Milan, segnali positivi
Segnali positivi nonostante la sconfitta. Il Milan, nel Trofeo Berlusconi, perde dopo i calci di rigore contro la Juventus pur disputando una buona partita. I progressi ci sono anche se non tutto funziona alla perfezione. Certo mancavano Pato, Nesta e Zambrotta, tre pedine di primo piano ciononostante il Milan esce dalla contesa addirittura meglio dei bianconeri. Il 30,57% di possesso palla contro il 24,19% della Juve è una testimonianza delle bontà della manovra milanista. Quindi per quanto concerne il gioco i rossoneri hanno avuto una prevalenza che induce all'ottimismo. Soprattutto in prospettiva. Bene Ronaldinho. Il resto del gruppo è già su buoni standard. Il problema è la sterilità dell'attacco. Nelle 7 partite amichevoli disputate il Milan ha realizzato 3 reti (Borriello contro il Lione, Pato contro l'Arsenal e Ronaldinho contro la Juve nel Trofeo Tim). L'altra faccia della medaglia, quella positiva, è data dal fatto che, a parte la sconfitta iniziale col Varese (2 a 0), nelle successive 6 partite la difesa ha subito soltanto 3 reti. A San Siro contro Del Piero e compagni il Milan ha effettuato complessivamente 5 tiri nello specchio (1 nel primo tempo 4 nella ripresa) e 3 fuori (2 nel primo tempo e 1 nel secondo). La Juve, pur subendo per lunghi tratti i rossoneri, ha uno score di 11 conclusioni a rete (5 nello specchio e 6 fuori). La manovra è ancora lenta e le punte, o meglio la punta, viene servita poco e male. Non a caso Borriello e poi Inzaghi si sono visti poco in zona gol. D'altronde fino a quanto Ronaldinho si limita a fornire assist e cross e a concludere a rete soltanto su punizione viene meno una bocca da fuoco molto importante, Se poi Oduamadi, sostituto dell'acciaccato Pato, sbaglia almeno un paio di clamorose occasioni è chiaro che andare a bersaglio diventa un'impresa..
Ci hanno provato dalla lunga e media distanza Seedorf e Flamini. Le bordate dell'olandese però difettavano di millimetrica precisione per cui si sono perse a fondo campo di un niente. Mentre Flamini ha trovato sulla sua strada un Manninger in gran spolvero. I termini di paragone danno fastidio ma sono inevitabili. Inter e Roma nella Supercoppa italiana sembrano avere una marcia in più. Non siamo ancora a quei livelli. E' anche vero che le assenze possono aver influito non poco. Con Pato magari ci sarebbe stata una superiore incisività. C'è tempo per crescere soprattutto se, come tutti noi speriamo, dalla Spagna arriveranno buone notizie. Non facciamo inutili voli pindarici, restiamo, quindi con i piedi ben piantati per terra vivendo alla giornata. Di sicuro qualche ritocco di qualità non guasterebbe tenuto conto che la concorrenza è aumentata. Il Palermo, ad esempio sta spopolando. Intanto sfatiamo radicato convincimento: il Milan non è la squadra più vecchia del campionato. Una recente classifica, stilata da un noto quotidiano sportivo, basata sull'età media delle formazioni tipo ha stabilito che la squadra più giovane è la Juventus con 25,54 anni. Seguono il Genoa (25,63) e Palermo (25,72). Quartultima la Roma (29,09) poi il Milan (29,18) quindi il Chievo con 29,36 e fanalino di coda l'Inter con 29,90.

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