Sento già la nostalgia delle infinite emozioni del Campionato. Uno Scudetto unico e indimenticabile. Speciale come il trionfo di Manchester. Giocatori, musica e tifo che non dimenticheremo mai.

25.05.2022 00:00 di Carlo Pellegatti   vedi letture
Sento già la nostalgia delle infinite emozioni del Campionato. Uno Scudetto unico e indimenticabile. Speciale come il trionfo di Manchester. Giocatori, musica e tifo che non dimenticheremo mai.
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“I Campioni dell’Italia siamo noi…. Siamo noi …Siamo noi …i Campioni dell’Italia siamo noi…!” Il Milan ha compiuto il miracolo. Per la prima volta nella mia vita ho cantato senza stonare. Come potevo stonare, urlando la mia gioia da quella indimenticabile tribuna del Mapei di Reggio Emilia! Altra bella pagina di un campionato stupendo. Altra epica pagina di una tifoseria fantastica. In perfetta simbiosi dalla prima alla ultima giornata. Ora soffro già di nostalgia e di malinconia, pensando a una domenica senza queste forti emozioni, senza i brividi dei nostri Campioni d’Italia.

Certo mai dimenticherò le prodezze di Leao, fondamentale protagonista dello Scudetto, soprattutto nelle ultime giornate, le più roventi. Una stagione arricchita dai gol pesanti di “Bagliore di Fiamma” Tonali. Con una difesa che si è scoperta un baluardo insormontabile, con la coppia Tomori-Kalulu, diventata presto la sorpresa più speciale del campionato. Alle loro spalle, Maignan oggi fra i tre portieri più forti d’Europa. E “Serratura” Tatarusanu? Come dimenticare la sua parata sul calcio di rigore di Lautaro, che poi si è rivelata decisiva   nello sprint finale. Sulle fasce la continuità di “Frisbee” Calabria. L’educazione con i piedi di Florenzi, detto appunto “Monsignor Della Casa”. Il rombo di “Ruota Fumante” Theo Hernandez, con “Mistral” Ballo Tourè a supporto. Gabbia vola quando serve, ma ad alzare la Coppa è stato “Tempesta solare” Romagnoli, il capitano. A centrocampo, “Lo Sceicco Bianco” Bennacer agita il mantello della sua classe, con “Ago e Filo Krunic” che, come cuce lui, non c’è nessuno.

Ha giocato poco Bakayoko, faticando a trovare la miglior condizione, ma un applauso anche al francese. Come amo il dio del calcio, quando è così benigno con il Milan. Regalare la gioia dell’ultimo gol al “Presidente” Franck Kessie, al suo passo d’addio, è stato gesto magnanimo e giusto. Pensare che qualcuno lo voleva in tribuna, mah! Non dimentico certo Diaz, il folletto andaluso, poi Messias, autor intellettuale del gol di Leao contro l’Atalanta e ispirato in gol pesanti, pesantissimi. Che bravo “Salamandra” Saelemaekers che si butterebbe nel fuoco per il Milan. Daniel Maldini ha firmato uno Scudetto della terza generazione, griffato da un gol bello e prepotente a Spezia. A sinistra, Ante Rebic, che ha strappato quel pallone come gramigna da un campo di grano a Roma per il gol poi di Tonali. Rullo di Tamburi, signore e signori, per Giroud, lo Sparviero che è sceso sul campionato italiano con la sua classe, con il suo fiuto del gol, con le sue reti decisive che hanno regalato punti preziosi, come un ovettino di Karl Fabergé.

Rullo di tamburi doppio, triplo per Zlatan Ibrahimovic, il Big Bang dal quale è scoccata la scintilla dello Scudetto. Questo titolo numero diciannove sarà per sempre ricordato per la guida intelligente di Pioli, ormai entrato nella leggenda non solo per la sua preparazione le sue conoscenze, la gestione del gruppo, le idee innovative, ma anche per la colonna sonora a lui dedicata che ha accompagnato la splendida avventura vincente dei suoi ragazzi. Non dimenticherò mai un solo istante di questo campionato unico e speciale, che qualcuno ha paragonato come intensità e gioia alla vittoria di Manchester. Soprattutto rimarranno nella mia mente le ultime giornate, ricche di timori, di speranze, di esoteriche paure, di tanto entusiasmo. La scenografia di Milan -Atalanta, quel tifo totale e commovente sono entrati nella storia del Milan. Ho vissuto bellissime giornate insieme ai tifosi che sono stati spesso miei compagni di gioia nelle curve di tanti stadi d’Italia. Ho abbracciato, a ogni gol, tanti “fratelli” che ho visto solo una volta e che forse non vedrò mai più. Tanti accenti d’Italia ma mai, come in quei momenti, uniti dalla stessa passione verso quella squadra che ha tenuto per mano i nostri padri, ora noi e i nostri figli. Rendendo unica e bellissima questa vita, sempre insieme al nostro caro Milan!