L'economista Giudice: "Se una società finanzia la costruzione di uno stadio con un bond come il caso di Inter e Milan, si indebiteranno"

L'economista Giudice: "Se una società finanzia la costruzione di uno stadio con un bond come il caso di Inter e Milan, si indebiteranno"MilanNews.it
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Oggi alle 17:30News
di Antonello Gioia

Su CRC, radio partner della SSC Napoli, è intervenuto l’economista Alessandro Giudice: "Regolamento applicativo a novembre per gennaio? Le regole ci vogliono, io le ho sempre invocate, ma vanno declinate in maniera intelligente. Il Napoli ne ha fatto le spese, i numeri che abbiamo voluto presentare da Calcio e Finanzia mostrano che l’indebitamento è cresciuto, ma quando si parla di debiti si commette un errore di prospettiva. Alcune persone prendono la passività di bilancio e dicono che le società sono fortemente indebitate. Infatti, Calcio e Finanza ha fatto la distinzione dei debiti tra passività e debiti finanziari. Quelle che sono cresciuti sono le passività. Nel nostro articolo su Calcio e Finanza non menzioniamo che c’è stata una crescita del debito finanziario, questo si vedrà a luglio quando uscirà il nuovo rapporto dell’osservatorio della FIGC che è molto atteso e ricco di numeri. La sostanza non cambia poco. Il calcio italiano resta indebitato nella sua generalità. Io non ho neanche un’accezione moralistica al debito, tutte le aziende hanno debiti, ma essi devono essere sostenibili.Non capisco perché una società indebitata non dovrebbe iscriversi al campionato. Il debito fa parte della vita della società. È tutto legale, non ci sono norme che vietano alle società che hanno debito e per me non è neanche giusto che ci sia. Noi cerchiamo di capire cosa sia l’indebitamento che molte società utilizzano come forma di finanziamento strutturale dell’attività che è perfettamente normale. Altrimenti, non esisterebbero le banche o un mercato delle obbligazioni. È tutto legittimo e normale. Ciò che trovo scorretto è la pratica di fare perdite indiscriminatamente, anche se le regolamentazioni stanno tentando di mettere un argine e di limitare questa prospettiva. Sapendo che c’è un azionista facoltoso che copre le perdite mentre tu hai un azionista responsabile che non vuole rovinarsi con il calcio e lo gestisce come un’azienda, i conti devono essere in ordine. Entrambi competono per lo stesso obiettivo. Il primo ha giocatori forti, anche se ha un sacco di perdite, ed è il caso di molte società italiane che hanno piegato i bilanci alla logica di competere, fregandosene del fatto che i conti non tornavano.

Questa è una forma di strabismo e di doppia corsia per un mercato regolamentato come lo è il calcio dove tutti dovrebbero competere con le stesse armi. Se una società finanzia la costruzione di uno stadio con un bond come il caso di Inter e Milan, si indebiteranno. Se invece le rispettive società troveranno azionisti che entreranno nei loro capitali e verseranno 500 milioni, le società non si addebiteranno, ma il risultato sarà lo stesso. È una scelta di finanziamento. In Italia purtroppo non ci sono mai state delle regole che impediscano di accumulare perdite, dopo di che esse hanno prodotto debiti. Lo stesso Fair Play finanziario è stato bellamente aggirato. Oppure ci sono state le sanzioni dello stesso che hanno fatto ridere come una multina o un’esclusione per un anno dal campionato. Ci vorrebbero regole più stringenti e una giusta applicazione".