Eterno Modric, solo Ibrahimovic ha fatto meglio di lui (per ora): ecco di cosa si tratta

Eterno Modric, solo Ibrahimovic ha fatto meglio di lui (per ora): ecco di cosa si trattaMilanNews.it
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Oggi alle 19:00News
di Federico Calabrese

La sfida tra Roma e Milan è terminata 1-1. Per i rossoneri a segno Koni De Winter su assist di Luka Modrić. Il croato è il più anziano tra i giocatori che hanno servito almeno tre assist nei cinque grandi campionati europei in corso. Il croato è solo il secondo giocatore capace di servire due assist in una stagione di Serie A dopo aver compiuto 40 anni da quando questo dato è disponibile (dal 2004/05), dopo Zlatan Ibrahimović nel 2021/22 (tre).

Il non detto sul rinnovo di Mike e le categorie rispettate. Max, più di qualcosa da sistemare. Rafa-Alexis: Bologna e poi si respira

di Pietro Mazzara   @PietroMazzara

 La consapevolezza di chi si è e di cosa si fa passa anche da un atto di grande onestà d’analisi e, di conseguenza, intellettuale. Il Milan più brutto dell’anno esce da Roma con un punto che, questo sì, va tenuto stretto per la stesura della sceneggiatura della partita dell’Olimpico. Perché dopo i primi dieci minuti, la squadra di Max Allegri è sparita dalla metà campo offensiva ed è bastato un cambio di marcatura operato da Gasperini, per anestetizzare gli inserimenti di Rabiot, per ribaltare gli equilibri. Il Milan ha sofferto tantissimo, ha preso pugni ai fianchi e sulle braccia e quando la guardia si è abbassata, ecco che è arrivato quel fenomeno di Mike Maignan a tenere in piedi tutto e tutti. È la differenza che fanno i fuoriclasse rispetto ai giocatori normali. Anche in questo caso, citando Max da Livorno, è questione di categorie e Maignan, che a breve firmerà il rinnovo di contratto con i rossoneri, fa parte della categoria dei top mondo (poi con calma parleremo del suo rapporto con Filippi).

È questo il concetto-base: il Milan ha bisogno di campioni, specie di quelli che al Milan ci vogliono rimanere e sanno aprire la porta anche quando questa sembrava chiusa a tripla mandata e che fosse stata buttata via la chiave (Franco Ordine dixit). Ci sono tanti retroscena relativi al rinnovo di Maignan, che nasce sì dal lavoro quotidiano, martellante ed efficace di Igli Tare e Massimiliano Allegri, ma passa anche da una ricostruzione cordiale del rapporto con chi, undici mesi fa, aveva detto A e poi fatto B. Squadra, staff, ma anche dei semplici gesti del mondo Milan hanno piano piano scavato la roccia e ieri sera Maignan ha dimostrato, ancora una volta, il perché questo rinnovo – anche con commissioni importanti, ma anche qui limate – sia un punto fondamentale per il Milan del presente e del futuro.

Il grande rovescio della medaglia della partita di ieri è l’atteggiamento totalmente apatico della squadra per quanto concerne la fase offensiva. Il Milan, per 35 minuti del primo tempo e dopo il gol di De Winter, non ha avuto l’approccio mentale – salvo rari casi – di provare a far male a Svilar. È vero che questa squadra, da qualche parte dentro la partita, il suo golletto lo trova e spesso risulta anche decisivo, ma quanto non visto all’Olimpico è un qualcosa sul quale a Milanello si deve lavorare. Serve un cambio di rotta, serve cercare di far divertire di più quelli la davanti per vivere gare con meno ansia. E serve avere tutti a posto fisicamente. Leao, ieri insufficiente, non è al top e sta dimostrando di come – nonostante un impegno e un’abnegazione pazzesche – il ruolo di prima punta non gli si addica e che questo gioco a due vada plasmato su di lui. Una bacchettata forte ad Alexis Saelemaekers. Rientrato a tempo di record dal fastidio all’adduttore, ieri sera ha mostrato il peggio di sé dal punto di vista tecnico e qualitativo, tanto che Athekame è sembrato molto più affidabile di lui. Lui, così come Rafa, vanno gestiti e scollinata Bologna ci sarà il tempo per rimettere a posto fisicamente qualche giocatore. E poi ci si butterà nel vivo del campionato. L’Inter è a +5, è vero, ma ha una partita in più. È tutto ancora aperto, più aperto di quello che sembra.