Capello, che fu eroe a Wembley, manda un messaggio all'Italia di rugby dopo l'impresa con l'Inghilterra

Capello, che fu eroe a Wembley, manda un messaggio all'Italia di rugby dopo l'impresa con l'Inghilterra
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Oggi alle 19:40News
di Francesco Finulli
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(ANSA) - ROMA, 08 MAR - A festeggiare l'impresa dell'Italrugby contro l'Inghilterra c'è anche un uomo che ha fatto la storia del calcio italiano, Fabio Capello. "Non l'avevo vista in diretta ma me la sono rivista stamattina. Tutta - racconta al telefono con l'ANSA, ponendo l'accento sull'aggettivo - per vivere quei momenti di gioia che prova chi riesce a battere un avversario che non ha mai sconfitto". Un'emozione che conosce bene: fu un suo gol, in tap-in, a regalare la prima, storica vittoria della nazionale di calcio sull'Inghilterra, nel novembre del 1973 a Wembley. "Fu una grande soddisfazione e un grande orgoglio vincere quella partita. Quella sera la dedicai ai 20mila 'camerieri' - rammenta l'ex calciatore, usando con rivalsa la definizione sprezzante che la stampa inglese affibbiò agli italiani - che erano presenti, ed è un ricordo meraviglioso. Adesso si ripropone una vittoria così dopo tanti anni, c'è un'analogia tra le due cose".

Un filo rosso, o meglio azzurro: "Quando sei con la maglia della nazionale c'è qualche cosa di diverso - spiega Capello - e ti prende un orgoglio smisurato per aver battuto gli inglesi all'Olimpico, con tifosi venuti da tutte le parti d'Italia, per averli fatti contenti e per farli tornare a casa felici". Poi, lui che da dirigente si occupò anche di rugby vincendo qualche scudetto con la Mediolanum a inizio anni '90, tesse le lodi del gruppo e del ct Quesada: "È la vittoria della squadra, l'orgoglio della squadra, e la cosa si sente molto - analizza -. L'allenatore sta facendo un gran lavoro, e ho visto i ragazzi combattivi, mai dimessi, mai passivi: sentivano che avevano qualcosa da dare e tutti quanti hanno dato qualcosa di più". "È stata proprio una partita bellissima - conclude Capello - che chi era in campo non si scorderà mai". (ANSA).