Gimenez e un cammino altalenante: i suoi numeri al Milan

Gimenez e un cammino altalenante: i suoi numeri al MilanMilanNews.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:10News
di Federico Calabrese

In questi ultimi due mesi di stagione, Santiago Gimenez vuole riprendersi il Milan. Come ricorda il Corriere dello Sport, in rossonero era arrivato con tantissimo entusiasmo e tantissime aspettative, ma, dopo un inizio incoraggiante, le sue prestazioni sono state molto scadenti.

Il suo apporto alla causa molto limitato; in questo campionato, che per lui durato da agosto ad ottobre, il numero 7 non ha messo a segno alcun gol. Per il messicano, nella sua intera esperienza in rossonera, 7 gol in 31 presenze totali.

Tutti si sciacquano la bocca: 63 punti per caso, liti negli spogliatoi e in campo, rinnovi sospesi, mercato low cost. Finale a Napoli per la mattanza. W Gattuso!

di Luca Serafini   @lucaserafini4

Il Milan è un buon bersaglio, facile, indifeso. È un esercizio diffuso sciacquarsi la bocca sui suoi limiti, le sue incompletezze, le tonnellate di difetti: riesce bene anche a moltissimi tifosi rossoneri, esteti o no, perché fanno giustamente riferimento a una filosofia societaria lontana dalla storia e dalle tradizioni, a una strategia tecnico-tattica pragmatica e assai poco spettacolare. Quindi, se per primi sono una bella fetta di milanisti e scorticare la propria squadra, il terreno per opinionisti, commentatori, presentatori, artisti, filosofi, ex giocatori, ex pippe acclarate, ex allenatori, è fertile. Molto fertile. Persino il tono di qualche telecronaca è denigratorio: sembra sempre che il Milan sia la selezione di quartiere e che stia giocando contro il Brasile del '70.

I 63 punti in 30 giornate, il secondo posto, sono casuali, fortunosi, occasionali, figli della mediocrità della Serie A. Nella possibile riapertura della corsa allo scudetto o semplicemente per infastidire il finale di campionato dell'Inter, è assai meglio puntare sul Napoli che ha balbettato 7 mesi che sui rossoneri davanti in classifica, ma a singhiozzo.  Senza i rigori parati da Maignan... A portieri invertiti... Senza errori (favori) arbitrali... Se, ma però, il Milan sarebbe decimo, dodicesimo, quattordicesimo: d'altronde non ha attaccanti, la difesa è mediocre, non c'è panchina.

Si coltiva benissimo anche il gossip, in un ambiente così disprezzato: Pulisic e Leao si detestano, al portoghese niente più rinnovo e a gennaio via, già individuato l'erede: il contagocce del Bologna, Castro. Lo stesso americano sarebbe in rampa di lancio, si è spento, si risparmia, pensa ai Mondiali.  Mio padre diceva che quando tuona, da qualche parte piove. I problemi li conosciamo benissimo, limiti e difetti pure, la proposta di gioco è modesta, ma uno straccio di virtù, di dote, di qualità, si potrebbe anche mettere sulla bilancia che invece pende tutta da una parte. A Napoli sarà una mattanza, il Milan è spacciato: questo miracolo finalmente finirà. Allegri e il suo difensivismo alla berlina da Conte, l'Inter tallonata dal Napoli. 

Sediamoci sulla riva del fiume e aspettiamo. Se è come penso io, qualcosa sarà trascinato a valle. Se è come dicono loro, l'acqua non trasporterà nessun rifiuto: in questo caso, se non altro ci godremo il panorama. 

Non abbiamo grande qualità, molti limiti e difetti, ma Tonali e Kean ci portano alla finale verso i Mondiali. Forza azzurri e W Gattuso!