Nessuno crede nel Milan: e voi? Calahnoglu, dormite sereni. Covid e VAR, pasticci all'italiana. Bello rivedere Braida

13.11.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Nessuno crede nel Milan: e voi? Calahnoglu, dormite sereni. Covid e VAR, pasticci all'italiana. Bello rivedere Braida

Gli elogi sono molti, qualcuno forse sincero. In generale però la sensazione è che nel Milan ci credano davvero in pochi, a partire da qualche tifoso incrollabilmente scettico: giudicare una squadra professionistica che non perde per 10 mesi e che segna almeno 2 gol a partita soltanto in funzione degli stravolgimenti causati dal Covid, mi sembra un po' riduttivo. E' certo, sono d'accordo con Antonio Conte, che il fattore casa-trasferta si sia annullato: gli stadi vuoti incidono, vedi il Villarreal e il Leicester ai vertici di Liga e Premier e, perché no, il Milan in Italia. Ma minimizzare le momentanee (forse durature) crisi strutturali di Real Madrid e Barcellona, Inter e Juventus, Tottenham e City e l'iniziale singhiozzo del Liverpool, non è obiettivo. Può certamente darsi che questi grandi club si riprendano, che queste grandi squadre rimontino, però i rossoneri sono un fenomeno a parte costruito con intelligenza tecnica, con buonissime componenti tattiche e psicologiche, con il risultato di avere un gruppo solido in campo e saldo nello spirito. Penso che siano i primi loro a doverci credere, nei numeri da scudetto e da podio: i giocatori di Pioli. La fame, l'autostima e la determinazione possono fare miracoli in questa epoca stravolta. 

Ho sempre creduto nelle energie, nel karma, nelle influenze: la forza di attrazione esercitata dalla luna è maggiore sulle particelle liquide che su quelle solide, è per questo motivo che si verificano le maree. Il livello dei mari e degli oceani tende a salire quando la luna si trova più vicina alla terra e al contrario scende quando questa è più lontana, quindi dal lato opposto. I flussi energetici esistono: sarebbe bello che quelli dei tifosi rossoneri si convogliassero tutti nell'ottimismo e nella fiducia, anche se non possono farsi sentire dagli spalti, viverla all'esterno galvanizza comunque l'ambiente. Bisogna pensare positivo, non accontentarsi. Chi ha vissuto lo scudetto di Zaccheroni nel 1999 sa di cosa parlo. Comunque vada, resto convinto che in questa stagione i rossoneri perderanno poche partite: la loro rabbia e la fame già viste prima e confermate contro il Verona, quando a un certo punto il parziale nelle utlime 2 ore di gioco era 0-5 tra Lilla e giallobù, mi confortano. 

Per raggiungere traguardi impensabili o insperati, c'è bisogno naturalmente dei giocatori migliori al massimo della loro condizione. Da 10 mesi Calahnoglu è determinante, un pilastro anche se nelle ultime uscite è apparso un filo involuto. Sul tavolo c'è il suo rinnovo contrattuale: normale che voglia monetizzare, normale che il Milan voglia rispettare la linea guida che si è imposta la proprietà e che viene rispettata dalla dirigenza, anche in termini etici. Qui sta nascendo qualcosa di importante con i colori, il marchio e una bandiera tra le più vincenti e famose del mondo. Chi vuole rimanere, come Donnarumma e Ibrahimovic, la soluzione la trova. Se Calah vuole, si troverà anche nel suo caso. Altrimenti, dormiremo comunque sereni: la storia del Milan andrà avanti. Cambiano i protagonisti, ciclicamente, non cambia il karma di un club vincente.

Non vi sono dubbi che contro Udinese e Lilla, Romagnoli abbia commesso due errori nell'affrontare gli avversari in area, ma i rigori che ne sono scaturiti sono stati gravemente generosi. In Europa League il VAR non c'è e quindi amen, ma in campionato il VAR (vedi Milan-Verona...) esiste eccome. Come il coronavirus. La differenza è che in tutti gli altri Paese dove questo strumento esiste, le polemiche si sono praticamente azzerate perché gli arbitri in Inghilterra, Spagna, Germania e Francia non sono primedonne, ma silenziosi camerieri del pallone. Da noi sono protagonisti arroganti e presuntuosi che decidono le partite a seconda del loro umore. Quanto al COVID, esiste in tutto il mondo e l'Italia è stata indicata come il Paese che prima e meglio l'ha affrontata e contrastata, a caro prezzo. Oggi, per colpa dei furbi e dei pasticcioni del pallone, agli occhi degli altri siamo tornati quelli con la natura da mariuoli. I protocolli del VAR e del virus esistono nel calcio, molto chiari e semplici: basterebbe rispettarli per non finire di nuovo additati come i soliti italiani. Come basterebbe rispettare molte semplicissime regole di vita per evitare di essere mariuoli e pasticcioni.

Concludo con un saluto ad Ariedo Braida: in un’epoca in cui gli over 65 sono solo una statistica o un dato da elaborare, la Cremonese si affida alla sua esperienza e alla sua professionalità per crescere. Lo saluto con un abbraccio affettuoso, certo che farà bene.