Kakà è tornato. El Shaarawy rischia di trovare chiusa la strada verso la consacrazione? Allegri potrebbe sorprendere con un cambio tattico

Kakà è tornato. El Shaarawy rischia di trovare chiusa la strada verso la consacrazione? Allegri potrebbe sorprendere con un cambio tattico
© foto di Giulia Polloli
sabato 7 settembre 2013, 14:28Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Certi amori non finiscono… già, alla fine Galliani ha realizzato il sogno di quei 15.000 orfani che dalla partenza di Kakà si erano trovati disorientati. Lui stesso, l’ad del Milan, non ha avuto remore nell’ammettere che forse lasciar partire Riky verso il Real Madrid è stato un errore. La conferma è stat, dati alla mano, la perdita di quei tifosi affezionati che nel brasiliano avevano trovato il loro idolo e, rimasti orfani probabilmente la domenica sono andati a pesca. Fatto sta che nel giro di poche ore, quei diseredati si sono riversati in massa agli sportelli che hanno messo in vendita i tagliandi per la Champions. Sarà un caso, o forse no, ma i mini abbonamenti per i gironi di Champions hanno subìto un’impennata pari a circa 15.000 unità. Potere dei sentimenti, delle emozioni, a sottolineare che anche il calcio non si può esimere dal prendere in considerazione il lato umano di chi lo segue e di chi lo pratica. Kakà ha voluto il Milan, fortemente. Che poi la scelta sia stata dettata anche dalla voglia di tornare tra i protagonisti alla vigilia del mondiale brasiliano, non è così importante, Riky è apparso motivato e prepotentemente convinto di aver fatto la scelta della vita, tornare in quella squadra che gli ha regalato successi ed emozioni, che l’ha consacrato iscrivendo il suo nome negli annali del calcio.

Il Milan non è solo emozione, il ritorno a casa del brasiliano non è stato dettato da mere questioni sentimentali. Galliani ha dichiarato che la scelta di tornare in picchiata su Ricardo è stata dettata dalla volontà del tecnico che, dopo la partenza improvvisa di Boateng e con Saponara che ancora non dà certezze, dopo aver visto solo fumate nere da Mosca si è trovato senza interpreti per quel ruolo di trequartista che i dettami tecnico-presidenziali vogliono sicuro protagonista delle gare stagionali del Milan.

Dunque trovato il trequartista, ora Allegri non avrà più titubanze. Ma ne siamo assolutamente certi?

Si delineano all’orizzonte giorni duri per Allegri che si trova a dover gestire un parco attaccanti affollato. In attesa del completo recupero di Pazzini e con Balotelli come perno inamovibile nel reparto avanzato, inizia la giostra dei papabili da affiancare proprio a super Mario. La scelta di acquisire Matri dalla Juve appare dettata dalla necessità di garantire quella profondità di gioco che, evidentemente El Shaarawy, per caratteristiche intrinseche, non può nemmeno promettere. Il Faraone appare invischiato, per i più, in una lotta impari alla conquista di una maglia, di spazi vitali per la sua conferma o, addirittura, per l’ennesima consacrazione. Le scelte di Allegri saranno come sempre ponderate, volte schierare la formazione che garantisca, almeno sulla carta, un equilibrio di gioco costante. Il modulo scelto non lascia molti spazi all’inventiva, ma forse stiamo semplicemente sottovalutando le squisite potenzialità in dote al faraone.

Se le sue parole valgono qualcosa, e Stephan non mi sembra il tipo che parli a vuoto o con leggerezza, nonostante la giovane età, il giocatore vuole lasciare un segno. Povero Allegri, dunque, se dovesse trovarsi di fronte a giocatori sempre al top della forma o con rendimenti al di sopra degli standard.

Se ad oggi l’ipotesi offensiva sembra voler premiare l’accoppiata Balotelli-Matri, con alle spalle il talento cristallino di Kakà, mi auguro di tutto cuore che questa possa essere smentita dagli eventi. Guardando con attenzione alle caratterisiche di questa rosa, non può non balzare agli occhi lo scacchiere pronto per svariati cambi di modulo: la mediana appare scarna, perché dunque non affidarsi ad una formazione che preveda l’utilizzo di De Jong e Montolivo in tandem dietro a Kakà, El Shaarawy, Robinho e Balotelli come terminale battagliero? Oppure, perché non provare a lasciare che El Shaarawy possa esprimersi sulla sinistra con libertà di movimento in un tridente offensivo? Le variabili sono molte, le varianti agli schemi preannunciati altrettante. Con un po’ di duttilità tattica Allegri potrebbe ritrovarsi con una formazione sempre fresca e soprattutto in grado di essere imprevedibile e adattabile ad ogni avversario. Inoltre si eviterebbe di lasciar ammuffire un giovane talento come El Shaarawy che, nonostante la prova di carattere dimostrata nell’intenzione di  lotta per la maglia, rischierebbe di trovare spazio solo a sprazzi.

La sosta per gli impegni della nostra Nazionale sia benedetta, Allegri ha il tempo per testare lo stato di forma dei nuovi arrivati e per osservare il cammino degli assenti con le rispettive nazionali. Prandelli ha lasciato sedimentare la rabbia del Faraone, affidandosi a giocatori di esperienza che, alla fine hanno premiato il ct italiano. Eppure rimane un po’ di amaro nelle bocche dei tifosi rossoneri che hanno dovuto rassegnarsi anche a veder uscire Abate malconcio dalla gara contro la Bulgaria. L’ennesima tegola per una difesa, quella rossonera, che non ha potuto essere rinforzata in questa sessione di mercato. La sensazione è che dopo Honda, il ci arrivo peraltro non appare più certo, il Milan dovrà lanciarsi con forza nella trattativa per qualche difensore di certa esperienza. Ma, come dice Galliani, il mercato si è appena chiuso. Spazio al calcio giocato o, come direbbe qualcuno, bailado, in attesa di conferme e graditi ritorni.