La Lazio arriva al Milan colpita duramente: due ko di fila. Ieri sconfitta a Firenze
Scacco matto al Franchi. Italiano batte Sarri, sotto ogni punto di vista. Non c’era mai riuscito, ce l’ha fatta ieri sera con la sua Fiorentina che ha dominato, in lungo e in largo, la Lazio. Tatticamente, fisicamente, agonisticamente. I viola non hanno lasciato scampo ai biancocelesti, che si erano illusi con il lampo del mago Luis Alberto a fine primo tempo. Nella ripresa, poi, la rimonta: la Lazio quest’anno ha perso 16 punti da situazione di vantaggio. Il 2-1 finale non rispecchia il dominio della Fiorentina. Troppo brutta la Lazio per essere vera. Una delle peggiori gare dell’anno, sulla scia della prestazione di giovedì a Torino, quando però il punteggio ha sorriso a Immobile e compagni. L’attenuante del calendario complesso e dei tanti infortunati in queste due settimane c’è, ma dalla Lazio di Sarri tutti prendono molto di più.
I dati delle ultime partite sono imbarazzanti: ieri nel secondo tempo l’unico tiro (alto) è arrivato nel recupero con Vecino. E nel primo tempo i tiri erano 11 a 3 per la viola, con 11 corner a 2. Più o meno simil a quelli di giovedì col Torino. Una delle poche note positive è Luis Alberto. A quattro mesi di distanza (128 giorni dopo) lo spagnolo è tornato al gol. L’ultimo squillo fu a Reggio Emilia il 21 ottobre scorso, poi una lunga astinenza interrotta ieri a Firenze. Segnali di risveglio, dopo un lungo inverno, lo spagnolo li aveva già dati a Torino giovedì scorso, firmando i due assist per il 2-0 biancoceleste. Ieri Guendouzi ha restituito il favore a Luis Alberto, autore di un controllo perfetto prima di freddare col destro Terracciano.

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