esclusiva mn

Alexandre Oukidja: "Maignan 2031? Tanti pensavano che sarebbe andato via ma non io. Il declino di Bennacer? Colpa degli infortuni"

ESCLUSIVA MN - Alexandre Oukidja: "Maignan 2031? Tanti pensavano che sarebbe andato via ma non io. Il declino di Bennacer? Colpa degli infortuni"MilanNews.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 18:00ESCLUSIVE MN
di Redazione MilanNews

 La redazione di MilanNews.it ha intervistato il portiere algerino Alexandre Oukidja tramite il giornalista Alessandro Schiavone. Leggenda della Ligue 1, con il portiere algerino abbiamo parlato di Mike Maignan e del declino senza fine di Ismaël Bennacer, ex compagno in nazionale.

Alexandre, per tanti in Francia il rinnovo imminente di Mike Maignan è una sorpresa. Lo è anche per te?

"No, io non sono affatto sorpreso. Ormai sono tanti anni che gioca nel Milan dove sta facendo grandi prestazioni. Ho visto che è anche il capitano della squadra e se ha deciso di prolungare è perché vuole continuare su questa scia positiva. E poi mica parliamo di un club qualsiasi ma del Milan, ovvero di un club che gli permette di lottare per le posizioni alte del campionato. Tante persone erano convinte che avrebbe cambiato aria in estate, convinte che non avrebbe firmato il rinnovo. Questa decisione è solo sua e significa che al Milan sta bene. Rimanendo a Milan ha la consapevolezza di poter continuare ad essere il numero uno della Francia. Il Milan poi resta sempre un grandissimo club".

Passerà da 3.2 milioni annui a 5 più bonus. Ma quei soldi li avrebbe presi pure in Premier League o Arabia Saudita. Anzi forse molto di più. Questo dimostra che non ci sono motivazioni economiche dietro al dietrofront. Ma le rinnovate ambizioni calcistiche del Milan, oltre al grandissimo rapporto personale con Mister Allegri e il preparatore dei portieri Claudio Filippo ha avuto un ruolo decisivo. Lei che ha giocato per tantissimi anni in Ligue 1, dove ha pure sfidato Mike (2 vittorie per il rossonero e un pareggio in tre confronti, ndr), quanto è importante per un portiere avere un grande rapporto non solo con l'allenatore ma anche e sopratutto con il tuo "personal trainer" ovvero l'allenatore dei portieri con il quale passi forse più tempo che con l'allenatore principale?

"L'allenatore dei portieri è fondamentale. Se hai un pessimo rapporto con quest'ultimo inevitabilmente poi questo influisce in maniera negativa sulla prestazione. Credo che se Mike abbia deciso di rimanere è perché non voleva 'destabilizzarsi' da questo punto di vista. Lui ha un grande rapporto con Allegri e Filippi ma non solo... in generale si trova a meraviglia con tutto lo staff rossonero. Non vedo motivi per cui sacrificare tutto questo cambiando aria. La gente deve capire che la stabilità per un giocatore è tutto. E poi lui e la sua famiglia stanno bene lì dove sono. E Mike ha dato priorità a questo. Lui poi è consapevole di avere appuntamenti importanti con la nazionale nei prossimi anni e non voleva correre rischi da questo punto di vista. Oggi si parla tanto di Arabia Saudita ma lui forse non se la sentiva. E per questo ha deciso di rimanere in un campionato molto competitivo e in un top club".

Forse è esagerato parlare di declino inesorabile. Ma cosa è successo a Ismaël Bennacer con il quale lei ha vinto la Coppa d'Africa nel 2019? Se giochi in Croazia a 28 anni dopo che ti voleva mezza Europa e sei finito nel dimenticatoio qualcosa dev'essere successo Alexandre...

"Isma è esploso alla Coppa d'Africa 2019, fu la svolta della sua carriera. Da lì in poi è cresciuto sempre di più come calciatore fino a farsi prendere dal Milan. Siamo amici e il suo problema sono stati gli infortuni... e per un giocatore molto dinamico che in campo dà tutto non è il massimo. Senza tutti questi infortuni oggi sarebbe ancora al Milan o in un altro top club. Il destino ha voluto così. Aveva solo una via d'uscita, quella di Zagabria. In Croazia sta fiorendo e nonostante tutto per me rimane un grande giocatore. Sappiamo tutti però che quando un centrocampista supera i 30-33 anni tutto diventa più complicato. Però se hai giocato nell'Empoli, nel Milan e nel Marsiglia significa che è stata una bella carriera".