ESCLUSIVA MN - Rossi: "El Shaarawy è come il primo Shevchenko. Pato non ha classe. Se avesse il 10% della grinta di Gattuso sarebbe da livelli mondiali"

ESCLUSIVA MN - Rossi: "El Shaarawy è come il primo Shevchenko. Pato non ha classe. Se avesse il 10% della grinta di Gattuso sarebbe da livelli mondiali"
sabato 1 dicembre 2012, 17:00Esclusive MN
di Gaetano Mocciaro

Il noto giornalista Franco Rossi ci dice la sua sul Milan dopo il successo di Catania, puntando l'accento sulla crescita di Stephan El Shaarawy e sulla situazione di Pato. In esclusiva per MilanNews.it.

Franco Rossi, che impressioni le ha dato il Milan di Catania?

“Mi ha dato l’impressione di una squadra che deve ancora farsi e può farsi, con un giocatore molto, ma molto bravo in continuità. Di solito a 18-20 anni fanno una o due partite buone e poi spariscono, invece El Shaarawy è sorprendente perché ha la continuità, dote che hanno i grandi”.

Le ricorda qualcuno El Shaarawy?

“Mi ricorda il primo Shevchenko: parte da fuori, rientra e conclude in porta. è rapido come Sheva anche se meno potente di lui. E per potenza intendo forza fisica+velocità e l’ucraino era secondo solo a Ronaldo. A El Shaarawy manca questa potenza che non dev’essere ottenuta con pesi o quant’altro per non rischiare di fare la fine di Pato. Il Milan non è trascinato da El Shaarawy ma sicuramente lui sta portando avanti la squadra”.

La squadra sta ritrovando coraggio e anche la classifica inizia a sorridere

“Parlare di scudetto non si può, visto che la quota è 86 punti e il Milan dovrebbe vincerle tutte da qui alla fine. Ok l’Europa, però bisogna pregare per El Shaarawy, che è nettamente la rivelazione del campionato e non solo per i gol fatti. Prendiamo la partita con la Juve, dove andava a rincorrere l’avversario, faceva addirittura il terzino. Incredibile”.

Il Milan è dipendente da lui?

“Tutte le squadre sono dipendenti dai campioni. Il calcio è un gioco collettivo dipeso dai singoli. Il Milan quando aveva il centrocampo nettamente più forte del mondo era dipendente dai suoi campioni. L’unico Milan non dipendente dai giocatori, ma questo lo diceva solo l’allenatore, era il Milan di Sacchi. Avevano inventato il turnover ma alla fine giocavano sempre gli stessi. Insomma, senza i grandi campioni non esisterebbe il calcio e se il Milan al posto di El Shaarawy avesse, chessò, Cornacchini, non sarebbe certamente nella situazione in cui si trova”.

Pazzini non basterebbe?

“Non scherziamo e non confondiamo. El Shaarawy è un campione vero, Pazzini è monotematico: sta in area e gli devi fare i cross. Ci sono categorie di giocatori”.

E Pato?

“Pato non ha classe. Ha stile”.

Cosa intende?

“La classe è la capacità di rendere al meglio nelle partite che contano, il coraggio nei momenti che serve. E Pato questo non ce l’ha. Una volta sostenni che Gattuso aveva più classe di Rui Costa. E se Pato avesse avuto il 10% del carattere di Gattuso sarebbe un giocatore di livello mondiale. Pato è timoroso nei contrasti, magari per i traumi avuti. L’hanno gonfiato troppo e questo può avere influito, per carità. Che poi se guardiamo bene Messi è sempre stato gracile eppure è un fenomeno. Tevez, Aguero sono due piccoletti, Romario e Bebeto erano la coppia d’attacco del Brasile campione del mondo nel 1994 ed erano gracili”.

Andrà via?

“Che mercato ha ormai Pato? Uno che ha fatto così poche presenze? E poi l’ingaggio se lo possono permettere 5-6 squadre al mondo e sono per giunta copertissime. Uno guarda anche i tabellini poi. Mi ricordo Boniperti quand’era dirigente che disse: “Vuoi comprare un giocatore? Prendi il Panini, a fianco c’è il numero di partite giocate e gol segnati. Se fa tante presenze è uno di rendimento”. Se guardiamo i tabellini di Pato vediamo poche presenze, molte di esse da subentrato”.