossonera ha detto no all’offerta della dirigenza cinese per ricoprire il ruolo di direttore tecnico. Una decisione che lascia l’amaro in bocca a tutti: ai tifosi, alla nuova proprietà e allo stesso Maldini, da questa vicenda escono tutti sconfitti. Il comunicato di Paolo è veramente pesate e va ad evidenziare ancora una volta dei punti oscuri. Oltre alla questione economica, anche su quella del ruolo bisogna fare chiarezza. Il problema principale di tutta la vicenda, secondo Paolo, resta il tema delle decisioni. Lui vorrebbe l’ultima parola sulle scelte di carattere sportivo, perché se mette la faccia vorrebbe essere responsabile fino in fondo, vorrebbe prendere decisioni sui giocatori e non sottostare alle scelte degli altri nel caso di pareri opposti. Da qui l’accusa di un “team di lavoro” non vincente, ovviamente il riferimento è al rapporto collaborativo con Fassone e Mirabelli che non sarebbe sbocciato perché su posizioni diverse.
A Maldini inoltre non è andata giù la decisione del club di scegliere prima Mirabelli e poi essere stato contattato successivamente e su questa scelta probabilmente ha ragione. Se il Milan davvero lo voleva, Paolo doveva essere preso in considerazione sin da subito e non con l’organigramma già deciso. Da parte di Maldini si può rimproverare solo una cosa, per amore dei colori rossoneri avrebbe potuto inserirsi ugualmente in dirigenza come Dt e poi man mano crescere insieme a tutta la proprietà, iniziare con un ruolo importante (perché fare il Dt non è cosa da poco) e perfezionarsi col tempo. Ma Maldini è Maldini, ha un carattere forte, uomo orgoglioso, una persona che probabilmente non ha vie di mezzo, per accettare l’offerta dei cinesi doveva essere convinto al 100%. Così non è stato, ed è un vero peccato perché dopo tanti anni era arrivata la grande chance per il ricongiungimento con la sua tifoseria.
Il rifiuto di Maldini ha ha creato un vuoto in dirigenza ma sembra proprio che ora non sia una priorità andare a prendere un ex milanista da portare dietro la scrivania. Fassone lunedì prossimo volerà in Cina per una serie di incontri con i dirigenti della Sino-Europe e per il momento l'idea della bandiera è stata accantonata. Ora tutte le energie saranno incanalate verso il closing, la cui data dovrebbe cadere verso metà novembre.
Le frasi pronunciate da Mino Raiola sul rinnovo di Gianluigi Donnarumma non lasciano del tutto sereni. Quando si parla troppo di un giocatore che appartiene alla sua scuderia, succede quasi sempre che arriva un trasferimento in un altro club. Il Milan ha scovato, cresciuto e lanciato nel calcio che conta il portiere campano e spera di tenerselo a Milanello per almeno altri 15 anni. Il lavoro di Raiola è ovviamente quello di fare gli interessi economici dei suoi assistiti e per questo in vista del prossimo rinnovo vorrebbe ottenere il massimo per Gigio. Dal punto di vista economico è giusto che Donnarumma abbia il suo importante adeguamento oltre al prolungamento contrattuale, soprattutto il Milan deve fare di tutto per blindarlo perché dal prossimo mercato arriveranno sicuramente le big d’Europa. Gigio è stato già uomo mercato nella scorsa estate, quando le più grandi squadre hanno iniziato a fare i primi sondaggi con Galliani ma con lo stesso Raiola. Donnarumma è un patrimonio del Milan e va gelosamente custodito, non va lasciato spazio a dubbi. E’ normale che se dovesse arrivare una super offerta da 70 milioni da una società straniera il Milan potrebbe rifletterci, sarebbe anche legittimo, ma le voci che circolano nelle ultime ore non fanno assolutamente piacere ai milanisti. Si parla della Juve insistentemente, di Gigio come erede di Buffon tra qualche anno, e questo dovrà essere escluso senza fronzoli. Sarebbe l’ennesima doccia fredda per la tifoseria, oltre ad un altro segnale di debolezza nei confronti di una rivale che negli ultimi anni sta dominando in Italia. Donnarumma deve essere blindato al più presto e non dovrà nascere nessun discorso con la Juve, nemmeno se il suo agente dovesse ricevere offerte da Marotta.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

