Emergenza in difesa ed esuberi in attacco. Tocca ad Allegri trovare i giusti equilibri nel tour de force che attende il Milan

Emergenza in difesa ed esuberi in attacco. Tocca ad Allegri trovare i giusti equilibri nel tour de force che attende il Milan
© foto di Giulia Polloli
mercoledì 11 settembre 2013, 13:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

L’emergenza in difesa, dovuta agli stop di Abate prima e De Sciglio poi, riportano inevitabilmente con molti rimpianti al calciomercato appena chiuso. Se Galliani avesse optato per un investimento importante in quel reparto, ora Allegri avrebbe qualche pedina in più su cui costruire lo scacchiere del prossimo tour de force tra campionato e Champions. Il Milan riparte dal Torino, ma è proiettato inevitabilmente nella doppia sfida europea con Celtic e Ajax che costringerà la rosa di Allegri ai primi straordinari. Gli infortuni, appunto, non aiutano nella gestione delle forze e soprattutto i loro sostituti hanno un grande punto interrogativo cucito addosso. Non perché manchino di qualità, semplicemente perché le gerarchie hanno sempre fatto optare il tecnico toscano a dare continuità ad un reparto che già con tutti i titolari non convinceva appieno. Inutile però guardarsi alle spalle, almeno a livello temporale. Ormai il mercato è chiuso e non è possibile tornare magicamente indietro di qualche settimana. Perché soprattutto, nonostante il senno di poi, molto probabilmente il Milan avrebbe compiuto le stesse scelte. Il ritorno di  Kakà ha portato nuova linfa vitale all’appeal rossonero e anche in campo Riky, nonostante la condizione ancora imperfetta, dimostra di essere leader. Ma soprattutto si percepisce la sua importanza a livello di gestione dello spogliatoio, nell’accudire e nel’insegnare alle nuove leve lo stile Milan che sembrava ormai destinato a perdersi nella memoria. L’arrivo del brasiliano ha risvegliato orizzonti di gloria che sembravano ormai utopistici, ha rinvigorito i compagni e i tifosi, diventando una sorta diluce alla fine di un tunnel che si faceva sempre più scuro. L’entusiasmo è l’energia positiva a cui il Milan deve appellarsi e Allegri ringrazia. Inoltre il mancato arrivo di Honda nel mercato estivo e la repentina partenza di Boateng hanno messo il Diavolo di fronte ad una scelta quasi obbligata per poter dar seguito alle dichiarazioni tecniche di inizio raduno, quando prima di tutto si è scelto il modulo da dover utilizzare nel nuovo corso. La necessità di poter schierare un trequartista importante, in attesa dello sbocciare del talento di Saponara ha fatto si che l’ipotesi Kakà diventasse l’unica percorribile.

E dunque ecco il gradito ritorno e l’accantonamento di altre strategie che potessero rinfoltire reparti ben più bisognosi di intervento. La sfortuna poi ha fatto il resto e ora spetta ad Allegri il compito di diventare protagonista della rinascita sportiva di giocatori quali Zaccardo, accantonato dopo pochi giorni dal suo arrivo a Milanello e ora chiamato a mettere in mostra le sue indubbie qualità. Se la difesa si affiderà a pochi intimi, Allegri ha meno problemi in attacco, dove gli interpreti si dimostrano essere pronti a qualsiasi sfida. La prestazione di Balotelli in Nazionale lascia adito a qualche perplessità a causa di qualche errore di troppo davanti alla porta. Ma che sospiro di sollievo il potersi confermare infallibile dal dischetto! Alzi la mano chi, nei pochi secondi che servono al pallone per raggiungere dal dischetto la linea di porta, non ha ripensato al balletto di Cech, il portiere col caschetto che riusciva ad ipnotizzare qualsivoglia tiratore scelto. Invece Balotelli ha scardinato ogni paura realizzando il gol che ha permesso di fatto al’Italia di Prandelli di qualificarsi anzitempo ai prossimi mondiali. Balotelli è  stato decisivo dunque e dovrà esserlo anche in rossonero.  Allegri affida a lui l’attacco, mentre rimangono ancora molti dubbi sul nome di chi lo potrà affiancare nel tandem offensivo davanti a Kakà. L’intesa tra il brasiliano e Matri in allenamento ha dato sicuramente indicazioni importanti al tecnico toscano, ma l’assenza di El Shaarawy, relegato sulla panchina azzurra anche in assenza dei titolari, non ha concesso alternativa ad Allegri. Proprio El Shaarawy ora sta per diventare un caso, perché il Faraone ai più appare scostante, scontento e nervoso. Forse solo a causa della pressione mediatica attorno al suo giovane talento, associato ogni giorno a squadre diverse. Il Faraone però ha fatto una scelta e l’ha urlata con forza. I prossimi mesi potrebbero essere decisivi, per lui e per il Milan, per Allegri soprattutto  che potrà gestire il turn over, almeno in attacco, in un tour de force che potrebbe risultare già decisivo per il futuro rossonero.