ESCLUSIVA MN - Ceravolo: “Criscito sarebbe perfetto. La rinascita di Gattuso proviene da lontano”

ESCLUSIVA MN - Ceravolo: “Criscito sarebbe perfetto. La rinascita di Gattuso proviene da lontano”MilanNews.it
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venerdì 14 gennaio 2011, 10:00Esclusive MN
di Antonio Vitiello

Un tuffo nel passato con una finestra aperta sempre sul presente. La redazione di MilanNews.it ha contattato Franco Ceravolo, direttore sportivo e scopritore di talenti, per parlare della nuova vita di Gattuso, completamente rigenerato dalla cura Allegri. Ceravolo è stato il primo a scoprire il centrocampista calabrese, così come Zambrotta e Criscito, tre nomi che in un modo o nell’altro sono collegati al Milan.

Iniziamo dalla rinascita, per certi versi “inaspettata” di Gattuso, in questa stagione…
“L’anno scorso c’era un allenatore che lo utilizzava poco. Leonardo non ha avuto molta fiducia in Gattuso e alla fine il giocatore stava per andare via. Invece quest’anno con Allegri ha ritrovato se stesso. Grazie a Gattuso e Ambrosini, il Milan è al primo posto e sta conducendo un buonissimo campionato. La rinascita di Gattuso è dovuta solo a lui e al suo grandissimo carisma. Gattuso è l’anima di questa squadra”.

Facciamo un salto nel passato, come ha scoperto Gattuso?
“L’ho scoperto in Calabria, in una partitella tra ragazzi. In quel momento lavoravo con il Torino e non potevo portarlo con me, allora lo consigliai al Perugia. La squadra umbra gli fece fare un provino e da quel momento entrò a far parte del gruppo dei giovani. In pochi giorni arrivò subito nella formazione principale. Da ragazzino aveva un grande spirito di sacrificio e voglia di arrivare lontano, un po’ come tutti i ragazzi del Sud Italia. Ma a differenza dei suoi coetanei, Gattuso non ha mai smesso di crederci e la sua tenacia l’ha portato lontano. A 14 anni ha scalato montagne insormontabili conquistando considerazioni e arrivando prima di tutti in prima squadra. Gattuso è l’elemento trainante del Milan, colui che porta avanti il gruppo”.

Si parla anche di Criscito al Milan. Secondo lei potrebbe adattarsi agli schemi di Allegri, e giocare in una piazza importante come Milano?
“Criscito è ormai maturo. Un giocatore arrivato in Nazionale, può essere schierato sia a 3 che a 4. Penso sia ormai pronto per una grande squadra, non ha problemi sotto l’aspetto tattico. Il fallimento alla Juve è dovuto al fatto che Criscito è stato schierato in una posizione non congeniale alle sue caratteristiche. Lo fecero giocare come centrale senza nessuno aiuto, qualcuno che avesse esperienza e che potesse dargli man forte. Da esterno infatti rende di più, mentre da centrale se la cavicchia ma non è uno che può comandare la difesa. Conoscendo bene Criscito può adattarsi bene agli schemi di Allegri. Un altro esterno che un giorno mi piacerebbe vedere giocare con continuità è De Ceglie. Ha avuto una serie di infortuni che gli hanno impedito di fare il salto di qualità e giocare con maggiore frequenza. Il ruolo di esterno in generale oggi giorno è difficile da ricoprire. In Italia ma anche in Europa, sono pochi i talenti che spiccano. In Inghilterra c’è Bale, tra l’altro ora gioca come esterno offensivo”.

Parlando di esterni, lei ha portato alla ribalta anche Zambrotta, pensa che possa ancora essere utile a questo Milan?
“Zambrotta è ancora molto utile al Milan, un esempio di grande professionista. Può giocare sia a destra che a sinistra, dunque molto duttile, un’arma a disposizione di qualsiasi allenatore. Le sue qualità atletiche sono indiscusse. Non è certo il Zambrotta di qualche anno fa, ma dopo 10 anni ad altissimi livelli è normale che possa avere dei momenti di calo”.