ESCLUSIVA MN - Terraneo: "Il mio Milan pose le basi del successo grazie al vivaio. Yepes poteva arrivare prima. Proposi Kagawa. Ogbonna..."

ESCLUSIVA MN - Terraneo: "Il mio Milan pose le basi del successo grazie al vivaio. Yepes poteva arrivare prima. Proposi Kagawa. Ogbonna..."MilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
venerdì 7 dicembre 2012, 20:00Esclusive MN
di Gaetano Mocciaro

Doppio ex di Torino e Milan, Giuliano Terraneo ne approfitta per aprire l'album dei ricordi, parlando delle sue esperienze in granata e in rossonero e parlando di attualità, con un occhio di riguardo su Mario Yepes, sul quale Terraneo ha giocato un ruolo importante epr il suo approdo nel club di via Turati. In esclusiva per MilanNews.it.

Giuliano Terraneo, Lei a cavallo tra gli anni '70 e '80 ha giocato prima al Torino e poi al Milan. Che ricordi ha di quelle esperienze?

"Ricordi belli, d'altronde sette anni al Torino non si possono dimenticare. Il Toro è stata la squadra che mi ha proiettato in Serie A, mi ha dato i primi lustri con un ambiente e un'atmosfera particolare. C'era ancora il Filadelfia, ci allenavamo lì. Situazioni che difficilmente puoi trasmettere. Sono stati sette anni intensi, dove nei primi 3 si lottava per grandi obiettivi, poi un po' meno ma sono anni estremamente positivi".

Nel 1984 il passaggio al Milan

"Anni un po' tribolati, di rifondazione. Però c'erano delle basi importanti, con giocatori del vivaio come Baresi, Tassotti, Evani e Filippo Galli che da lì a poco avrebbero contribuito alla costruzione del grande Milan".

La squadra in quel periodo ha rischiato il fallimento

"Sì, c'era Farina che poi scappò, furono mesi certo difficili ma che col senno di poi ricordo col sorriso, sono esperienze di vita anche queste. Per fortuna arrivò Berlusconi, che ricordo con affetto e Galliani col quale avevo un rapporto di amicizia per l'esperienza comune al Monza. Purtroppo sono state fatte delle scelte che mi hanno costretto a lasciare la squadra, dettate da un allenatore (Liedholm, ndr) del quale non ho certo un grande ricordo. Mi fa piacere, però, che ancora oggi mi capiti di incontrare persone che si ricordano di me con affetto per i miei trascorsi in rossonero".

Lei è legato in particolar modo a una squadra?

"In qualsiasi squadra sono andato sono legato da ricordi e affetti particolari. Appena ho indossato una maglia ne sono diventato tifoso, ho difeso sempre i colori delle squadre che ho rappresentato e quelli restano sempre a prescindere dai giocatori e dai presidenti. Una cosa, questa, da ricordare ad alcuni dirigenti".

Molti tifosi, cresciuti col grande Milan vincente si sono fatti la bocca buona e quest'anno non sono certo soddisfatti

"I tifosi del Milan sono abituati molto bene e i risultati sono ancora distanti dalla squadra di 3-4 anni fa. Questo perché non è più lo stesso Milan, è inevitabile e oggi c'è un ricambio. È stata fatta una scelta ben precisa e va preso atto che questo è un anno di transizione. Ciò non toglie che certi risultati li devi ottenere".

Domenica c'è Torino-Milan e nei granata c'è un giocatore che piace ai rossoneri: Angelo Ogbonna. Può essere l'acquisto ideale?

"Del Torino attuale è uno dei migliori se non in assoluto il più bravo. Ci sta che possa andare al Milan, perché promette davvero molto. È un prodotto del vivaio ed è un peccato che non ce ne siano molti altri nel Toro, che in questi anni ha perso la sua identità con un ricambio di giocatori esagerato. Io ricordo che il Toro ha sempre vissuto su una base solida di giocatori con un'identità granata. Chiaro che se poi fai 11 innesti nuovi ogni anno perdi quell'identità che era l'essenza del Torino. Ma questo vale anche per il Milan, perché non scordiamoci che il ciclo vincente di fine anni '80 è nato grazie a 6-7 giocatori cresciuti nel vivaio e per mantenersi ad alti livelli non basta acquistare, ma serve una base solida sul quale costruire, che è il settore giovanile. Guardate la Juve: sta facendo la sua fortuna trascinata da giocatori come Marchisio, cresciuti nel vivaio".

Intanto il migliore del Milan dietro c'è un ragazzo di quasi 37 anni, Mario Yepes, che Lei ha portato al Milan

"Finché c'erano Nesta e Thiago Silva era ovvio che quei due fossero intoccabili. Una volta andati via loro il più forte è proprio Yepes che, ahimè, ha proprio il problema dell'età non verdissima".

Perché è arrivato così tardi al Milan e in generale in Italia?

"È stato prima in Francia e il Paris Saint-Germain lo pagò anche una cifra. Purtroppo nel sistema italiano se appari sui giornali, se fai un nome iniziano a volere questo giocatore 4-5 squadre, altrimenti no. Per fare un esempio Shinji Kagawa era un giocatore che proposi in Italia ad almeno 8 società e più di una volta alla cifra di 250 mila euro. Hanno dovuto aspettare che andasse al Borussia Dortmund per interessarsi...".

Che prospettive ci sono per Yepes?

"Lui fa sempre contratti annuali, quindi se ne parlerà a fine anno".

Per chiudere, quanto finirà Torino-Milan

"Non voglio fare torto a nessuno, dico 1X2".