Scudetto: Napoli decisiva solo per il Milan, si parte alla pari. Infortuni: troppo tardi per prendersela con le Nazionali. Elliott, gli scoop e le scatole cinesi

20.11.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Scudetto: Napoli decisiva solo per il Milan, si parte alla pari. Infortuni: troppo tardi per prendersela con le Nazionali. Elliott, gli scoop e le scatole cinesi

Il campionato è falsato. Le coppe sono falsate, La nostra vita quotidiana è falsata. Il ritornello è sterile, è un esercizio vacuo per affrontare una situazione che da febbraio non è più la stessa in tutto il mondo, ad ogni latitudine, in ogni momento delle nostre giornate. Chiuse e solitarie. Il calcio ha la fortuna di poter proseguire la sua attività, con limiti e protocolli che non lo differenziano da qualsiasi altra azienda tra le poche aperte, casomai ne privilegiano opportunità e accessi. 

Dunque pensare che Leicester e Southampton siano ai vertici del calcio inglese, come il Villarreal e la Real Sociedad in Spagna o come Milan e Sassuolo in Italia, solo perché gli stadi sono vuoti e "questo non è calcio", è francamente riduttivo e mistifica problemi strutturali seri di Real Madrid e Barcellona, i due Manchester e l'Arsenal o lo stesso ondivago Tottenham, l'Inter e la Juventus. Chi sta davanti ha più meriti, e basta. In questa epoca, con questi problemi e in queste condizioni che, nella loro precarietà, sono uguali per tutti in uno spietato random da roulette russa. Dove la fortuna conta, ma sempre un pizzico meno della forza e dell'abilità. 

Il Napoli, per esempio, arriva allo scontro diretto con il Milan (da vertice, 30 anni dopo...) in condizioni apparentemente svantaggiate rispetto ai rossoneri, ma chi ha stabilito che sia più grave l'assenza di un centravanti - Osimhen - che ha segnato 1 gol in 2 mesi e verrà sostituito dal miglior realizzatore della storia partenopea (Mertens), rispetto all'allenatore e del suo vice della squadra avversaria? Non nascondiamo che altre precarietà e assenze potrebbero condizionare la partita del San Paolo, inizialmente, ma Gattuso conosce meglio di chiunque altro pregi e difetti, virtù e debolezze della banda di Pioli e dunque si parte in perfetta parità. In una sfida probabilmente decisiva solo per il Milan: vincendola, potrebbe annunciare a tutti ufficialmente di candidarsi per lo scudetto. Comunque, di non essere più liquidata come meteora. Finalmente. Il Milan ha acquisito certezze e convinzioni, in questi mesi, che gli hanno permesso di affrontare con determinazione e risolvere fruttuosamente 19 partite di campionato consecutive, un girone intero. Per laurearsi ha però bisogno di ammaliare tutte le giurie, perché fino ad oggi questa lunga, straordinaria serie ha prodotto solo applausi e un buon piazzamento parziale in serie A e in Europa League. Il cammino sarà ancora lungo dopo Napoli, ma affrontarlo con un vantaggio più robusto e un'altra impresa nel carniere, darà allo spogliatoio la definitiva sensazione (da coltivare fino in fondo) che qualcosa di grande e inimmaginabile si possa fare. Credendoci.

Anche Leao si è infortunato in Nazionale e sappiamo bene quanto ultimamente sia diventato decisivo, in assenza di Rebic o in corsa. Inutile prendersela con le amichevoli e le competizioni dell'Uefa e delle altre federazioni continentali, ormai è troppo tardi. Quando sono stati stilati i calendari, nessuno (o meglio, pochissimi) hanno opposto resistenza: il calcio va avanti e devono andare avanti anche le Nazionali, che hanno i loro impegni e le loro necessità. Dovevano pensarci tutti prima. 

In questi anni mi sono chiesto spesso quali fossero esattamente gli interessi dell’avvocato americano Joe Tacopina nel guidare le cordate prima al Venezia poi al Bologna, e di quale fascino il Bologna stesso abbia esercitato su Joey Saputo che ha creato un impero, ma in Canada. Stessa domanda per Pallotta alla Roma 9 anni fa, da Boston. E chissà mai quale passione abbia portato nella Capitale il suo successore Dan Friedkin, uno degli uomini più ricchi d’America, già sapendo che la chimera dello stadio nuovo a Roma è, appunto, irrealizzabile. E non risulta che nessuno di questi magnati fosse tifoso dei club che ha comprato, tantomeno Thoir prima e Suning dopo, nonostante la popolarità straripante dei nerazzurri in Oriente grazie a Nicola Ventola e alla sua famosissima, datata moglie: Kartika. Qualcosa di diverso nell’acquisto della Fiorentina da parte di Rocco Commisso, yes ok from Broccolino? No, niente di diverso, perché i club di calcio italiani senza stadi di proprietà - salvo 2 o 3 eccezioni - sono scatole vuote. 

In quelle scatole, però, possono essere trasportati soldi. Fiumi di soldi. Da una parte all’altra dei continenti. Fintanto che nulla di illecito viene fatto e niente di illecito trapela, fin tanto che ognuno è libero di tenersi i suoi dubbi e le sue perplessità, si può andare avanti. Se c'è però un club dove il misterioso proprietario ha un interesse e una finalità acclarate, essendo un Fondo di investimento mondiale, è il Milan perché la strada tracciata da Elliott e dai suoi proprietari è ovviamente chiara dal primo momento: far crescere squadra e brand per guadagnare e poi rivendere. Eppure sono le uniche scatole vuote in cui ogni tanto qualcuno si prende la briga di andare a ficcare il naso, per scoprire regolarmente il nulla. Per scoperchiare pentole anch'esse vuote. Non ce l'hanno con la famiglia Singer né con Elliott, statene certi: il fatto è che i 30 anni di Presidenza del Milan da parte di Berlusconi hanno infastidito forse anche più dei suoi 9 anni di Presidenza del consiglio..., oppure li sommano e non ci stanno dentro. La cosa certa è che al termine dell'ennesimo vacuo scoop sbandierato (e slittato...), le uniche scatole piene adesso sono le nostre.