Primi meritatamente: le cornacchie e i gufi guardino in casa loro. Mercato: corsa a due per il vice Theo. Meite trequartista, esperimento bocciato

25.01.2021 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Primi meritatamente: le cornacchie e i gufi guardino in casa loro. Mercato: corsa a due per il vice Theo. Meite trequartista, esperimento bocciato

Quarantatré punti. 43 punti. Giusto ribadirlo sia a lettere sia a numeri. Il Milan ha ottenuto 43 punti nel solo girone d’andata. Una cosa che non succedeva da anni, quella di girare in vetta al campionato con merito nonostante una sconfitta, quella contro l’Atalanta, altrettanto meritata. Ma i rossoneri guidati da Stefano Pioli hanno dimostrato che quanto fatto fino ad ora è tutto, ma proprio tutto, meritato. Perché se i tifosi delle altre squadre hanno iniziato a fare la conta dei rigori, dei presunti favori e si sono riuniti nel coro delle cornacchie urlatrici alla ricerca di scandali pro-Milan, si sono volutamente dimenticati di come i rossoneri non hanno mai avuto a disposizione tutta la rosa al completo. E nonostante tutto, sono riusciti a sopperire – finché hanno potuto – alle assenze. Il ko rimediato contro la squadra di Gasperini, vero e proprio spauracchio per il Milan, non deve in nessun modo gettare nello sconforto l’ambiente, a tutte le sue latitudini. Le abbiamo prese? Si e anche forti. Abbiamo giocato male? Si, parecchio. Pioli ha commesso il primo errore importante, in fase di scelte di formazione, della stagione? Sì. Ma esattamente come dopo Milan-Lille 0-3, si deve ripartire a testa bassa, lavorare ancora più duramente e rimettere in pista grinta, cattiveria e umiltà. Perché, ad oggi, questa squadra non si può ancora permettere peccati di presunzione. Pur essendo forte, deve continuare a giocare sempre e comunque con il sangue agli occhi. Con la Dea è mancato qualcosa, sia a livello tecnico-fisico, sia sotto l’aspetto mentale. Ma questi tre schiaffoni sapranno tenere svegli tutti anche perché non c’è troppo tempo per leccarsi le ferite. Domani c’è LA partita per eccellenza: il derby.

Inutile girarci attorno: serve giocarla con i titolari. Senza se e senza ma. È una gara secca, che ti permette di accedere alle semifinali contro la rivale per antonomasia (con tutto il rispetto per chi considera la Juventus il primo nemico sportivo, ma per me non è così). Pioli dovrà correggere immediatamente gli errori fatti con l’Atalanta, a partire dall’impostazione della partita. Errata quella contro i bergamaschi, con la squadra volta a saltare troppo spesso il centrocampo con lanci lunghi verso un Ibrahimovic che è stato annullato da Romero e mal sopportato da chi gli doveva garantire un aiuto. Meite trequartista non funziona e si è visto come la trequarti abbia avuto maggior vivacità con l’inserimento di Brahim Diaz. A destra tornerà Saelemaekers al posto dell’evanescente Castillejo mentre Leao dovrebbe essere ancora favorito su Rebic, nonostante la brutta prova di sabato sera. Anche dietro squadra praticamente titolare con Kjaer-Romagnoli coppia difensiva, Theo a sinistra e unico ballottaggio tra Calabria e Dalot a destra con in porta Tatarusanu stante la squalifica di Gigio Donnarumma dopo l’espulsione rimediata contro il Torino grazie alla fiscalità (non quella spagnola) di Valeri.

I prossimi giorni, poi, saranno ancora vivi per il mercato. Massara ci ha abituato alle bugie bianche in pubblico, fa parte del suo ruolo, ma il Milan proverà a prendere un terzino sinistro. Il cerchio dei nomi si è stretto a Vina del Palmeiras (più fattibile) e Nuno Mendes dello Sporting Lisbona. Poi sarà solo campo, con un solo vero obiettivo: stare uniti da qui a fine stagione, per tornare in Champions e, perché no, provarci davvero per il titolo.