ESCLUSIVA MN - Pol (Przeglad Sportowy): "Piatek, il gol arriverà: non è preoccupato. Chelsea? Niente di vero"

10.09.2019 21:00 di Luca Vendrame   Vedi letture
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ESCLUSIVA MN - Pol (Przeglad Sportowy): "Piatek, il gol arriverà: non è preoccupato. Chelsea? Niente di vero"

L'astinenza da gol di Krzystof Piatek ha sollevato dubbi e perplessità che solo pochi mesi fa nessuno avrebbe pensato di poter arrivare a cogitare. E' successo, invece, perché durante tutto il precampionato il bomber polacco ha sparato a salve e anche in questo primissimo scampolo stagionale non ha brillato come ci si aspettava. Per fare il punto della situazione del nuovo numero 9 del Milan, la redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Michal Pol, direttore di Onet Sport e Przeglad Sportowy, per parlare di questo avvio di stagione dell'ex attaccante del Genoa.

Durante le prime due partite di campionato, Krzystof Piatek non ha segnato ed è stato anche tenuto in panchina in nazionale per Kownacki. Significa qualcosa?

"Penso che sia una coincidenza. So che in Italia Marco Giampaolo sta cercando l’equilibrio nel suo sistema di gioco, ma non tutti i nuovi giocatori erano a disposizione. Nell’ultima partita, contro il Brescia, Piatek è subentrato ad André Silva e ha giocato tutto sommato bene: ha avuto tre occasioni di cui due a distanza ravvicinata col portiere e l’altra che ha coinvolto la Goal Line Technology. Lui solitamente è un titolare, sia nel Milan ma già da subito anche al Genoa, ma ricordo che una volta Gennaro Gattuso lo ha fatto partire dalla panchina ad aprile, lui da lì studia i punti deboli delle difese avversarie che poi prova a mettere in difficoltà quando subentra, trovando spesso anche il gol. Così è successo anche con la nazionale polacca, il suo primo gol è arrivato da subentrato. Contro l’Austria mi aspettavo di vederlo entrare anche se dalla panchina, ma un cambio si è sprecato con Kuba Blaszczykowski che si è fatto male dopo essere entrato in campo, rendendo difficile la gestione della partita per il nostro CT. Tra l’altro Piatek viene da una stagione lunga ed estenuante, ci ha detto prima della partita con l’Austria che sentiva come se le sue gambe si stessero distruggendo ed in questo momento non dà peso a questa astinenza dal gol che dura da 91 giorni, non dà peso alla cosiddetta maledizione del numero 9, non ci pensa. Si pone al di sopra: lavora duro, non legge i giornali, dice ‘mi vedo in allenamento e so come lavoro, il gol arriverà.’ Non sono preoccupato per Piatek."

Come vede Piatek in questo nuovo Milan? Ce lo vede a giocare in coppia con qualcuno o è un attaccante che rende meglio quando è l’unico riferimento offensivo?

"Il Milan ha preso Ante Rebic e mi aspetto una bella partnership tra Piatek ed il croato, come con Jovic. Penso che Piatek giochi meglio con un compagno di reparto. Con la Slovenia sembrava che non avesse mai giocato con Lewandowski, ma è stata una prestazione scadente a livello di squadra, perché precedentemente, quando hanno giocato assieme, hanno giocato davvero bene perché per Piatek era più facile trovare spazi, con le difese preoccupate prevalentemente su Lewandowski. Penso che Piatek giochi meglio quando ha un compagno di reparto, sia nel club che in nazionale, anche perché così lui può lavorare e mettere a frutto tutte le proprie qualità."

Che tipo di stagione si aspetta da lui? Confermerà quanto di buono fatto finora o deve ancora adattarsi a questo Milan?

"Io sono ottimista, perché Piatek l’ho visto allenarsi: sta imparando e si sta adattando veramente molto velocemente, sia appena arrivato al Genoa che poi al Milan. Ha solo bisogno di fiducia da parte dell’allenatore e di un ruolo chiaro nel quale giocare e dare sfoggio alle proprie caratteristiche. Credo che la qualità del Milan si alzerà con giocatori come Rebic, Leao e Paquetà e ci sarà più fantasia e proposizione, e grazie a Rebic anche un’incanalatura offensiva, dal momento che penso che il croato giocherà come a Francoforte, da seconda punta. Forse sarà difficile replicare esattamente l’exploit dell’anno scorso, perché ormai Piatek non è più uno sconosciuto e difensori e allenatori ormai lo conoscono già, ma lui è davvero un lavoratore duro e lavora molto sulle proprie qualità e sui propri punti forti come quelli deboli: sul piede sinistro, piede destro o sul giocare spalle alla porta. Se adesso non sta segnando, questa cosa lo sta solo motivando e continuerà ad allenarsi più intensamente finché non ritroverà la via del gol. Non so dire quanti gol segnerà, ma sono certo che i gol arriveranno."

Dove ed eventualmente come pensa che dovrà migliorare Piatek?

"Deve migliorare col piede debole, ma, soprattutto, oltre alle sue grandi qualità di attaccante, credo che Marco Giampaolo lo voglia più presente nella fase difensiva (sappiamo bene che nel calcio moderno gli attaccanti siano i primi difensori) e nella costruzione, dove le sue qualità dovrebbero essere più utili all’economia di gioco di tutta la squadra. E può migliorare, perché non è quel tipo di giocatore che aspetta il pallone in area di rigore e margini di crescita ce ne sono per lui."

Cosa sa delle voci che lo vedono nel mirino del Chelsea? C’è qualcosa di vero?

"No, no. Conosco bene la situazione, ho verificato. Era soltanto un gioco tra giornalisti che si chiedevano chi avrebbero comprato se il ban del mercato del Chelsea fosse stato rimosso a gennaio. È come se qualcuno a Milano avesse chiesto ad un collega chi avrebbe voluto comprare al Milan e gli venisse risposto ‘Milik’. Ma Milik non sta arrivando al Milan, non c’è niente di vero in questo rumor così come non c’è niente di vero in Piatek al Chelsea."