Personalità e cinismo, la ricetta per l'impresa

Personalità e cinismo, la ricetta per l'impresaMilanNews.it
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martedì 9 marzo 2010, 00:00Editoriale
di Andrea Distaso

Ripartire dalla prestazione nella trasferta di Roma, soprattutto quella dei secondi 45 minuti, per coltivare un sogno che per i più ha assunto i contorni della chimera: trionfare a Manchester.
Ribadire, con la personalità marchio di fabbrica di questa società in ambito europeo e non, la consapevolezza di poter imporre il proprio gioco su qualsiasi campo. Il piglio dimostrato nell'uscita di sabato offre diversi spunti positivi in ottica del tentativo di rimontare il 2-3 di San Siro, con indicazioni particolarmente interessanti anche sul fronte tattico.



Ronaldinho + Borriello + Huntelaar, questa la formula per scardinare il muro difensivo dei Red Devils, con un Pato in più a guastare il sonno di quell'Alex Ferguson che intravede nel Papero l'uomo capace di scombinare tutti i piani e di fungere da variabile impazzita in una partita in cui la percentuale di errore dovrà rasentare lo 0.
In attesa di capire se per il fenomeno brasiliano sarà solo panchina o se si prospetta una clamorosa partenza dall'inizio gara, resta la sensazione che l'utilizzo del doppio centravanti rappresenti un'ottima alternativa al tridente classico. Che, privato delle devastanti accelerazioni del numero 7 rossonero, è apparso del tutto inefficace quando al suo posto sono stati schierati Beckham piuttosto che Mancini.
Al di là dell'evidente mancanza di precisione sottoporta, Borriello e Huntelaar hanno mostrato segnali di un'intesa che potrebbe esplodere nella notte dell'Old Trafford se innescati a dovere dai traversoni dalle fasce che dovranno piovere copiosamente. E in tal senso non è da escludere l'utilizzo del grande ex di turno nella sua posizione naturale, in un un 4-2-4 iper-offensivo che prevederebbe la presenza di Dinho sull'altra corsia ed un aiuto costante da Bonera ed Antonini che dovrebbero essere ripresentati come terzini titolari.
Tenere impegnati i centrali della traballante retroguardia inglese e creare i presupposti per puntare sistematicamente all'uno contro uno nel tentativo di sfondare sugli esterni: così il Manchester può e deve essere colpito.
E attenzione a Clarence Seedorf. Il campione olandese, l'uomo che col suo magnifico colpo di tacco nel match d'andata mantiene in corsa il Diavolo per il passaggio ai quarti di finale di Champions, è il vero convocato contro ogni pronostico. Così come è avvenuto tre settimane fa, a fronte di una condizione atletica che non può essere ottimale, potrebbe diventare un ulteriore asso nella manica di Leonardo, da inserire in corso d'opera ed in grado di risultare ugualmente decisivo come testimoniano le parole prinunciate da più parti nel ritiro dello United.

Questi i nomi di alcuni dei possibili protagonisti, degli attori di una recita che può diventare impresa e consegnare alla leggenda questo gruppo di ragazzi e proiettarlo verso una “mission impossible” di nome Madrid.
Ma ciò che più conterà in quello che, non a caso, è soprannominato “The theatre of dreams” sarà lo spirito, la voglia di stupire, di entuasiasmarsi e di entuasiasmare. Di regalare al popolo milanista qualcosa che autorizzerebbe anche i più scettici ad immaginare un finale di stagione da vivere fino in fondo.