Jashari racconta i suoi idoli da ragazzo: "Pirlo e Redondo mi hanno ispirato molto"
Nell'intervista rilasciata a Il Foglio, Ardon Jashari ha parlato così dell'evoluzione della sua posizione in campo: "Il mio percorso assomiglia a quello di Andrea Pirlo? E' vero, da trequartista a regista. Pirlo è stato il mio idolo da ragazzino. Mi ricordo le sue giocate, erano perfette. Lui e Redondo mi hanno ispirato molto, giocavano con una serenità e una lucidità in campo impressionante. Sapevano dettare i tempi del gioco in qualsiasi momento".
Lo svizzero ha poi spiegato perchè ha scelto la maglia numero 30: "Non è stata una scelta casuale. "Assolutamente no. lo quando ero bambino e giocavo a pallone non ho mai avuto un ruolo. Guardavo Messi e mi bastava. Indossava la 30 e pensai che se mai fossi stato un calciatore avrei voluto stesso numero. Per la verità in quel periodo sapevo poco. Difensore, centrocampista e attaccante era la stessa cosa, volevo solo il pallone e divertirmi. Diversi anni dopo quando iniziai tra i professionisti in Svizzera mi dissero che avrei potuto scegliere il mio numero preferito ma solo dopo il 20, quindi chiesi il 30 con orgoglio. E' stata una delle prime richieste che ho fatto anche al Milan, ancor prima ancora di firmare il contratto e andare in sede. Ho mandato un messaggio, chiedendo la numero 30 e sono stato accontentato".

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